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Governance moderna ed evoluzione del rischio tra accordi internazionali e nuove tecnologie

Governance ImcI vertici di alcuni dei principali gruppi societari italiani si sono confrontati in materia di corporate governance nel corso di un convegno promosso da Chiomenti e Willis Towers Watson

“Nei moderni paradigmi di corporate governance, la gestione del rischio non si limita ad essere una funzione di supporto al processo decisionale, ma contribuisce a sviluppare la sensibilità del management e degli investitori nei confronti dei valori sociali alla base di una crescita aziendale sostenibile. Assume quindi particolare rilievo il ricorso a indicatori affidabili, basati sulle più avanzate tecnologie, e in grado di incorporare questi fattori nelle politiche di gestione del rischio, in modo da assicurare un efficientamento del business nell’interesse di azionisti e stakeholders”. È questo, in sintesi, il quadro nel quale si è innestato il dibattito tra i vertici di alcuni dei principali gruppi industriali e finanziari italiani, promosso nel corso di un convegno organizzato a Roma lo scorso 28 settembre dallo studio legale Chiomenti e da Willis Towers Watson, società operante a livello globale nella consulenza, nel brokeraggio e nell’offerta di soluzioni alle imprese e alle istituzioni.

La riflessione è stata incentrata sull’evoluzione del concetto di rischio, partendo dai pro e i contro degli attuali assetti in termini di governance, per poi passare in rassegna l’incidenza di tali tematiche sulle aspettative dei diversi stakeholders, anche alla luce della normativa e delle prassi in materia.

Moderati da Umberto Bertelè – professore emerito di strategia del Politecnico di Milano – e Paolo Valensise, professore ordinario di diritto commerciale dell’Università Roma Tre, si sono confrontati sul tema, portando l’esperienza delle proprie società, Marco Alverà (amministratore delegato SNAM), Stefania Bariatti (presidente MPS), Claudia Cattani (presidente RFI), Carlo Cimbri (amministratore delegato Unipol Gruppo), Maria Bianca Farina (presidente Poste Italiane e presidente ANIA), Edoardo Garrone (presidente ERG), Maria Patrizia Grieco (presidente Enel), Luigi Gubitosi (commissario straordinario Alitalia), Fabrizio Saccomanni (presidente UniCredit).

“Il rischio è ormai percepito come una realtà multidimensionale che, almeno nelle grandi organizzazioni, viene gestita con un approccio olistico da figure strategiche trasversali ai business e alle funzioni aziendali, come il Chief Risk Officer – ha dichiarato Claudio Ades, presidente Towers Watson Italia –. A questa evoluzione organizzativa corrisponde anche un’evoluzione tecnologica. I nuovi strumenti di supporto al risk management di Willis Towers Watson, basandosi sull’analisi dei big data e l’intelligenza artificiale, sono infatti in grado di calcolare parametri chiave per il business come: esposizioni, costo totale e tolleranza al rischio”.

“La regolazione finanziaria indirizza, in maniera oramai inequivoca, gli investitori istituzionali e gli operatori industriali e finanziari a condurre la propria attività perseguendo obiettivi di sviluppo e sensibilizzazione in materia ambientale e sociale (“ESG”) – ha aggiunto Francesco Tedeschini, socio di riferimento di Chiomenti –. Ne consegue che i rischi di sostenibilità improntano la corporate governance dei principali operatori del mercato, contribuendo alla definizione delle loro politiche aziendali di gestione del rischio in un’ottica di medio-lungo termine e, più in generale, alla individuazione stessa degli obiettivi imprenditoriali che essi mirano a realizzare. Chiomenti ha da sempre assistito gli operatori industriali e finanziari nei processi di cambiamento dei propri paradigmi organizzativi e gestionali, supportandoli nell’individuazione di presìdi e strumenti tecnici in grado di bilanciare e valorizzare i diversi interessi in gioco, anche allo scopo di mantenere posizioni di leadership a livello internazionale per quanto concerne l’innovazione e il progresso sostenibile”.

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