Opinione della Settimana

Poste Vita investirà 2,6 miliardi in tre anni nell’immobiliare

Settore immobiliare - Appartamenti - Real estate Imc

(di Evelina Marchesini – Quotidiano Edilizia e Territorio)

Nonostante non se ne senta parlare molto spesso, la strategia di investimento nel settore procede, dal 2014, a colpi di mandati a gestori terzi per importi consistenti. L’obiettivo è arrivare al 2-5% delle masse gestite nell’arco dei prossimi 3-4 anni

Con l’obiettivo di raggiungere una quota di investimenti immobiliari compresa tra il 2 e il 5% del totale delle masse gestite entro il 2020, Poste Vita si sta posizionando sul mercato del real estate come uno dei big player del settore. Nonostante non se ne senta parlare molto spesso, la strategia di investimento nel settore procede, dal 2014, a colpi di mandati a gestori terzi per importi consistenti. Come quello aggiudicato circa un anno fa da Ubs asset management Sgr la cui divisione real estate ha istituito un fondo alternativo immobiliare denominato Ubs-Diamond Eurozone offices, dedicato a investire per conto di Poste Vita nel settore degli uffici europei, partendo da 300 milioni di euro di equity (a cui va aggiunta la leva).

Del dettaglio di tali investimenti, tuttavia, non si sa molto. Cerchiamo dunque di fare il punto della situazione, visto che Poste Vita continuerà a immettere denaro nel settore real estate. Alla guida del comparto real estate di Poste Vita siede Marco Plazzotta, veterano del real estate italiano (ha precedentemente lavorato per dieci anni in Allianz Spa come capo della gestione dei beni immobiliari). La strategia di investimento immobiliare avviata nel 2014, partendo da zero, prevede di investire in maniera indiretta attraverso due approcci, uno strategico (che rappresenta i tre quarti del portafoglio immobiliare complessivo) e uno tattico (per un terzo). I mercati obiettivo sono quelli più liquidi dell’area “Core Europe”, il Regno Unito e i Paesi del Nord Europa. La diversificazione si spinge però oltre, arrivando a investire in Usa e Canada nei settori degli uffici e dei centri commerciali.

Per attuare questa strategia di investimento, Poste Vita ha selezionato, con l’aiuto di un advisor internazionale, una decina tra i migliori fund manager globali, tra cui per esempio Ubs, DeAam, Cbre global investors. Per quanto riguarda invece la componente del portafoglio tattico, Poste Vita ha iniziato a investire insieme ad altri investitori istituzionali in una decina di fondi chiusi immobiliari, con l’obiettivo di espandere numero di fondi e gestori.

La realizzazione di questa strategia articolata di investimento ha valso a Poste Vita l’aggiudicazione dell’Ipe real estate global award, assegnato lo scorso mese, che ogni anno premia le best practice a livello mondiale nel settore immobiliare da parte di enti previdenziali, assicurazioni e fondi pensione (altro attore italiano premiato è stato Enpam).

Posto che le attività immobiliari mirano a essere tra il 2 e il 5% del totale di asset under management della compagnia, si parla di circa 3-4 miliardi di euro, di cui i citati tre quarti di portafoglio strategico (con i fondi dedicati gestiti dai gestori selezionati) e il restante quarto dedicato a fondi già costituiti dove Poste Vita entra con una propria quota. Dall’esame del bilancio 2016 di Poste Vita si ottiene un totale attuale di asset under management di circa 370 milioni di euro: il flusso di investimenti verso il real estate, per arrivare all’obiettivo dichiarato, sarà dunque molto importante, con un minimo di ulteriori 2,6 miliardi nei prossimi 3-4 anni. La strategia dei primi tre anni, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, dovrebbe continuare nei prossimi anni, anche se il nuovo a.d. Matteo Del Fante dovrà occuparsene nel dettaglio in occasione della messa a punto del nuovo piano strategico.

È invece ancora tutta da realizzare la valorizzazione del maxi patrimonio immobiliare di Poste Italiane, un piatto da circa 1,7 miliardi di euro per il quale, sotto la guida del passato ceo Francesco Caio si era accennato anche alla possibilità di conferire il tutto a una nuova società da far approdare a Piazza Affari.

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