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Assicurazioni e cybercrime, i rischi per il cliente e le opportunità per le compagnie secondo Affinion

In fatto di rischi le compagnie assicurative elaborano sofisticati modelli previsionali di calcolo, ma non sempre investono nel tenere i propri consumatori al riparo dal cyber crime. Secondo Affinion, gruppo multinazionale specializzato in soluzioni di customer engagement (le attività commerciali messe in atto da un’azienda per interagire con i propri consumatori) e nello sviluppo di soluzioni di cyber security, nonostante con il crescente uso dei social network e il dilagare di dispositivi IOT aumenti la consapevolezza per le minacce, persistono le cattive abitudini dei clienti, che spesso non sanno come proteggersi.

Il cliente non è al sicuro e le compagnie assicurative dovrebbero trasformare il rischio in opportunità. Investiamo ingenti somme di denaro in porte blindate, serrature di sicurezza o in sistemi di allarme, “perché non proteggiamo i dispositivi che ci rendono ugualmente vulnerabili?”.

Secondo quanto è emerso dal Norton Cyber Security Insights Report 2017, lo scorso anno nel mondo circa un miliardo di persone è stata vittima di crimini informatici (978 milioni in 20 paesi), mentre il Rapporto Clusit 2018 ha stimato un danno di 500 miliardi di dollari come impatto mondiale del cyber crime.

In Italia, oltre 16 milioni di persone (dati Norton Cyber Security Report 2017) sono state vittime di crimini online nel 2017 ed è pari a 10 miliardi di Euro (dati Rapporto Clusit 2018) il costo italiano della criminalità informatica.

A causa dell’espansione dei social network siamo sempre più esposti. Quanti dati immettiamo volontariamente sul web? Secondo un report IBM, creiamo ogni giorno oltre 2,5 quintilioni di byte di dati.

In Italia il 73% della popolazione utilizza Internet: 34 milioni di persone sono attive sui social media per circa 2 ore al giorno, dato destinato a crescere secondo alcuni studi (come Digital in 2018 in Southern Europe, di Hootsuite e We are social), considerando che gli adolescenti spendono anche nove ore al giorno sui social.

Si amplia inoltre, come fa notare Affinion, il mondo dei dispositivi interconnessi. L’ultima ricerca dell’Osservatorio Internet Of Things della School of Management del Politecnico di Milano mostra come il mercato italiano dell’IOT legato alla Smart Home valga in Italia nel 2017 circa 250 milioni di Euro, con una crescita del 35% rispetto al 2016. ll 38% degli italiani possiede già almeno un oggetto “smart” in casa e il 51% si dice preoccupato per i rischi legati alla privacy.

Con il diffondersi dei dispositivi interconnessi, si moltiplica il rischio. Un cyber criminale potrebbe entrare nella nostra casa attraverso la televisione o persino il condizionatore connesso ad uno smartphone.

Una volta rubati, evidenziano da Affinion, i nostri dati finiscono in un vero e proprio mercato nero (il cosiddetto Dark Web), dove vengono scambiati su piattaforme volatili del tutto simili a quelle del trading online. Secondo un rapporto curato da Experian, una carta di credito o di debito si acquista sul Dark Web con cifre dai 5 ai 110 dollari, le informazioni come l’accesso ai servizi di pagamento (es. Paypal) valgono dai 20 ai 200 dollari, una patente di guida circa 20 dollari e un passaporto intorno ai 1000– 2000 dollari.

Le compagnie assicurative possono giocare un ruolo chiave nell’evoluzione della protezione Cyber e nella conseguente educazione lato cliente finale. L’assicurazione interviene ex-post a danno avvenuto, mentre su questo ambito può agire anche in materia di prevenzione e mitigazione del rischio.

“Un nuovo approccio al tema cyber security – ha sottolineato Antonio Di Salvo, Country Head di Affinion – può mitigare il problema prima che si manifesti al cliente e aiutare l’assicuratore a prevedere e ridurre il rischio. Per esempio, le compagnie possono offrire servizi per rilevare i segnali di attività sospette online, o la presenza di dati sul dark web. Tutti elementi chiave di differenziazione, fidelizzazione e prevenzione”.

Una scansione dei social media o del dark web potrebbero rilevare se i dati del cliente sono stati condivisi o compromessi prima che si abbia un problema serio. Fornendo strumenti concreti che aiutino i consumatori a prevenire, monitorare e risolvere il rischio cyber. Le opportunità, concludono da Affinion, diventano quindi “educare la sensibilità del consumatore ai rischi, ingaggiare il cliente in modo attivo per creare una relazione continuativa, che non si limiti alla stipula della polizza ma affianchi il consumatore nella sua vita quotidiana e diventare un punto di riferimento per la sua sicurezza”.

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