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Cyber e rischi dell’era Covid: gli Agenti per creare sicurezza evoluta

Care colleghe e cari colleghi,

mai come nel 2020 la cybersecurity è diventata una delle priorità nazionali. Mentre i piccoli reati diminuiscono, le frodi informatiche e gli attacchi cyber aumentano, registrando una crescita in Italia nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi del 2020 ed un nuovo picco nel mese di giugno.

L’emergenza Covid-19 ha dunque influenzato pesantemente la sicurezza informatica in Italia e l’aumento rilevante del numero di lavoratori in smart working ha creato un campo fertile per il cybercrime. E bisogna aggiungere che l’Italia è tra i paesi più vulnerabili. La causa? la mancanza di consapevolezza.

Malware e cyber attacchi ad alto impatto ormai sono nell’esperienza di tantissimi imprenditori; ma mentre le aziende sono spesso bravissime a prevenire i rischi “tipici” del proprio settore, spesso non sono preparate a valutare correttamente il cyber risk e ad affrontarlo con metodo.

Azzerare il rischio cyber è impossibile e per questo va gestito con metodo. Bisogna considerare il mondo reale, puntando alle azioni che un’azienda può effettivamente intraprendere in base alle sue capacità tecniche e soprattutto organizzative. Bisogna puntare all’abbattimento del cyber risk. Spesso una policy di sicurezza metabolizzata dall’organizzazione è molto più efficace della più blasonata tecnologia.

Per noi agenti di assicurazione potrebbe essere uno dei mercati più ricchi del prossimo futuro e allo stato attuale si tratta per giunta di un “territorio vergine” per chi sarà in grado di raccogliere la sfida.

Il tema normativo delle polizze legate ai rischi cyber è sulle scrivanie degli assicuratori ormai da qualche tempo essendo rischi che dovranno essere integrati nella stragrande maggioranza delle polizze esistenti: non si tratta di un mercato verticale, ma orizzontale. Il panorama inoltre è in continuo mutamento anche secondo la nuova direttiva europea sulla protezione dei dati, che applicherà multe salatissime a chi perderà o diffonderà dati senza autorizzazione, anche fosse a causa di un attacco cyber. Noi assicuratori possiamo rappresentare per le aziende un salvagente ma anche assurgere il ruolo di “istruttore di nuoto” rispetto al tema della cybersecurity partendo dalle considerazioni che:

– le polizze contro i rischi informatici sono ancora poco diffuse tra le imprese italiane.

– gli attacchi cyber crescono in maniera esponenziale, sia in termini numerici sia in termini di quantificazione del danno.

– l’Italia è, come spesso accade, indietro rispetto agli altri paesi del mondo con analoghi livelli di informatizzazione ed evoluzione tecnologica.

Abbiamo però la possibilità di creare una nuova consapevolezza, sollecitando le nostre mandanti a strutturare soluzioni assicurative idonee a proteggere adeguatamente privati ed imprese e, più specificamente, il tessuto imprenditoriale italiano, fatto di piccole, quando non piccolissime, realtà.

Gli Agenti Anapa, sempre pronti a cogliere nuove sfide ed opportunità del settore in un contesto in continuo mutamento saranno al fianco di privati ed aziende per costruire, solidificare e proteggerli con una sicurezza evoluta.

Martina Minella, Componente di Giunta di ANAPA Rete ImpresAgenzia

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