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Maestri Accesi: con Confcommercio porto in dote ad Anapa la conoscenza del territorio locale e delle sue imprese

Insediato ufficialmente il 29 maggio scorso Stefano Maestri Accesi, già attivo nel Gruppo Agenti Generali Italia ed Anapa Rete ImpresAgenzia, è il nuovo presidente di ConfCommercio Provincia di Pisa. Lo abbiamo incontrato per capire quale valore aggiunto porterà il suo nuovo ruolo all’associazione degli agenti di Assicurazione che lo vede come componente della Giunta Esecutiva

Cosa rappresenta per lei questo incarico in Confcommercio?

È una grande responsabilità, che affronto con grande entusiasmo e facendo leva sulle esperienze associative a carattere nazionale che ho maturato sia con il Gruppo Agenti Generali Italia, sia con Anapa Rete ImpresAgenzia.

È proprio grazie alla partnership tra Anapa e Confcommercio che sono entrato anni fa in questo ‘mondo’, in quanto presidente della Regione Toscana per l’associazione degli assicuratori. Inizialmente pensavo si trattasse dell’ennesimo “carrozzone”, più utile a rendere disponibile qualche poltrona in più che a fornire effettivamente un servizio. Invece mi sono subito ricreduto, perché ho trovato in Confcommercio dei grandi professionisti che rispondono ad una serie indefinita di esigenze tipiche di chi fa impresa locale, e ho quindi sposato a pieno il loro modo di operare, un mix di spiccate competenze e di opportunità messe a disposizione di chi sceglie di servirsene e, tra l’altro, sostenendo un costo annuale veramente irrisorio.

Consideri che nella sola provincia di Pisa sono 5600 gli associati, divisi per settore merceologico o per territorio, ognuno con un loro Presidente, assieme ad un consiglio direttivo dedicato a coadiuvarlo. Nell’associazione territoriale che ho l’onore di presiedere, sono addirittura 38 i differenti ‘gruppi sindacali’.

È una piccola fotografia che dà l’idea dell’impegno necessario a svolgere il ruolo in modo consono alle attese.

Quale valore aggiunto può rappresentare per Anapa questa sua presidenza nella provincia di Pisa?

La provincia di Pisa è un territorio con spiccate connotazioni dal punto di vista dell’ospitalità turistica in senso ampio (dalla città d’arte, al litorale, all’entroterra) ma non solo.

Sono certo che conoscere nel profondo le necessità e le problematiche delle categorie che rappresento possa essere anche per Anapa un osservatorio importante per capire come confrontarsi con il tessuto imprenditoriale tipico italiano, fatto di piccole medie imprese con grande inventiva e capacità di eccellere.

I colleghi assicuratori, anche grazie alla mia nomina, devono rendersi sempre più conto di quanto chi fa il nostro mestiere abbia un ruolo fondamentale all’interno del mercato in cui opera.

Le competenze, abbinate alla capacità relazionale, talenti necessari per svolgere la nostra professione, sono le caratteristiche che hanno fatto sì che le imprese pisane scegliessero me come loro guida per il prossimo futuro.

Anapa avrà ancor più di prima la possibilità di conoscere il mercato, a volte anche per rendersi conto di quanto la nostra professione, a volte bistrattata in primis da noi Agenti, sia di grande soddisfazione.

Faccio riferimento all’ultimo periodo pandemico, che ha visto nel 2020 nella sola provincia di Pisa chiudere 2175 imprese alle quali si aggiungono 1700 imprese cosiddette zombie, quelle attività che non possono chiudere per motivi burocratici (blocco licenziamenti, liquidazioni ecc.). Le attività che sono riuscite a resistere hanno avuto fatturati in calo dal 20% al 90% con aiuti statali tra il 3% e il 5% del fatturato stesso.

Quando come Agenti di assicurazione ci concentriamo sulle nostre limitate crescite o su cali provvigionali irrisori rispetto ai numeri di cui sopra, dovremmo confrontarci con massimo rispetto con chi sicuramente ha vissuto e sta vivendo periodi nefasti.

Quali sono i primi compiti che intende portare all’attenzione?

La mia attività avrà più punti di attenzione. Ho già cominciato ad incontrare i presidenti dei 38 sindacati/territori che compongono il Consiglio direttivo di Confcommercio Pisa; ho necessità di comprendere le loro esigenze, i loro programmi e le criticità di ogni settore da loro rappresentato.

Solo facendo così, a mio parere, potrò supportarli concretamente.

Ci troviamo in una fase importante, dove vediamo la luce in fondo al tunnel, dopo la crisi più importante della nostra storia e non possiamo permetterci di sbagliare.

Non giudico la gestione della sfera sanitaria nel periodo pandemico perché non ho alcuna competenza in tale ambito, ma ritengo che dal punto di vista economico andasse fatto qualcosa di più. I nostri amministratori, sia centrali sia locali, hanno oggi l’obbligo di dimostrare di essere capaci. Questo è il momento di portare dei risultati.

Anche in questa situazione l’abitudine che noi Agenti di Assicurazione abbiamo a confrontarci con i risultati quotidianamente e ad essere necessariamente pragmatici, mi porta a chiedere concretezza ai nostri politici.

Abbiamo troppe criticità ataviche, legate all’eccesso di burocrazia o alla legalità intesa in senso ampio (contraffazione, abusivismo, violenza ecc.) che vanno ad impattare in modo intollerabile sulle imprese e per i quali ci aspettiamo un cambio di passo. Se fino al pre-pandemia eravamo abituati a tollerare queste macro-problematiche, il morale di noi imprenditori oggi è molto vulnerabile e non siamo più disposti all’inefficienza.

Gli amministratori devono essere capaci di sensibilizzare e responsabilizzare ogni risorsa amministrativa, che è assimilabile a quello che noi Agenti facciamo quotidianamente  con i nostri dipendenti o collaboratori per offrire un servizio adeguato alla clientela.

Quali sono i progetti e gli obiettivi della sua presidenza?

In senso ampio, stare vicino ad ogni associato e ad ogni impresa della provincia pisana. Confcommercio è un aggregato di servizi e di competenze a disposizione degli imprenditori; troppo spesso se ne conoscono poco la potenzialità e quindi non si chiede all’associazione quel supporto che potrebbe essere fornito.

In questo caso vedo molta attinenza al mercato nel quale opero, dove il cittadino italiano è sotto-assicurato anche per mancanza di conoscenza delle opportunità di coprirsi da una serie di rischi anche con un premio irrisorio.

Confcommercio Pisa, grazie al grande lavoro svolto negli ultimi anni da chi mi ha preceduto alla presidenza e dalla grande squadra di circa 40 dipendenti, guidati da un eccellente direttore, è l’associazione di gran lunga più rappresentativa nell’area pisana.

Abbiamo l’onore e l’onere di essere incisivi sul territorio, e ritengo che sia necessario il dialogo e il confronto, sempre costruttivo ma sicuramente serrato, con tutte le istituzioni locali. E in questo devo dire che posso attingere alla storia del Gruppo Agenti Generali Italia, sia a quello di Anapa che hanno sempre adottato uno stile determinato e costruttivo per portare a dei risultati concreti per gli agenti di assicurazioni. Mi auguro di ripetere la stessa esperienza anche qui in Confcommercio.

Un impegno, come già ho espresso, sicuramente gravoso ma allo stesso tempo affascinante; da qui l’invito ai colleghi, già sicuri protagonisti all’interno dei loro mercati a mettersi a disposizione della più grande rappresentanza di impresa in Italia, con oltre 700.000 imprese associate.

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