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Lettera aperta di Roberto Salvi, Presidente del GAAT, che contesta duramente l’inefficacia degli interventi dello SNA

Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo la lettera di Roberto Salvi, Presidente del GAAT, di cui riportiamo un estratto dei punti più salienti. In calce trovate la versione integrale.

Credo sia opportuno spiegare bene ed in modo compiuto l’attività e soprattutto il pensiero del GAAT ad un mese dall’inizio dell’emergenza Coronavirus (…)
In data 9 marzo si è svolta la prima call sull’ argomento: un confronto tra il sottoscritto, il Presidente GA-GI Vincenzo Cirasola ed i Vertici della Compagnia. Abbiamo chiesto ed ottenuto immediati interventi finanziari, formalizzati quindi ai Gruppi Agenti in data 11 marzo (…)

In data 13 marzo abbiamo formalizzato a Generali Italia ulteriori richieste, chiedendo di derogare alle lettere di nomina su “alcuni aspetti, sospendendo alcune operatività delle Agenzie nei confronti della Compagnia” in particolare, ma non solo, delle tempistiche di rimessa. Le abbiamo ottenute. Agevolazioni amministrative anch’esse utili in un periodo complicato (…)

In data 18 marzo abbiamo anche formalizzato la richiesta di sospendere l’attività di Pruning del portafoglio Danni non auto, Retail e Imprese fino al 31 luglio 2020. Accordata il giorno seguente (…)

Il GAAT ha poi chiesto in data 25 marzo all’Amministratore Delegato ing. Sesana, con una mia lettera, stanziamenti a fondo perduto ed ho registrato, fin da subito, disponibilità di Generali anche in tal senso.
La richiesta è stata ripetuta in data 27 marzo con una lettera questa volta congiunta GAGI – GAAT. Faccio notare come i due Gruppi Agenti appartengano ad organizzazioni Sindacali differenti e come in passato non siano mancate accese divergenze di opinioni e scontri anche duri su questioni politiche rilevanti. Abbiamo però deciso con convinzione e non solo per esigenze di circostanza di unire le forze e di presentare una proposta comune per chiedere una serie di misure extra a vantaggio delle Agenzie da noi
rappresentate.
Un segnale di unità nell’interesse dei Colleghi in un momento tra i più insidiosi e difficili della storia delle assicurazioni in Italia.
Ho chiesto ma soprattutto abbiamo chiesto, abbiamo trattato e pur non essendo facile convincere una Compagnia a sostenere la perdita di reddito degli Agenti attingendo ai propri bilanci, abbiamo ottenuto anche questo (…)

Debbo e voglio riconoscere, perché l’ho apprezzato, lo spirito di squadra che il Presidente Cirasola ha saputo condividere con il
GAAT. L’ unione ha fatto la forza(…)

A questo punto, anche alla luce di questo importantissimo risultato e dei tanti già acquisiti nel tempo dal GAAT e spesso colpevolmente snobbati da SNA, non accetto più che vengano impartite ai Colleghi che rappresento, tanto meno al sottoscritto pretenziose lezioncine; come quelle del maestro allo scolaretto (…)

Inizio con il dire che il lavoro e i risultati sopra esposti già da soli spiegano (in parte) perché né il GAAT né il sottoscritto abbiano gradito e condiviso l’attività di SNA nel porre inutilmente “l’accento”, con tempi e modi non solo discutibili ma evidentemente in
contrasto con uno spirito e un lavoro di squadra che si imporrebbe in questo momento, sul fatto che la maggior parte dei risultati fino ad allora “portati a casa” dai Gruppi Agenti non fossero definibili tecnicamente quali contributi economici (…)

Non ci è piaciuto nemmeno vedere lo Sna sbandierare ad Ania prima la minaccia di non specificate iniziative sindacali, poi precisare, sempre ad Ania e a distanza di pochi giorni, una serie di richieste in una seconda lettera pur accorata, ma con fin troppe sbavature istituzionali. Il tutto senza coerenza con le richieste formulate al Governo; che invece si sarebbe dovuto coinvolgere con tempestività, precisione e competenza, attesa l’individuazione dell’attività agenziale tra quelle attività che dovevano (e devono) garantire un servizio essenziale alla collettività (…)

Non è certamente questo il tempo dei contrasti, delle minacce e della demagogia (…)

Per questo sono state fuori luogo le comunicazioni di Sna che svilivano inutilmente i primi immediati provvedimenti.
Agenti, Gruppi, Sindacati e Compagnie devono fare sistema e provare a sostenersi a vicenda in questa emergenza, cercando di superare divisioni e personalismi demagogici (…)

