Nei paesi del Golfo, del sud-est asiatico e dell’Africa il mercato delle polizze sta crescendo ad un tasso annuo del 6,8 per cento
L’assicurazione medica obbligatoria è stata introdotta negli ultimi quattro anni in Oman, Qatar, Arabia Saudita e Kuwait
Il mercato assicurativo islamico continuerà a crescere ai livelli attuali nei prossimi due o tre anni, poiché sempre più paesi del Golfo (GCC), del sud-est asiatico e dell’Africa stanno introducendo l’assistenza sanitaria obbligatoria. Lo sostiene un report di Moody’s Investors Service secondo cui la crescita di Takaful sarà aiutata da livelli relativamente bassi di penetrazione assicurativa e dalle grandi popolazioni musulmane in queste regioni.
Alla fine dello scorso anno, Takaful (il sistema assicurativo compliant con la religione islamica) rappresentava in media il 29% dei premi assicurativi globali, rispetto al 27% del 2016, mentre – ha affermato Moody’s – la penetrazione di tutti i prodotti assicurativi è a una cifra bassa, intorno al 5%, rispetto all’11,2% di un mercato maturo, come il Nord America.
I premi assicurativi islamici sono cresciuti a un tasso annuo composto del 6,8 percento tra il 2017 e il 2020, ha affermato il report.
“La recente adozione di una regolamentazione del capitale basata sul rischio nei principali mercati Takaful e il continuo sviluppo dell’assicurazione digitale da parte degli assicuratori Takaful sono ulteriori fattori positivi”, ha scritto nel rapporto Mohammed Ali Londe, analista senior di Moody’s.
L’assicurazione medica obbligatoria è stata introdotta negli ultimi quattro anni in Oman, Qatar, Arabia Saudita e Kuwait, mentre l’assicurazione auto obbligatoria è stata implementata quest’anno in Arabia Saudita, il più grande mercato di Takaful. I premi sanitari in Malesia sono cresciuti del 25% nel 2019 dopo l’introduzione del National Health Protection Scheme – ha affermato Moody’s – ed anche l‘Egitto sta introducendo gradualmente la copertura sanitaria obbligatoria




