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Usa: il “modello Netflix” si afferma nella sanità con il boom della telemedicina

Il “modello Neflix” si sta espandendo nella sanità privata statunitense sull’onda del boom della telemedicina. Con la pandemia le visite virtuali sono cresciuta ad un livello mai sperimentato. Nei mesi più acuti del covid-19, le prestazioni sanitarie on line sono cresciute in misura esponenziale da 529 mila ad un picco di 12 milioni al mese. Da allora il flusso è diminuito a 8,8 milioni al mese, ancora avanti anni luce a dove il mercato della telemedicina era appena due anni fa. E così – scrive The Guardian in un lungo reportage – le assicurazioni sanitarie cercano di fare cassa proponendo ai loro clienti una sorta di “modello Netflix”. In pratica offrono “abbonamenti” a piani sanitari in telemedicina con prezzi indipendenti dal numero di prestazioni effettivamente utilizzate. Ad esempio Alpha Medical, start up sanitaria della Silicon Valley, propone un piano di appena $120 l’anno che tuttavia non prevede trattamenti o visite “di persona”. L’ultima moda è quella della cosiddetta assistenza “asincrona”. Il paziente telefona al centralino del suo assicuratore, non parla con il suo medico, ma risponde ad un approfondito questionario in base al quale viene emessa una diagnosi. Più che Netflix , in verità, sembra piuttosto un “modello fast food” applicato alla sanità. “L’economia è chiara: 3-6 visite nello stesso tempo necessario per fare un una visita di persona”, ha scritto OliverLignell, vicepresidente della salute virtuale di Avia, in un articolo su MedCity News. Secondo Lignell i medici possono completare una visita asincrona in tre minuti o meno. Altro che medico della mutua!!

Una simile forma di assistenza sanitaria a basso livello si rivolge ad un target di consumatori con scarse disponibilità economiche. Ai circa 30 milioni di americani che attualmente sono privi di assistenza sanitaria.

Oltre il 70% delle patologie mediche tra cui raffreddore e influenza, eruzioni cutanee e altro, secondo Alpha Medical, possono essere trattate online. Ed ha citato un documento dell’American Medical Association (AMA) la quale tuttavia ne ha smentito l’esistenza al Guardian.

“Quando offri queste alternative, molto limitate ed in alcuni casi misleading – ha spiegato David Blumenthal, esperto di politica sanitaria –  stai dando un falso senso di sicurezza a gente che non vuole comprare una vera assicurazione. è pericoloso se incoraggia la gente a non prendere quella copertura di cui ha bisogno”.

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