Sarebbe stato utile (ed è più opportuno che a farlo sia un Sindacato) precisare e chiedere al Presidente del Consiglio (a cui SNA ha scritto ma non su questo) che gli Agenti di Assicurazione non sono dei dipendenti e che quindi hanno anzitutto bisogno di sostegno in primo luogo economico e finanziario (di cui anche il Governo dovrebbe farsi carico) per adempiere a quanto loro richiesto, cioè di continuare a fare impresa (mettendo a rischio la propria salute) per servire la collettività (…)

SNA invece minaccia ANIA ma continua ad essere indulgente o, meglio, un po’ confuso, nei confronti del Governo (…)

Pongo anche, e deve essere affrontato per onestà intellettuale, un tema di coerenza legata al fatto che Agenti che lavorano con più Compagnie, ed in Gaat ce ne sono molti, in concorrenza tra loro (i plurimandatari ma non solo) pretendano aiuto da una singola
Mandante. Ci siamo più volte definiti “imprenditori” e adesso allora è al limite della coerenza “pretendere” forme assistenziali. Vanno chieste e nel giusto modo, non pretese, altrimenti bisognerebbe ammettere, e non voglio farlo, che eravamo rapiti più dall’ effimero orgoglio di affermare di essere imprenditori che da reale convinzione (…)

Aggiungo, come se non bastasse quello di cui sopra, che le lettere ad ANIA non sono state condivise, come si sarebbe dovuto fare, all’interno del Comitato dei Gruppi. In oramai tanti giorni di emergenza ho passato parecchio tempo in continue conferenze telefoniche: con i Colleghi, con la Compagnia, con consulenti vari. Ad oggi mai con il mio Sindacato che pure ha inoltrato due lettere a firma anche di tutti i Gruppi Agenti (…)

Sarebbe stato strategicamente giusto e corretto fare sistema e conseguentemente giusto portare avanti con ANIA una trattativa per tutti gli Agenti di Assicurazione, responsabilizzando e coinvolgendo il Governo che ci chiede appunto di servire la collettività (…)

Doveva farlo SNA. Una trattativa con ANIA per tutti gli Agenti, il problema coronavirus è trasversale.
Invece si è scelta la strada di delegare ai Gruppi Agenti ciò che SNA, con la forza di un Sindacato, dovrebbe fare subito.
Se poi i Gruppi non otterranno risultati, la responsabilità sarà la loro, per non aver fatto tutto il possibile o, peggio ancora, per non aver eseguito ciò che SNA ha suggerito. Già visto!
Soprattutto si rischia che alcuni Colleghi non riescano ad accedere ad aiuti essenziali in questo momento ed un Sindacato dovrebbe agire, fare, non limitarsi a delegare ai Gruppi Agenti.
Sono troppo vecchio di vita sindacale per accettarlo senza denunciarlo.
E soprattutto è troppo seria la guerra che stiamo combattendo a causa di questo maledetto virus (…)

SNA in quanto Sindacato non ha ottenuto nulla con la sua attività in un mese di emergenza. Non mi risultano risposte formali del
Presidente del Consiglio e nemmeno di ANIA.
Perché allora non si minaccia il Governo (con ANIA si è fatto) ? Molti Sindacati lo hanno fatto.
Mancano le risposte. Dovevano arrivare ed essere anche tempestive altrimenti diventano inutili.
Se ANIA non si confronta con SNA in questo momento è scontato che lo farà ancor meno in tempi “normali”.
E questo sta diventando un problema serio (…)

Cosa si poteva (e forse si può ancora) fare di diverso?
Una trattativa unica con ANIA collegando e rendendo coerenti le richieste con quanto è necessario chiedere al Governo che va coinvolto e responsabilizzato quanto prima.
Si poteva e si può ancora cercare unità e confronto con tutti. In un momento come questo è doveroso cercare dialogo ed unità della Categoria. Si sarebbero dovuti coinvolgere, da subito, tutti i Presidenti di Gruppo. Si ascoltano e si spiega (condividerla in questo regime sembra addirittura chiedere troppo) loro la strategia prima di metterla in atto. Non si agisce per poi chiamarli a fare. Si rischia di essere inefficaci oltre ad aver dimostrato totale mancanza di consapevolezza della realtà delle attività già in essere da giorni con le Compagnie.
Peccato. Si sono commessi grandi errori nel momento più delicato.
Non dichiaro queste cose per polemizzare, non è utile in questo momento, ma per imprimere un’auspicabile necessario cambio di passo e di atteggiamento da parte dei nostri Rappresentanti sindacali.

Roberto Salvi

Clicca qui per la versione integrale della lettera

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