EsteroNews

Australia: la sanità privata è entrata in ”una spirale mortale”

Negli ultimi anni l’aumento dei premi costantemente superiore all’incremento dell’inflazione e dei redditi

Il governo dovrebbe rifiutare aumenti tariffari se le compagnie non restituiscono agli assicurati almeno l’80-85 per cento di quanto ricevono sotto forma di premi

II settore della sanità privata australiana è entrato in una “spirale mortale”. lo afferma un rapporto appena pubblicato dal Grattan Institute secondo cui “l’industria non può continuare a chiedere supporto al governo federale e devono essere affrontati problemi di fondo come l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei costi sanitari”.

Negli ultimi anni l’incremento dei premi assicurativi ha costantemente sopravanzato (vedi tabella) l’aumento dell’inflazione e dei redditi medi. Tutto questo ha reso l’assicurazione sanitaria meno accessibile – e meno attraente – in particolare per i giovani e le persone sane. Progressivamente l’ampiezza delle coperture è stata ridotta per limitare almeno in parte l’incremento dei premi .

Come sta avvenendo in molti altri paesi al mondo l’invecchiamento della popolazione è il principale motivo che fa lievitare i costi dell’assistenza privata, e si manifesta soprattutto in un aumento della durata dei ricoveri ospedalieri, la principale fonte di spesa delle compagnie.

Affinché l’industria possa essere salvata, “i costi degli ospedali privati ​​dovrebbero essere inferiori e lo sarebbero se gli ospedali privati ​​fossero efficienti quanto gli ospedali pubblici”, afferma il rapporto. Inoltre anche i costi diretti dovrebbero essere inferiori come anche le spese per le protesi il cui prezzo “è opaco e non soggetto a forze concorrenziali”. Di conseguenza, gli aumenti dei premi sono troppo grandi e troppo frequenti.

Gli assicuratori “che non vogliono o non possono offrire ai propri clienti un buon rapporto qualità-prezzo non dovrebbero essere autorizzati ad aumentare i loro premi”, afferma Grattan. In Australia l’aumento dei premi nell’assicurazione sanitaria è soggetto a preventiva autorizzazione del governo e quest’ultimo potrebbe chiedere maggiori giustificazioni alle compagnie se queste non restituiscono ai propri assicurati almeno l’80-85 per cento dell’ammontare che ricevono sotto forma di premi. Se non fosse soddisfatto delle risposte il governo dovrebbe rifiutare il ritocco delle tariffe. D’altra parte – sottolinea ancora il rapporto – in un paese in cui il 40% della popolazione ha una forma di assistenza sanitaria privata non sembra proponibile abolire questa forma di copertura e fare affidamento soltanto sul sistema sanitario pubblico finanziato dalle tasse dei cittadini.

Articoli correlati
EsteroIn EvidenzaNews

GB: rumors su interesse Generali e Sompo per Hiscox

Un articolo di Insurance Insider ha collegato l’assicuratore del sindacato dei Lloyd’s a…
Leggi di più
EsteroIn EvidenzaNews

GB: stress test 2025 per valutare resilienza mercato delle rendite di massa

I trasferimenti di rendite sono cresciuti negli ultimi anni e si prevede che nel prossimo decennio…
Leggi di più
EsteroNews

Corea del sud: corte suprema sancisce diritto all’assicurazione sanitaria per le coppie gay

Secondo i giudici il rifiuto da parte dell’ente statale di fornire una copertura assicurativa…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.