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Svizzera: Credit Suisse prepara richiesta risarcimento miliardaria agli assicuratori del fallito gruppo Greensill

La banca elvetica rischia perdite miliardarie nel fondo da $ 10 miliardi costruito sui crediti commerciali della società d’investimento britannico-australiana

Il colosso svizzero Credit Suisse si sta preparando a presentare una richiesta di risarcimento per le perdite causate al suo fondo da 10 miliardi di dollari specializzato nei crediti commerciali del gruppo finanziario fallito Greensill Capital. La causa – ha scritto il Financial Times – verrebbe intentata nei confronti dell’assicuratore giapponese Tokio Marine che in marzo, non rinnovando le coperture assicurative su quei crediti, aveva in pratica decretato il fallimento di Greensill. A farne le spese era stato anche Credit Suisse che sui quei crediti commerciali aveva costruito un fondo collocato presso gli investitori. Quel fondo da $ 10 miliardi era stato sospeso e la banca aveva iniziato la “liquidazione ordinata” delle quote da restituire ai suoi clienti. L’impresa non si è presentata tuttavia agevole ed il colosso svizzero rischia ora perdite miliardarie. Per questo sta pensando di rivalersi sugli assicuratori.

Greensill, gruppo finanziario britannico-australiano, si era specializzato nel business del reverse factoring. In pratica anticipava i pagamenti ai fornitori delle imprese consentendo a quest’ultime tempi più rilassati nell’onorare le loro fatture. Questi crediti commerciali , normalmente considerati poco rischiosi in relazione al rating dei committenti, venivano successivamente cartolarizzati e collocati in fondi d’investimento gestiti dal Credit Suisse oltre che da GAM, altro gestore patrimoniale svizzero. E qui entrava in gioco l’assicuratore Tokio Marine, che aveva fornito $ 4,6 miliardi di copertura alle note di credito Greensill attraverso un’unità australiana. é stata proprio la compagnia a percepire che qualcosa non andava. Ha capito che nei fondi Greensill non era finiti soltanto crediti commerciali ma anche crediti molto più a rischio concessi, tra gli altri, ad amici e conoscenti del fondatore del gruppo, Lex Greensill. Tra i gruppi maggiormente esposti c’era, ad esempio, GFG Alliance del magnate indiano dell’acciaio Sanjeev Gupta tra gli acquirenti, in Italia, dell’acciaieria di Piombino. Sono proprio le posizioni che, attualmente, Credit Suisse ha difficoltà a liquidare. La Tokyo Marine, alla fine, ha deciso di non prorogare la copertura delle note di credito dopo la scadenza del primo marzo di quest’anno rendendo inevitabile in fallimento.

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