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Le osservazioni del Presidente di Ivass sull’attività svolta dall’Istituto nel 2020

Mario Vatta

È stata trasmessa in diretta web la presentazione della Relazione Annuale 2020 prodotta da Ivass.

È stata l’occasione per la prima apparizione pubblica dell’attuale Presidente dell’Istituto Luigi Federico Signorini che ha permesso a tutti i collegati di rendersi conto del nuovo taglio con il quale il relatore ha composto il proprio intervento.

Finalmente un resoconto redatto e reso attraente anche dalla capacità comunicativa del nuovo Presidente, che probabilmente anche grazie alla sua, tra le altre, esperienza giornalistica ha saputo esporre con chiarezza i tratti essenziali dell’attività svolta dall’Istituto, contestualizzandoli con altrettanta appropriatezza all’interno della situazione di mercato attuale e delle sue prospettive future.

Già il fatto che nella quasi sedici pagine del suo resoconto sia riuscito ad evitare di pronunciare l’ormai abusato termine “resilienza” gli rende un merito particolare, e aggiuntivo a quello di aver connotato le proprie osservazioni con un uno stile fortunatamente ben distante da quei toni di verbale ispettivo ai quali eravamo da tempo assuefatti.

Tralasciando i dettagli lessicali del suo intervento non sarà certamente sfuggito il suo ripetuto richiamo allo stretto contatto e collaborazione con la Banca di Italia, alla quale l’attuale Ivass ci ha ormai abituato soprattutto con le ispirazioni normative dei propri provvedimenti.

Eravamo probabilmente in molti a ritenere che non vi sarebbe stata alcuna menzione della recente sentenza del TAR che ha di fatto smontato alcune disposizioni in merito alla distribuzione assicurativa, ma siamo stati invece clamorosamente smentiti.

Il nuovo Presidente ha affrontato apertamente il tema dichiarando testualmente  

“Una questione delicata riguarda le richieste di semplificazione dei processi di distribuzione dei prodotti assicurativi. Il TAR del Lazio ha recentemente annullato alcune delle disposizioni emanate dall’Ivass che modificavano il regolamento in materia di distribuzione assicurativa e riassicurativa. L’intervento mirava a rafforzare i presidi a protezione del consumatore introducendo taluni obblighi, a cui gli intermediari si sono opposti, giudicandoli eccessivi.

Ovviamente ci adegueremo alla sentenza; ne studieremo con attenzione le motivazioni procedurali e sostanziali. Riconsidereremo in ogni caso la materia per ridurre al minimo, anche con maggior coraggio che in passato, gli adempimenti burocratici non strettamente necessari; senza tuttavia perdere di vista l’obiettivo fondamentale, che è quello di assicurare nella sostanza la tutela della clientela e la trasparenza nel collocamento dei prodotti.”

Nessun ricorso o opposizione quindi alle decisioni del Tribunale Amministrativo, con l’immaginabile soddisfazione di tutti gli Intermediari che si troveranno conseguentemente sollevati da una ridondanza informativa ritenuta a ragione ingiustificatamente eccessiva e onerosa.

Preso atto che nel settore Vita, che contribuisce in misura maggiore agli utili delle compagnie, i profitti sono calati del 20 per cento con una raccolta diminuita del 4%, è stato altresì evidenziato che nel settore Danni i profitti sono invece cresciuti del 45 per cento.

E questo pone il tema della redistribuzione dei correlabili benefici, che è stato così tratteggiato.

“A posteriori, la distribuzione statistica degli eventi dannosi coperti dall’assicurazione auto si è radicalmente distaccata da quella posta a base del calcolo dei premi. Con riferimento alle conseguenze della pandemia, l’EIOPA ha affermato di attendersi che le compagnie, quando identificano prodotti che non sono più sufficientemente allineati con il mercato di riferimento, valutino se questo fatto comporti un trattamento non equo; e che ove emerga un trattamento non equo, siano prese le misure del caso, tenendo conto delle leggi esistenti a livello nazionale.

Alcune compagnie hanno riconosciuto, su base volontaria, forme di ristoro ai propri assicurati; non tutte, e non tutte allo stesso modo o nella stessa misura. Le differenze sono marcate. Ora che le limitazioni alla mobilità sono quasi del tutto rientrate, i ritardatari dovrebbero riesaminare urgentemente la questione. I consumatori potranno intanto informarsi e valutare i comportamenti delle compagnie.”

Altrettanto appropriata la riflessione in merito a quelle che sono state definite come questioni chiave sulla transizione digitale, osservando che

“il pieno sfruttamento da parte delle imprese di tutte queste potenzialità richiede, non solo l’adozione di strumenti di ultima generazione, ma anche la reimpostazione dell’intero sistema informativo aziendale sulla base di un’architettura razionale, integrata e flessibile. Dalla vigilanza sia a distanza, sia ispettiva, emerge che molte compagnie hanno accumulato ritardi non da poco in questo campo. È necessario superare le frammentazioni dei sistemi informativi, integrare applicativi e archivi. Colmando queste carenze si pongono le basi per sfruttare pienamente la tecnologia, rafforzando anche la capacità del settore di rispondere all’ingresso di competitori non tradizionali.”

