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Il mercato cambia, ma le regole vanno rispettate: a confronto con Giovanni Calabrò, DG dell’AGCM.

Plurimandato, comparatori e abbinamenti. Ma non solo: anche la pandemia, con i suoi effetti sui mercati. Intermedia Channel ha avuto il privilegio di confrontarsi Giovannni Calabrò, Direttore Generale dell’«AGCM», l’Autorità Garante della Concorrenza sul Mercato, che ringraziamo per la disponibilità e per la chiarezza delle sue risposte.

Dottor Calabrò, iniziamo parlando del plurimandato. Qual è la sua posizione alla luce degli interventi passati dell’Autorità, nell’ottica dello sviluppo della concorrenza. Ci potrebbe fornire qualche dato aggiornato? 

«L’Autorità da tempo si batte per la diffusione del plurimandato, nella convinzione che costituisca un importante strumento procompetitivo e di contenimento dei premi. La liberalizzazione del canale agenziale ha avuto successo: a fine 2017 le agenzie plurimandatarie erano il 24,3% del totale e circa il 50% aveva collaborazioni con altri intermediari (altri agenti, broker) che di fatto rendono loro possibile offrire prodotti diversi da quelli della compagnia mandante. Il fenomeno d’altra parte non è limitato al mondo degli agenti tradizionali: distributori che rappresentano più compagnie sono i comparatori o gli agenti on line quali Prima, in grado di ridurre i costi di ricerca dei consumatori agevolandone la conoscenza delle offerte maggiormente loro confacenti».

Recentemente si è fatto un gran parlare dei cosiddetti «comparatori», che molti Agenti di assicurazione vedono come un tentativo di disintermediazione. Cosa pensa di questo fenomeno, anche alla luce dei recenti provvedimenti adottati dall’Autorità?

«Si tratta di strumenti utilissimi, procompetitivi, ma proprio per questo devono essere efficienti e trasparenti. Occorre quindi prestare attenzione al fatto che i confronti siano tra prodotti omogenei e non influenzati dalle condizioni dei rapporti distributivi con le compagnie. E occorre fornire la massima informazione su tali rapporti, sul perimetro di comparazione, sulle caratteristiche dei singoli prodotti comparati. L’Autorità da anni persegue questi obiettivi, ma come noto è stata, ancora una volta, costretta a intervenire».

Altro fenomeno in crescita è quello dei cosiddetti «abbinamenti» che possono trarre in inganno il cliente finale. Come valuta la situazione, nell’attuale mercato assicurativo e anche finanziario?

«Purtroppo si tratta di un fenomeno storico, che ha raggiunto anche punte particolarmente patologiche, come nel caso dell’imposizione a chi chiedeva prestiti personali di polizze del tutto estranee. Ma è grave anche il caso delle polizze imposte per i mutui. Il problema sta negli incentivi in termini di commissioni al collocamento per i finanziatori. L’Autorità è intervenuta con più istruttorie, cercando di diffondere modelli e procedure che limitino quanto più possibile le “occasioni” e le possibilità di condizionamento di chi chiede un finanziamento e comunque che rendano massimamente consapevole il consumatore di ciò che sta acquistando».

Sicuramente nell’ultimo anno l’attività di tutte le Compagnie e il lavoro delle Agenzie di Assicurazione, con tutte le persone che lavorano al loro interno, dagli Agenti ai dipendenti di Agenzia è stato caratterizzato dalla pandemia da Covid19. Dal suo punto di vista stiamo andando nella direzione giusta?

«Ci si aspetta che le Compagnie tengano conto di quanto è successo non solo dal punto di vista del proprio bilancio, ma anche degli utenti. Le faccio un esempio: nel settore auto, la sinistrosità è diminuita e ciò dovrebbe riflettersi sui premi; occorre maggiore flessibilità sui termini dei pagamenti per le polizze a premio ricorrente; la necessitata riorganizzazione delle procedure liquidative derivante dalla pandemia non deve riflettersi in un servizio peggiorato. Penso che la “funzione sociale” dell’assicurazione sia quanto mai da valorizzare, in particolare in questo periodo».

a cura della Redazione

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