21 ottobre 2020 – Il 78% dei risk manager delle aziende Usa acquista una polizza cyber risk rispetto al 34% del 2011. Il forte aumento delle coperture informatiche nell’ultimo decennio – scrive Carrier Management Magazine – è segnalato in un sondaggio effettuato presso una platea di responsabili dei rischi aziendali da Zurich North America e dell’Advisen Cyber Survey.
Il 55% dei contraenti – precisa lo studio – ha sottoscritto ha una polizza autonoma, mentre il 13% ha incluso le coperture informatiche nella responsabilità professionale e altri in un differente programma assicurativo. Comunque la si consideri la cyber insurance – sottolineano gli autori del report – “non è più un oggetto di lusso”. All’interno del mondo cyber diverse sono le coperture richieste. Il 72% desidera una copertura per “bricking” (quando un dispositivo elettronico diventa inutilizzabile a seguito di un attacco informatico). E, a seguire: interruzione contingente dell’attività (72%) e copertura per guasti di sistema (70%); frode nel trasferimento di fondi / ingegneria sociale (66%); responsabilità sui media su Internet (63%) e danno alla reputazione (60%).
Il sondaggio mostra anche che il ransomware – un attacco informatico in cui viene richiesto un riscatto per rimuovere un malfunzionamento del sistema – e l’interruzione dell’attività sono le principali preoccupazioni dei gestori del rischio. Il 60% degli intervistati si sente “estremamente preparato” o “preparato” a rispondere a un evento ransomware. Tuttavia l’interruzione dell’attività come conseguenza di un evento ransomware rappresenta “il peggiore evento possibile”.