Opinione della Settimana

Gli orafi investono sul welfare

Orafo Imc

(di Cristina Casadei – Quotidiano del Lavoro)

Siglato il contratto che prevede benefit e rafforzamento della previdenza. Sanità integrativa a carico delle imprese per tutti gli addetti e i familiari

Per i 45mila orafi argentieri e gioiellieri arriva il nuovo contratto di lavoro. Dopo l’ipotesi di accordo siglata lo scorso mese e il via libera arrivato dalle assemblee dei lavoratori, ieri Federorafi Confindustria e Fim, Fiom e Uilm hanno firmato il contratto che sarà valido fino al 30 giugno 2020. La presidente di Federorafi Ivana Ciabatti lo definisce «un primo importante passo verso un rapporto nuovo e moderno con le organizzazioni sindacali», mentre il vicepresidente Dimitri Stella, che guida la delegazione datoriale, sottolinea che il nuovo contratto «massimizza i benefici per i lavoratori a costi sostenibili per le imprese grazie all’utilizzo di strumenti innovativi come il welfare. È stato raggiunto un risultato economico che aiuta aziende e lavoratori a migliorare le condizioni contrattuali e ad aggiornarsi con i tempi, con fattori qualificanti innovativi soprattutto sul welfare».

L’intesa raggiunta dalle parti prevede che i minimi contrattuali saranno aggiornati a giugno di ciascun anno sulla base dell’inflazione registrata dall’indice Ipca, l’indice dei prezzi armonizzato a livello europeo. Questo mese, in busta paga i lavoratori si ritroveranno la quota determinata sulla base dell’inflazione del 2015 e del 2016: tabella alla mano questo significa che per il livello medio di riferimento, il quarto, l’aumento sarà 11,88 euro. Il riconoscimento dell’inflazione avverrà quindi ex post anno su anno e non più ex ante. Le parti hanno anche definito una una tantum di 80 euro che i lavoratori troveranno nella busta paga di ottobre.

Oltre all’aumento sui minimi e all’una tantum, l’intesa prevede un pacchetto welfare costituito da una quota che verrà impiegata per i benefit e da una quota che verrà impiegata per previdenza complementare e sanità integrativa. In particolare sono stati previsti 100 euro a gennaio 2018, 150 euro a giugno 2019 e 200 euro a giugno 2020 che i lavoratori potranno usufruire sotto forma di buoni spesa o servizi di assistenza o benefits, con il vantaggio di ricevere l’ammontare netto e quindi beneficiando degli sgravi fiscali previsti dalla legge.

Il pacchetto welfare prevede inoltre un rafforzamento della previdenza complementare portando il contributo aziendale al fondo Cometa dall’1,2% all’1,6% della retribuzione a partire da aprile del 2018, mentre rimane all’1,2% il contributo del lavoratore. Quanto all’assistenza sanitaria, l’accordo ha previsto il riconoscimento per tutti i lavoratori e i loro familiari – anche conviventi di fatto – dell’iscrizione a metaSalute. Attualmente la sanità integrativa è prevista per i lavoratori che vi aderiscono con contribuzione di 72 euro annue a carico dell’azienda e 36 euro annue a carico del lavoratore. Da aprile 2018 verrà estesa a tutti gli addetti e i loro familiari a carico, per un valore pari a 156 euro annue, totalmente a carico dell’azienda.

Sul piano normativo l’intesa ha introdotto il diritto soggettivo alla formazione per 24 ore di cui due terzi a carico dell’impresa per i lavoratori non coinvolti in piani di formazione con un contributo aziendale fino a un massimo di 300 euro. Inoltre il contratto introduce la possibilità di frazionamento a ore dei congedi parentali, il rafforzamento del part time e una serie di misure di conciliazione vita lavoro.

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