In EvidenzaNews

Aon: il Risk Maps 2020 prevede una probabile accelerazione dei rischi geopolitici sempre più interconessi, a causa della pandemia da COVID-19

– Cresce il nazionalismo economico e politico, perché le azioni a tutela della salute pubblica e delle economie domestiche erodono le norme commerciali consolidate da lungo tempo
– Tre economie sviluppate su cinque devono affrontare la possibilità di scioperi, rivolte e disordini civili nel 2020, che saranno probabilmente esacerbati dalla pandemia COVID-19
– La resilienza della supply chain è sotto pressione in un mondo sempre più delocalizzato

Milano, 30 Luglio, 2020 – Aon, primo gruppo in Italia e nel mondo nella consulenza dei rischi e delle risorse umane, nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa, ha pubblicato il suo 2020 Risk Maps report, che prevede che la nuova pandemia da coronavirus (COVID-19) trasformerà probabilmente tutto il panorama geopolitico. Misure straordinarie per la salute pubblica e un rapido calo del commercio globale continueranno a esercitare una pressione significativa sulle economie e sui governi e rimodelleranno le norme geopolitiche di lunga data.

Aon ha sviluppato il report 2020 Risk Maps in partnership con The Risk Advisory Group e Continuum Economics, che esaminano il rischio politico, il terrorismo e la violenza politica a livello globale. Le mappe del rischio di Aon sono pensate per aiutare le aziende a comprendere meglio le esposizioni al rischio in cotinua evoluzione create da quei fattori particolarmente sfidanti.
Nel complesso contesto geopolitico ed economico di oggi, queste mappe permettono ai clienti di identificare e tracciare le diverse fonti e i diversi gradi di rischio, assistendoli nella pianificazione e nella protezione di beni, contratti e prestiti che potrebbero essere influenzati negativamente. Il rapporto di quest’anno include un’analisi ad hoc dell’impatto della pandemia COVID-19 su questi temi e dei rischi che essi presentano.

Le implicazioni socioeconomiche della pandemia COVID-19 saranno probabilmente profonde. I paesi che dipendono fortemente dal turismo o dal commercio al dettaglio, o dove il tributo umano della pandemia è più alto, si troveranno ad affrontare un potenziale maggiore di disordini civili e di proteste contro i governi – un rischio che era già elevato prima della pandemia. Secondo il rapporto di Aon, tre economie sviluppate su cinque affronteranno probabili scioperi, rivolte e disordini civili nel 2020 – e sembra che la pandemia COVID19 non farà altro che esacerbare questi malcontenti.
La pandemia metterà alla prova anche la resistenza della supply chain, poiché il nazionalismo economico sotto forma di espropriazione, controlli valutari, restrizioni commerciali e la delocalizzazione frenano la globalizzazione. Ulteriori conseguenze economiche includono discontinuità del mercato del lavoro, la preoccupazione dei consumatori che limita il livello di consumo complessivo, premi di rischio più ampi per le azioni e il debito delle imprese e restrizioni nell’emissione e nel prestito di obbligazioni societarie.

“Mai come oggi, in uno scenario ancora impattato dal COVID-19, l’analisi di comportamenti e dati, l’identificazione dei possibili rischi e la costruzione di piani strategici di intervento risulta fondamentale per la sopravvivenza stessa di molte aziende. È sotto gli occhi di tutti la fragilità di un sistema economico-politico che è necessario monitorare, per captare in anticipo dinamiche anche inaspettate fino a poco tempo fa”, ha commentato Enrico Vanin, Amministratore Delegato di Aon S.p.A. e Aon Hewitt Risk & Consulting. “La nuova mappatura geopolitica del rischio diventa così uno strumento fondamentale di lettura del contesto molto sfidante che stiamo vivendo, anche per accompagnare in alcuni casi una necessaria evoluzione del modello di business di alcune imprese”, afferma Andrea Parisi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Aon S.p.A.

“Il COVID-19 si sta presentando come uno degli eventi più dirompenti, in grado di cambiare il mondo, a memoria d’uomo. La pandemia ha trasformato il nostro modo di vivere e di lavorare, con nuove sfide in diversi settori e geografie. E in un ambiente aziendale sempre più complesso e volatile, un processo decisionale basato su chiare informazioni non è mai stato così importante”, ha dichiarato Vlad Bobko, responsabile del Crisis Management, Global Broking Centre, Aon.
“Attraverso il nostro lavoro di Crisis Management, abbiamo supportato i clienti che cercano di affrontare questi rischi complessi. Sia che si tratti degli interventi dei governi nei mercati emergenti che di prepararsi alle inadempienze di controparti sovrane e private o di proteggere le persone e le operazioni dalle minacce poste dai disordini civili, dal terrorismo e dai rapimenti, il nostro obiettivo è quello di contribuire a proteggere – e mitigare – una serie di esposizioni al rischio dei clienti”.

