Gruppi AgentiIn EvidenzaNews

La ricetta di sopravvivenza degli agenti e della rappresentanza

“Con un buon dialogo e buona volontà riusciamo ad individuare punti di convergenza su diversi temi e sinergie utili a trovare le migliori soluzioni per entrambi” commenta Roberto Salvi, presidente GAAT, che racconta la recente esperienza di lavoro condiviso con gli altri gruppi agenti della galassia Generali, in particolare il GA-GI. E sull’accordo della capogruppo Generali con Poste Italiane e ora anche Cattolica, non si stupisce e lancia un invito alle associazioni di categoria: è finito il tempo dei proclami e delle rivendicazioni. Oggi è necessario fare, costruire e non limitarsi a parlare di principi

Avete lavorato all’unisono anche con altri gruppi agenti della Galassia Generali, appartenenti ad associazioni sindacali differenti per ottenere un importante supporto in occasione del lock-down, pensate che tale collaborazione possa continuare? In quali ambiti?

In un momento così delicato abbiamo deciso di unire le forze del GAAT con quelle del GA-GI ed ho apprezzato lo spirito di squadra che abbiamo saputo esprimere. Questo ha portato a centrare importanti obiettivi a favore di tutti i colleghi. La collaborazione con il GA-GI era già avviata a livello di tavoli operativi di commissione da prima del lock-down e credo possa continuare, sempre nell’interesse dei colleghi. Ovviamente trovare un’intesa è frutto di attenzione reciproca avendo una storia molto diversa ed oggi appartenendo entrambi al mondo Generali ma con modelli distributivi differenti, riconosciuti anche dal recente Accordo Impresa Agenti siglato con Generali Italia lo scorso anno che stabilisce: agenzie professionali con attività prevalente svolta personalmente dall’agente la maggioranza di quelle GAAT, ed agenzie imprenditoriali che si avvalgono di una sottorete di produttori dipendenti dalla compagnia la maggioranza di quelle GA-GI. Con un buon dialogo e buona volontà riusciamo però ad individuare punti di convergenza su diversi temi e sinergie utili a trovare le migliori soluzioni per entrambi.      

Dopo quasi 4 mesi di interruzione per il lock-down della trattativa con Ania per il rinnovo dell’ANA 2003 la discussione ha ripreso, con un nuovo tavolo di lavoro in web conference, Quali sono le priorità da rivedere secondo il Gaat?

Ho avuto modo negli anni di leggere diversi elaborati di apposite commissioni di colleghi che ipotizzavano la riformulazione di molti aspetti di detto accordo. E’ l’intero impianto a risentire dei tanti anni passati dalla sua stesura. Tutte le novità normative degli ultimi 17 anni non sono quindi minimamente recepite, tanto per citarne alcune: il divieto di esclusiva e le collaborazioni “a” con “a”; le recenti normative sui servizi digitali che pongono sotto la responsabilità dell’intermediario la facoltà di dotarsi di propri strumenti dei quali sottoporre l’uso al contraente e gli agenti invece sono attualmente fermi per lo più all’utilizzo di sistemi di compagnia che ovviamente possono favorire la disintermediazione agenziale al contrario appunto dei sistemi “cliente-agente”. Poi ancora il tema legato alle Banche Dati e titolarità dei dati stessi; tutta la recente normativa sulla consulenza fino al tema delle Casse di Previdenza regolamentate dalla convenzione del 1953 e dai vari protocolli d’intesa dell’ANA fermo appunto da quasi 20 anni. Per comprendere quanto sia pregiudizievole per i colleghi questa situazione, basti pensare all’istituto sicuramente più anacronistico che è quello legato ai meccanismi di rivalsa e liquidazione. Se non si affrontano questi temi in un’ottica di rapporti complessivi Imprese-Agenti vedo sempre più compromessa la forza della rappresentatività degli agenti. Sarò contento di essere smentito ma credo, per quelle che sono le notizie in mio possesso, che manchi, peraltro alla vigilia del rinnovo delle cariche in SNA, serenità e una seria visione prospettica e non polemica che impedisce di intavolare una profittevole trattativa di rinnovo.   

Cosa ne pensa dell’accordo di Generali con Poste Italiane. E degli accordi con Cattolica?

Generali ha fatto l’accordo con le Poste e ci ha correttamente avvertito. Noi agenti GAAT lavoriamo grazie alla GAAT Service anche con altre compagnie e li abbiamo correttamente informati. I rapporti sono leali e le attività di entrambi lecite. 
Il problema dell’accordo con Poste Italiane è più ampio e risiede nelle norme che consentono questo tipo di accordi. Non è un problema risolvibile in ambito aziendale, tanto più che il tema coinvolge i due maggiori marchi del mercato italiano: Generali ed Unipol. 
Frutto anche di quella confusione in cui versa il mondo degli agenti di assicurazione. Proliferano norme che aumentano le incombenze a carico della categoria e che viceversa aprono a concorrenti diretti (basti pensare alla figura “f” introdotta dalla direttiva IDD ma molti sono gli esempi ulteriori che si potrebbero fare). Fermo l’Accordo Nazionale Agenti al 2003 con istituti appunto inadeguati come prima detto. Rispetto a questi seri problemi la categoria si limita a proclami e articoli, sia pure condivisibili, di contrarietà alle compagnie senza mettere in campo attività concrete e condivise. In queste considerazioni rientra anche l’accordo con Cattolica che a lungo andare potrà avere ovvi rilevanti effetti anche sugli agenti. Il mercato sta cambiando velocemente e la ricetta per la sopravvivenza del singolo agente è sempre la stessa, cioè fare polizze, la ricetta per le associazioni di categoria, per i sindacati sta invece inevitabilmente cambiando: non sono più efficaci le logiche ed i pensieri di qualche anno addietro, oggi è necessario fare, costruire e non limitarsi a parlare di principi e, sia pure condivisibili, rivendicazioni. Progetti concreti, centri di servizio a favore degli agenti, aggregazioni serie ed efficienti per fare business.  

Pongo infine un tema di coerenza: abbiamo per anni chiesto ed ottenuto che gli agenti possano lavorare con più compagnie in concorrenza tra loro, ed in GAAT ce ne sono molti, ci siamo più volte definiti “imprenditori” e non appare allora coerente pensare che le compagnie non facciamo accordi e non utilizzino canali leciti poiché consentiti da quelle norme sulle quali evidentemente non riusciamo, come categoria, ad incidere in modo significativo.

Foto in copertina: Roberto Salvi

Articoli correlati
EsteroNews

Giappone: i maggiori assicuratori danni preannunciano la vendita delle partecipazioni incrociate

Le partecipazioni sono state a lungo criticate dagli investitori come uso inefficiente del capitale…
Leggi di più
EsteroNews

Usa: State farm ha chiuso l’esercizio 2023 con una perdita di $6,3 miliardi

In profondo rosso l’andamento tecnico con perdite record da sottoscrizione per $14,1…
Leggi di più
EsteroIn EvidenzaNews

Usa: in forte aumento mercato delle rendite

Le rendite più popolari vendute lo scorso anno erano quelle pluriennali garantite, note come MYGA…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.