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Polizze, ecco le aree più resilienti

Polizze. Una fotografia dei dati permette di capire quali sono le aree che  hanno maggiormente penalizzato l’attività degli agenti in questo anno pandemico. Con riferimento al dati IVASS e ANIA relativi al terzo trimestre del 2020 analizziamo dove si è diretto l’interesse dei clienti e quali aree sono state più resilienti.

Partiamo da un dato: 100,2 miliardi di euro che è l’ammontare raggiunto dalla raccolta complessiva dell’industria assicurativa vigilata da IVASS nei primi nove mesi dell’anno. Questo è quanto ha comunicato l’autorità di vigilanza nel consueto Bollettino Statistico sui «Premi lordi contabilizzati (vita e danni) e nuova produzione vita al terzo trimestre 2020».

Un risultato in calo di 6,5% rispetto all’analogo periodo del 2019. In dettaglio la raccolta del settore vita nei primi nove mesi del 2020 è inferiore a quella del 2019 per 6,4 miliardi di euro (-8%) e si è attestata a 73,4 miliardi di euro contro i 79,74 miliardi dell’analogo periodo dell’anno scorso. La riduzione più elevata si è osservata nel ramo I, a cui sono collegate le polizze vita c.d. «pure», in diminuzione su base annua di 7,5 miliardi di euro (-13,8%). Il ramo III relativo alle polizze unit e index linked è invece aumentato di 470 milioni di euro (+2,2%); mentre i premi derivanti dalle operazioni di capitalizzazione (ramo V) diminuiscono di 296 milioni di euro (-17,3%); la produzione assicurativa vita con finalità previdenziali – composta in prevalenza dal ramo VI e poi dalla produzione specifica di ramo I e III – risulta in aumento (+19,4%), attestandosi su 5,8 miliardi di euro. Infine anche la nuova produzione segna un calo con 5,3 miliardi di raccolta (-9,3%). Di certo il dato positivo delle polizze di ramo III può essere attribuito al canale di consulenti finanziari che hanno spinto molto su tali prodotti, così come il tema previdenziale, può essere interpretato come una risposta agli emergenti bisogni di protezione. 

La raccolta invece nel settore danni realizzata nei primi nove mesi del 2020 si è attestata a 26,9 miliardi di euro, e subisce un calo su base annua (-2,2%, corrispondente a -591 milioni di euro); tra i rami principali, si evidenzia la leggera crescita di R.C. generale (+96 milioni di euro).  Altri danni ai beni (+42 milioni) e Incendio ed elementi naturali (+69 milioni) non compensano il calo dalla raccolta negli altri rami, tra cui il comparto auto (-491 milioni per la sola R.C. auto) e i rami Infortuni e Malattia; si registra inoltre un calo consistente (-159 milioni di euro) nelle Perdite pecuniarie di vario genere. Qui sorprende che il canale malattia non sia stato invece oggetto di interesse da parte dei clienti, forse perché le polizze esistenti non erano attrezzate per coprire eventi pandemici?

Sul fronte dei canali distribuitivi gli Sportelli bancari e postali confermano il primato nella distribuzione dei prodotti vita che rappresenta il 58,6% del totale, in calo rispetto al 60,5% del 2019; si riduce anche la rilevanza della raccolta tramite consulenti finanziari (13,8% rispetto al 14,9% del 2019); cresce invece la raccolta tramite rete agenziale, in particolare le Agenzie in economia e gerenze (11,3% dal 9,4% dell’anno precedente).

Le Agenzie con mandato continuano a prevalere nella distribuzione del settore danni con un peso sul complesso dei rami danni pari al 70,3%, che sale all’84,2% per la sola R.C. autoveicoli terrestri; seguono i Brokers (13,3%) e gli Sportelli bancari e postali (7,2%). Nella distribuzione di polizze R.C. autoveicoli terrestri hanno rilevanza anche le Altre forme di vendita diretta (telefono, internet) con una quota dell’8,2%.

Dati confermati anche da Ania che nella propria newsletter relativa al periodo ha mostrato come alla fine del III trimestre 2020 i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano nel settore danni erano risultati in calo del 2,8% rispetto alla fine del III trimestre del 2019 e il volume raccolto si è attestato a 26,5 miliardi, proseguendo il trend in diminuzione iniziato repentinamente nel mese di marzo (-7%) e attribuibile alla situazione legata al diffondersi in Italia della pandemia, che ha impattato fortemente sull’operatività delle imprese di assicurazione.

Se a giugno, luglio e agosto si era registrata, evidenzia la nota di ANIA, una decelerazione della diminuzione della raccolta premi, nel solo mese di settembre la contrazione è risultata pari a oltre il 5%, tornando ai livelli registrati nei mesi a ridosso del periodo più critico. La contrazione dei premi del totale danni registrata alla fine del terzo trimestre 2020 è ascrivibile, in particolare, al forte calo del settore auto (-4,3%); nel dettaglio, il ramo R.C. Auto ha registrato una riduzione dei premi del 5,0%, che si è concentrata nel mese di aprile 2020 (circa -20%). Anche i premi del ramo corpi veicoli terrestri, che alla fine del terzo trimestre 2019 crescevano di quasi il 5%, si sono fortemente contratti nel periodo di lockdown, registrando a fine settembre 2020 una diminuzione dell’1,2% (in parziale ripresa dallo scorso giugno).

Contrazione anche gli altri rami danni. Se alla fine del terzo trimestre 2019 la crescita era pari al 5%, a tutto il mese di settembre 2020 i premi diminuivano dell’1,4%, soprattutto per effetto del calo registrato nel solo mese di aprile (oltre il 10%).

di Giovanni Azzerso

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