Gli effetti economici e politici della pandemia COVID-19 saranno profondi, con interventi dei Governi a livelli che non si sono visti in tempo di pace. Le precauzioni per la salute pubblica hanno, in molti casi, eroso le norme esistenti – tra cui quelle del commercio, i contratti, le supply chain e la politica monetaria – creando nuove potenziali esposizioni per le imprese internazionali.
Henry Wilkinson, capo dell’Intelligence&Analysis del Risk Advisory Group, ha dichiarato: “La pandemia da COVID-19 è un punto di svolta per il rischio globale. Gli impatti politici, sociali ed economici sono immediati, profondi e destabilizzanti dal punto di vista sistemico. È probabile che i paesi con un rischio di instabilità di fondo vedano un’accelerazione delle tendenze negative con l’abolizione delle restrizioni a livello globale, con un possibile aumento del rischio di disordini e di terrorismo. Vecchie e nuove linee di tensioni geopolitiche sono preoccupanti e stanno diventando punti di infiammabilità, rendendo le crisi e i conflitti tra gli Stati ancora più probabili di quanto non lo fossero nel 2019. Le imprese avranno bisogno di adottare nuove strategie e dotarsi di strumenti per gestire la loro esposizione al rischio per sopravvivere e poter crescere. L’investimento in data e advice intelligence di alto profilo sarà fondamentale”.

Francesca Beausang, Lead Economist di Continuum Economics, ha dichiarato: “Non è ancora chiaro se il contraccolpo del COVID-19 alla globalizzazione sia qualcosa di più di una reazione impulsiva, ma non si può escludere la possibilità che la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si trasformi in un crollo del commercio globale”.

Tra gli altri risultati chiave del rapporto:
Disordini civili, terrorismo e violenza politica
• La stagnazione economica e la frustrazione per una serie di tendenze politiche, sociali e ambientali sono i principali fattori di maggiore disordine nelle economie tradizionalmente più stabili.
• L’ambientalismo sta diventando una causa sempre più importante di disordini civili.
• Gli attacchi dell’estrema destra sono in aumento e le imprese multinazionali, in particolare nei settori della tecnologia, delle banche e dei media, sono il loro bersaglio.

Rischi politici
• I governi ricorrono sempre più spesso a misure che regolano le transazioni di mercato. I governi dei mercati emergenti hanno risposto al crescente populismo erigendo barriere al commercio e agli investimenti.
• Gli investitori dei mercati emergenti si trovano a dover affrontare notevoli difficoltà legate all’esproprio da parte dei governi, che sta minando la certezza dei contratti ed erodendo la fiducia degli investitori.
• L’interferenza politica nei mercati emergenti sta ora assumendo forme sempre più indirette, come la pressione fiscale, le restrizioni alle esportazioni, i requisiti normativi più severi, le revisioni dei contratti e un generale aumento del coinvolgimento del governo in settori specifici dell’economia.

Rischi economici
• La velocità di ripresa dei singoli mercati emergenti (EM) dopo la pandemia COVID-19 dipenderà dalla capacità dello Stato di controllare la crisi sanitaria stessa, dallo stato dell’economia prima della pandemia COVID-19 e da come verranno gestiti gli stimoli fiscali e monetari. 3
• Sono necessarie politiche monetarie e fiscali significative per limitare le ricadute della pandemia sulle economie emergenti, anche se non completamente compensative. Un allentamento delle politiche aggressive non sarà sufficiente ad evitare un calo della crescita globale dell’1,3% nel 2020.
• Il commercio globale, il lavoro e i flussi di capitale sono fortemente messi in discussione, poiché il nazionalismo economico è diventato una risposta diffusa al COVID-19.

Ulteriori informazioni su Aon 2020 Risk Maps sono disponibili qui.

Foto in copertina: Enrico Vanin, Amministratore Delegato di Aon S.p.A. e Aon Hewitt Risk & Consulting

Articoli correlati
EsteroNews

Bermuda: Credit Suisse in appello dopo la condanna a risarcire per $600 milioni l’ex premier georgiano

Il Credit Suisse – scrive il Daily Herald – ha presentato appello contro la decisione…
Leggi di più
EsteroNews

Hong Kong si candida come centro assicurativo di collegamento tra la Cina e le grandi capitali finanziarie mondiali

La città, dove hanno già sede 12 dei primi 20 gruppi assicurativi mondiali, intende battere la…
Leggi di più
EsteroNews

Cina: I regulator chiedono agli assicuratori di comprare il debito pubblico ceduti dagli investitori al dettaglio

Le autorità di regolamentazione cinesi stanno chiedendo ai maggiori assicuratori del Paese di…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.