Altro richiamo è quello riferito alla gestione del rischio operativo da parte delle Imprese, sottolineando

“il ruolo rapidamente crescente del ricorso a fornitori esterni per l’adempimento di molte funzioni degli operatori finanziari e assicurativi.L’outsourcing non cambia le responsabilità dell’impresa per il corretto ed efficiente funzionamento delle operazioni; esso accresce, non riduce, la necessità di presidi di governo, organizzativi e operativi pienamente adeguati e funzionanti. Soprattutto, la concentrazione delle attività esterne in un numero ristretto di grandi operatori, se può migliorare l’efficienza e ridurre i costi, intensifica il rischio sistemico legato alla possibilità di una caduta operativa di uno di questi fornitori, ovvero all’esposizione delle informazioni individuali a usi illeciti, in seguito ad attacchi intenzionali o anche a semplici errori o fatalità.

La materia, che rileva non solo per le assicurazioni ma per tutto il sistema finanziario e oltre, è al centro di un Regolamento in corso di definizione a livello europeo (il cosiddetto Digital Operational Resilience Act, DORA). L’Istituto segue con attenzione i relativi lavori; sollecitiamo il contributo propositivo e informativo di tutti.”

L’ultima riflessione dedicata alla digitalizzazione è contenuta nel terzo e ultimo punto:

riguarda la governance degli algoritmi di intelligenza artificiale, il cui uso nel settore assicurativo si va diffondendo È necessario che le compagnie stiano attente a evitare il rischio di introdurre discriminazioni indebite, implicite ed esplicite, e che forniscano alla clientela informazioni aperte sul comportamento dei modelli che utilizzano dati personali. Intendiamo fare un’indagine sul ricorso da parte di compagnie ed intermediari ad algoritmi avanzati nei rapporti con gli assicurati.

I processi che conosciamo spaziano dalla tariffazione personalizzata, alla profilatura della clientela, dal robo-advisory alla gestione dei sinistri. L’iniziativa si propone di rilevare l’intensità e le modalità del ricorso a tali strumenti, non per frenarlo, ma per scongiurare il rischio di abusi; e di sensibilizzare gli operatori del settore assicurativo sull’importanza di un loro attento governo e controllo.

Prevedibile attenzione è stata riservata al rischio climatico, sottolineando come il suo essere per lo più a lungo termine assuma particolare rilevanza nel contesto dell’attività assicurativa.

La parte conclusiva della relazione è stata dedicata al quanto mai attuale aspetto della concorrenza e della concomitante esigenza di trasparenza.

“L’accento sulla trasparenza della collocazione dei prodotti e sull’educazione assicurativa deriva dalla convinzione dell’insostituibile funzione della concorrenza per assicurare efficienza al sistema assicurativo e un’effettiva tutela dei consumatori.

La concorrenza fra produttori è la prima tutela dei consumatori. Perché essa funzioni bene è necessario che i consumatori siano informati e abbiano gli strumenti per sfruttare efficacemente le informazioni disponibili, che dovranno diventare più chiare, semplici, accessibili. Nel dettare le regole che ci competono, continueremo a promuovere una sempre maggiore trasparenza e una comparabilità sempre più agevole. Faremo ogni sforzo per eliminare adempimenti resi inutili dall’evoluzione del mercato e sfoltire la burocrazia a carico sia degli assicurati, sia degli operatori.”

Un futuro necessariamente prossimo potrà confermarci se il sistema sarà finalmente in grado di raggiungere quella semplificazione contrattuale auspicata da tutti e da molto tempo, coniugando allo stesso tempo trasparenza e comparazione con metriche che non inducano il mercato a confrontarsi unicamente su prestazioni omologate e inevitabilmente focalizzate sul prezzo.

Se così fosse sarebbe una deludente contraddizione di quelle auspicate “capacità del settore di rispondere all’ingresso di competitori non tradizionali” richiamate nelle osservazioni del Presidente.

Gli scenari competitivi che in molti, forse troppi, si forzano di raffigurare evidenziano da tempo come la prestazione assicurativa stia consolidando la propria collocazione prevalentemente in termini di prodotto all’interno di nuovi cosiddetti ecosistemi, con il rischio concreto che competenza e prevenzione siano assorbiti a monte della filiera distributiva, favorendo inevitabilmente modalità di vendita sempre più disintermediabili.

Avvertenza Le evidenziazioni di alcune parti della Considerazioni del Presidente Luigi Federico Signorini sulla relazione 2020 (clicca qui per scaricare il documento integrale) rappresentano unicamente  il risultato di libere valutazioni dell’autore del presente post

a cura di Mario Vatta

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