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RBM Assicurazione Salute si aggiudica la selezione del Fondo Sanitario mètaSalute

RBM Assicurazione Salute HiResLa compagnia assicurerà nel prossimo triennio oltre 1,5 milioni di lavoratori del settore metalmeccanico e le loro famiglie

Al termine di una procedura avviata nello scorso mese di agosto, mètaSalute, il fondo sanitario del settore metalmeccanico, ha deciso di aggiudicare per il prossimo triennio (2018-2020) l’assicurazione e la gestione dei propri piani sanitari a RBM Assicurazione Salute. La proposta della compagnia specializzata nell’assicurazione sanitaria – si legge in una nota – è risultata migliore rispetto a quella presentata da Generali, Allianz e UniSalute ed a partire dal prossimo 1° gennaio sarà messa a disposizione di oltre 1,5 milioni di lavoratori dell’industria metalmeccanica e dei loro familiari.

“RBM Assicurazione Salute ha vinto la gara puntando su un modello assicurativo e di servizio unico ed innovativo – spiega Marco Vecchietti, consigliere delegato di RBM Assicurazione Salute – che si propone, di fatto, di prendere in carico i bisogni di cura dei lavoratori del settore metalmeccanico e dei loro familiari, che oggi non trovano accoglienza presso il Servizio sanitario nazionale. Si tratta, in sintesi, di un vero e proprio servizio sanitario supplementare che, coniugando a monte la capacità di offerta delle strutture sanitarie pubbliche (in regime di intramoenia) e private aderenti alla nostra rete convenzionata “Previmedical” ed il finanziamento aggiuntivo derivante dalla polizza assicurativa attivata dal Fondo con RBM, mira ad intermediare un’ampia fetta di spesa sanitaria oggi pagata di tasca propria dalle famiglie”.

L’impegno di RBM, oltre che per i livelli assistenziali garantiti, sarà importante anche a livello gestionale, “visti i numeri di assoluto rilievo che riguardano il comparto”, per far fronte al quale la compagnia ha già messo a punto un ulteriore rafforzamento occupazionale presso il quartier generale del Gruppo.

“Stimiamo di investire nel prossimo triennio tra i 150 ed i 200 milioni aggiuntivi in prevenzione e diagnosi precoce con una finalizzazione specifica al contrasto delle malattie croniche non trasmissibili – conclude Vecchietti – ed in particolare delle patologie cardiovascolari, di tumori, ictus, ipertensione e malattie respiratorie (BPCO) che rappresentano oggi le principali cause di morte nei Paesi occidentali. In tal senso auspichiamo una possibile sinergia con l’Istituto Superiore di Sanità, con il quale sono stati già avviati dei primi contatti, e con lo stesso Ministero della Salute in un’ottica di maggior armonizzazione tra pubblico e privato in sanità”.

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