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Relazione Ivass: mercato assicurativo solido nonostante la pandemia

Nelle sue considerazioni il presidente Daniele Franco ha sottolineato che i ratios patrimoniali delle compagnie sono scesi soltanto di 25pp rispetto al livello (235%) raggiunto a fine 2019

Covid-19 ha soltanto scalfito ma non intaccato la forza patrimoniale delle compagnie italiane. A  fine marzo, nel pieno della pandemia, la posizione di solvibilità delle compagnie è risultata in media inferiore di appena 25 punti percentuali al livello che aveva raggiunto a fine dicembre (dal 235 al 210 per cento) ed era pari ad oltre il doppio del requisito minimo.

Lo ha sottolineato il presidente dell’Ivass Daniele Franco nella sua prima relazione da quando è stato insediato nella carica e che quest’anno è stata distribuita on line in attesa che sia possibile organizzare, come di consueto, un incontro pubblico di presentazione.

Disaggregando i dati del Solvency ratio a fine marzo trova conferma la tesi secondo cui covid-19 ha avuto un effetto indiretto nel mercato assicurativo italiano per il calo degli asset in portafoglio mentre l’impatto “assicurativo” vero e proprio è stato modesto. Il Solvency ratio delle compagnie danni è infatti rimasto sostanzialmente immodificato tra gennaio e marzo (dal 193,4 al 193 per cento) mentre quello delle compagnie vita, dove il peso degli investimenti ha un’incidenza molto significativa, ha fatto segnare una decisa contrazione (da 219,7 a 191,2 per cento).

Il mercato assicurativo italiano – ha rimarcato Franco – ha trascorso il 2019, anno a cui si riferisce la relazione dell’Ivass, “in buona salute”. La raccolta premi ha superato i 140 miliardi (+ 4 per cento sul 2018) raggiungendo il 7,8 per cento del PIL. E soprattutto è fortemente aumentata la redditività del settore con un Roe (return on equity) praticamente raddoppiato rispetto all’anno precedente (dal 6,4 al 12 per cento).

Naturalmente covid-19 ha cambiato in peggio le prospettive del settore e proprio pensando al domani l’Ivass ha chiesto alle compagnie di rinviare o sospendere la distribuzione dei dividendi agli azionisti. Nel complesso – ha ricordato Franco – gli utili rimasti nella cassa delle imprese sono stati pari a 4,4 miliardi. 

 Nonostante Solvency II abbia centrato l’obiettivo di rafforzare patrimonialmente le compagnie consentendogli di non farsi trovare impreparate di fronte alla pandemia, l’attuale normativa prudenziale – a giudizio dell’Ivass – va migliorata in più punti. Proprio con l’emergenza covid19 – ha segnalato il suo presidente – è emerso “l’inadeguato funzionamento del meccanismo di volatility adjustment e l’assenza di strumenti nel quadro di Solvency II in grado di fronteggiare le situazioni di emergenza in modo rapido e incisivo. L’Ivass è favorevole a definire in sede europea, in collaborazione con l’Eiopa (l’authority continentale del settore), un pacchetto di misure attivabili in caso di crisi generalizzata e in grado di mitigare in via transitoria i fattori di volatilità e automatismo insiti nella regolamentazione”.

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