In EvidenzaNews

Insurance Europe: evitare la «prescrittività aggiuntiva» nei modelli di Solvency II, chiedono gli assicuratori

Gli assicuratori europei – riferisce Best’s Insurance News – sono contrari ad introdurre una «prescrittività aggiuntiva» nei modelli di Solvency II per tenere conto dei rischi di climate change. Lo ha sottolineato l’associazione delle compagnie continentali, Insurance Europe, rispondendo ad una consultazione avviata da Eiopa (il regulator delle polizze) . Quest’ultima si riferiva all’opportunità di introdurre cambiamenti nel sistema Orsa di Solvency II – è il meccanismo di monitoraggio dei rischi incluso nella disciplina di vigilanza prudenziale – per tenere conto degli effetti dei cambiamenti climatici.

Gli assicuratori europei – riferisce Best’s Insurance News – sono contrari ad introdurre una «prescrittività aggiuntiva» nei modelli di Solvency II per tenere conto dei rischi di climate change. Lo ha sottolineato l’associazione delle compagnie continentali, Insurance Europe, rispondendo ad una consultazione avviata da Eiopa (il regulator delle polizze) . Quest’ultima si riferiva all’opportunità di introdurre cambiamenti nel sistema Orsa di Solvency II – è il meccanismo di monitoraggio dei rischi incluso nella disciplina di vigilanza prudenziale – per tenere conto degli effetti dei cambiamenti climatici.

La regolamentazione degli assicuratori dovrebbe includere l’uso di analisi di scenario del cambiamento climatico – ha sottolineato Insurance Europe – soltanto se l’assicuratore affronta effettivamente rischi climatici rilevanti. «Sebbene gli assicuratori concordino sull’importanza di promuovere una gestione lungimirante del rischio del cambiamento climatico, come oltre ad altri rischi, l’analisi di scenario del cambiamento climatico dovrebbe essere inclusa nella valutazione del rischio solo se affronta effettivamente rischi climatici significativi». 

A giudizio di Insurance Europe «una serie standardizzata di scenari quantitativi non dovrebbe essere inclusa nell’ORSA, in quanto crea una serie di questioni tra cui la mancanza di consenso tra gli esperti per quanto riguarda la scelta degli scenari la loro evoluzione in il futuro”. Per giunta scenari quantitativi con orizzonti temporali superiori a 10 anni «rischiano di essere inaffidabili e non utili per valutare gli impatti sul bilancio, poiché la pianificazione finanziaria di solito non viene eseguita a lunghissimo termine».

a cura della redazione

Articoli correlati
EsteroNews

USA: Uragano Ian banco di prova per i riassicuratori

In base ad un programma statale le compagnie dirette riceveranno $2 miliardi per le perdite subite…
Leggi di più
EsteroIn EvidenzaNews

Svizzera: IFRS17 avrà effetti limitati sugli utili di Zurich

Il gruppo stima le conseguenze nel nuovo principio contabile che entrerà in vigore con il…
Leggi di più
Gruppi AgentiIn EvidenzaNews

È iniziato il roadshow “Noi siamo Allianz Viva”

Il Gruppo Agenti Allianz Viva (GAAV) partecipa con il proprio ufficio di presidenza alle 4 tappe del…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.