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Aviva sperimenta un nuovo modello di incubazione Fintech attraverso la startup OnCare

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Il progetto è stato lanciato in collaborazione con l’acceleratore e incubatore britannico Founders Factory, assieme al quale il gruppo assicurativo britannico ha inoltre garantito il sostegno a cinque start up impegnate nello sviluppo di progetti di block chain, intelligenza artificiale e realtà virtuale

Nuova tappa nel processo di innovazione per il gruppo assicurativo Aviva, che insieme al partner strategico Founders Factory (acceleratore e incubatore britannico) ha reso note le prime cinque start-up del programma Fintech e lanciato anche una propria start-up, denominata OnCare.

La partnership, del valore di diversi milioni di sterline, rientra “nella più ampia strategia di innovazione” di Gruppo e prevede annualmente il supporto alla crescita di cinque start-up emergenti e, allo stesso tempo, il lancio di due nuove imprese.

Di seguito, le prime cinque start-up che riceveranno supporto operativo, di business e tecnico da parte di Aviva:

  1. Luther Systems, realtà operante nello sviluppo di prodotti basati sul sistema Blockchain e focalizzata sul miglioramento dell’efficienza e della trasparenza del sistema di gestione delle transazioni. Insieme a Luther, il gruppo assicurativo britannico “ha completato un programma pilota di successo per automatizzare ampie parti del processo di fatturazione fornitori all’interno della catena di approvvigionamento”. Altri due progetti pilota sono attualmente in rampa di lancio;
  2. Psious, società impegnata a sviluppare progetti ­“che possano aiutare i pazienti con problemi mentali attraverso la realtà virtuale e la simulazione di scenari reali per migliorare le terapie”;
  3. Shepherd, realtà che sta lavorando a progetti che utilizzano l’intelligenza artificiale in modo predittivo, anticipando la necessità di manutenzione di qualunque tipo di macchinario. Se il macchinario si guasta, spiegano da Aviva, “i referenti del caso ricevono degli alert specifici, eliminando la necessità di ricorrere a costose chiamate a ingegneri esterni”;
  4. Previse, società che permette di velocizzare i pagamenti B2B attraverso la tecnologia dell’intelligenza artificiale. “Il ritardo nei pagamenti da parte di grandi aziende nei confronti di piccoli fornitori – evidenzia il Gruppo – può portare le PMI alla bancarotta, danneggiando così l’economia”. Previse usa le potenzialità dell’intelligenza artificiale per permettere ai fornitori di ricevere istantaneamente il pagamento di una fattura. Previse si è appena unita a Founders Factory collaborando in diversi settori (non solo, quindi, limitatamente al fintech) e ha raccolto finanziamenti per circa due milioni di sterline nell’ultimo mese.
  5. Fitwell, startup che applica l’intelligenza artificiale a una app che aiuta le persone a mantenersi in forma, grazie anche al personal trainer Hailee. Aviva ritiene che l’approccio basato sui dati possa motivare gli utenti e aiutarli a personalizzare il proprio programma di allenamento.

La prima realtà ad essere, invece, lanciata da zero, progettata e strutturata da Aviva e Founders Factory, è la precedentemente citata OnCare, app per l’industria sanitaria “che mira a rendere l’assistenza più semplice per tutti”. La app – evidenzia il Gruppo – è dedicata agli operatori sociali, “sostituirà carta e penna e metterà a sistema una quantità di dati prima relegati a fogli sul fondo di qualche cassetto”, aiutando i professionisti del sociale “a risparmiare tempo impiegato per lavoro di ufficio, per dedicarlo alla cura del cliente”.

La collaborazione con le start-up è uno dei pilastri della strategia di innovazione di Aviva. “Permette di coniugare le competenze, l’agilità e gli obiettivi tecnici delle nuove realtà – sottolinea il Gruppo – con il know-how commerciale, il brand e le potenzialità di accesso al mercato di Aviva”. In aggiunta alla partnership inglese con Founders Factory, Aviva ha sviluppato, attraverso diversi accordi di collaborazione, un programma internazionale dedicato proprio alle start-up, che include la Silicon Valley negli Stati Uniti, Canada, Singapore e Israele. A breve il Gruppo inaugurerà una collaborazione anche in Italia con PoliHub, centro incubatore di start-up del Politecnico di Milano.

“L’industria delle assicurazioni sta affrontando una delle principali sfide dei suoi 300 anni di storia – ha dichiarato Serge Taborin, direttore Innovazione e New Business di Aviva –. Le esigenze degli individui stanno rapidamente evolvendo, mentre un ingente numero di tecnologie emergenti ha il potenziale di trasformare le assicurazioni, fornendoci numerose opportunità di soddisfare i nostri clienti in maniera migliore. La collaborazione con le start-up è una delle modalità su cui puntiamo per affrontare questa sfida. La partnership con Founders Factory ci ha fatto conoscere a una serie di talenti imprenditoriali emergenti, creando un nuovo e più rapido modo di testare soluzioni innovative per i clienti”.

“Stiamo fornendo a queste start-up una piattaforma di supporto senza rivali, sia attraverso i nostri team operativi, sia attraverso le conoscenze e la portata di Aviva – ha affermato Henry Lane Fox, co-fondatore e CEO di Founders Factory –. Le cinque start-up selezionate per l’acceleratore sono incredibilmente diverse tra loro (impegnate in progetti che vanno dalla realtà virtuale alla Blockchain) a dimostrazione delle nostre ambizioni di individuare le tecnologie che rivoluzioneranno le assicurazioni e i servizi finanziari. Siamo anche estremamente entusiasti di lanciare OnCare con Aviva all’interno del nostro incubatore. La tecnologia è ampiamente sotto-utilizzata nel settore e OnCare rappresenta un importante primo passo nel migliorare radicalmente la fornitura di cure sia in Gran Bretagna che all’estero”.

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