Entro il 2035 £ 900 miliardi potrebbero essere resi disponibili per il raggiungimento dei target sulle zero-emissioni
L’Abi, l’associazione degli assicuratori britannici, ha svelato la sua Roadmap sui cambiamenti climatici per il settore assicurativo e del risparmio a lungo termine. La tabella di marcia, sviluppata in collaborazione con Boston Consulting Group, indica che un potenziale di 900 miliardi di sterline potrebbe essere reso disponibile dall’industria da qui al 2035 per investire nel raggiungimento degli obiettivi di zero-emissioni. Si tratta, ogni anno, di 60 miliardi di sterline pari a circa un terzo degli investimenti totali per £ 2700 miliardi necessari a centrare i target green annunciati dal Regno Unito.
Per rendere possibile il loro impegnativo programma di investimenti gli assicuratori britannici chiedono una riforma normativa e di mercato “significativa”, esortando il governo e le autorità di regolamentazione a ripensare al modo in cui gli investimenti sono incentivati e consentire alle compagnie di destinare una quota maggiore della loro capacità di investimento verso gli asset collegati al climate change. La roadmap è stata sottoscritta da dieci compagnie assicurative e di risparmio a lungo termine che hanno oltre 1,25 trilioni di sterline in asset investiti: Pheonix, Aviva, M&G, Direct Line Group, Lloyds Banking Group, Royal London, Bupa, Pension Insurance Corporation, Rothesay e Zurich.
“Siamo in un momento cruciale per il nostro pianeta e l’Abi – ha commentato il ministro britannico per l’energia e il cambiamento climatico, Anne-Marie Trevelyan – sta dimostrando come la protezione dell’ambiente e il sostegno alla crescita economica vadano di pari passo”.
Per rendere possibile l’attuazione degli impegni d’investimento gli assicuratori britanni chiedono però una regolamentazione più flessibile nella normativa prudenziale e nella policy pubblica. “Sarà necessario un cambiamento significativo – ha detto Il direttore generale dell’Abi, Huw Evans – non rimanere ancorati a un regime eccessivamente restrittivo progettato all’indomani della crisi finanziaria”.




