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Pubblicati i risultati della ricerca: “Digital Transition: Lo stato dell’arte della distribuzione assicurativa”

LA RICERCA
La ricerca, condotta dalla start-up innovativa insurtech DigitalSure Srl, realizzata nei mesi di Maggio e Giugno 2021, si pone l’obiettivo di fare il punto sulla transizione digitale della industry della Distribuzione Assicurativa cercando di comprendere sia le propensioni sia gli strumenti messi in a3o dagli Intermediari E, B ed A.
A tale scopo è stato strutturato e veicolato a3raverso i Social Network un questionario strutturato che è stato compilato integralmente da un totale di 378 intermediari assicurativi di cui 222 Subagenti, 96 Broker e 60 Agenti.

RISULTATI
Gli Intermediari Assicurativi italiani, pur partendo da una situazione di arretratezza per quanto riguarda la piena digitalizzazione della loro attività, che vede come principali responsabili le Compagnie di Assicurazioni, appaiono essere piuttosto consapevoli delle opportunità insite nella transizione digitale alla quale aspirano pur essendo spesso ben lontani dal livello desiderato.
In particolare si osserva come, se da un lato viene espresso un livello medio di Propensione alla digitalizzazione decisamente elevato (4,33 su scala 5) dall’altro si rileva un livello medio di Digitalizzazione effettiva percepita decisamente più modesto (3,41 su scala 5). GRAFICO 1

Come e forse più di altre categorie gli Intermediari E, B ed A dimostrano una buona predisposizione al cambiamento testimoniata dagli agli alti tassi di adozione di strumenti digitali:
• che ne promuovono l’efficienza (videoconferenza 78,9%, repository documentali 64%, sistemi di messaggistica 94,7%);
• di firma digitale (57,9% di adozione), di pagamento elettronico (41,3% di tasso di adozione) e POS (66,7% di adozione);
• vantano una forte presenza sui Social Media esprimendo, quando si parla di attività professionale, una netta preferenza per LinkedIn (74,6%) e FaceBook (62,7%);
• si sono spesso ben organizzati per disporre di un’adeguata presenza professionale sul web (il 54% dichiara di avere un sito web professionale);
• anche se ancora, complice la mancanza di strumenti accessibili, solo in maniera minoritaria approfittano delle opportunità offerte dall’eCommerce (17,6%).

Nell’affrontare il tema della digitalizzazione dell’a_vità vi è una chiara consapevolezza dei vantaggi ottenibili:
• Snellimento documen; e procedure (87,1%);
• Minor impegno amministra;vo (50%).
E, conseguentemente, maggiore disponibilità di tempo da dedicare a:
• Consulenza ai clien; acquisi; (59,5%);
• Ricerca di nuovi clien; potenziali (50%).
Solo in seconda battuta pare insinuarsi l’idea che la piena digitalizzazione possa garantire un contenimento dei costi per affitto Spazi fisici (42,2%) e secondariamente di Personale (25%).
GRAFICO 2

Il tema generale della Transizione Digitale assume contenuti ancor più specifici nel momento in cui si va considerare l’impa3o delle modifiche stabilite dal Provvedimento 97/2020 al Regolamento 40/2018 (IDD).
Il tema risulta, a tre mesi dall’ingresso della nuova normativa, chiaramente noto nei suoi contenuti di dettaglio al 60% del target il quale ritiene, in oltre il 55% dei casi che l’impatto sulle modalità di svolgimento dell’attività sia da rilevante a molto rilevante.
GRAFICO 3

In tale ambito vi è il forte convincimento che la digitalizzazione possa rappresentare la soluzione ottmale per superare le problematiche enfatizzate dalla nuova normativa ed in particolare:
• Generando automaticamente la documentazione pre-contrattuale (74,8%);
• Supportando le valutazioni relative ad adeguatezza/ appropriatezza (62,6%);
• Supportando la profilazione dei clienti (52,8%);
• Supportando la gestione della privacy (49,6%).

A tale proposito è importante so3olineare come le aspettative dei partecipanti alla ricerca rispe3o alla capacità della digitalizzazione di mitigare le problema>che insite nella 97/2020 racchiudano in sé la ricerca di una soluzione a una problematica estremamente seria, ovvero la necessità di una corretta profilazione del Cliente che consenta il perseguimento del suo Best Interest come previsto dalla Normativa vigente.

Tali problematiche sono oggi estremamente concrete, non solo in relazione ai requisiti imposti dalla nuova normativa ma anche in relazione alla scarsa disponibilità/ accessibilità di soluzioni dedicate le quali
risultano spesso:
• Troppo costose;
• Troppo complesse;
• Poco personalizzabili;
• Progettate per servire al grande intermediario più che al Subagente che invece costituisce la stragrande maggioranza degli operatori.

Entrando maggiormente nel merito occorre distinguere alcuni macro-temi:

  1. La profilazione delle Anagrafiche e della Privacy;
  2. Preventvazione e Comparazione;
  3. I Sistemi Gestionali veri e propri.

1) “LA GESTIONE DELLE ANAGRAFICHE E DELLA PRIVACY”:

Continua a mancare un’adeguata consapevolezza del reale valore di una corretta profilazione delle anagrafiche e delle problematche ad esse legate.

I risultati non sono particolarmente incoraggianti, ben il 51,5% degli intervistati utilizza per la gestione di Anagrafiche e relativa Privacy esclusivamente i sistemi di Compagnia. GRAFICO 4

Tale percentuale sale, come prevedibile, addirittura al 63,9% nel caso degli Agenti A e al 62,5% per quegli intermediari che hanno un portafogli sbilanciato sulla RCA.

Quello della gestione, e quindi della titolarità delle anagrafiche e conseguente rilascio della Privacy all’intermediario, e non solo alla compagnia, è ancora uno dei problemi che maggiormente affliggono la distribuzione assicurativa.
“Il problema”, commenta Massimiliano Rosa, Amministratore Delegato di DigitalSure “potrebbe essere sintetizzato in una semplice domanda: Cosa succede se si interrompe il rapporto di collaborazione con la Compagnia mandante e non possiedo le anagrafiche e la relativa privacy?”.

Il problema non è quindi, nello specifico, quello della mancanza di strumenti ma piuttosto un problema culturale dove, ancora, il concetto di Titolarità dell’Anagrafica non ha acquisito abbastanza importanza nella mente degli assicuratori.

2) PREVENTIVATORI E COMPARATORI

Anche relativamente a Preventivazione e Comparazione spicca il ruolo dei Sistemi di Compagnia che dominano con un tasso di utilizzo del 58,3%.
Tale propensione riguarda innanzitutto Agenti A (63,89%) e Subagenti E (63,26%).
Lievemente inferiore il tasso relativo ai Broker B (55,88%) che, per natura, sono maggiormente indipendenti dalle Compagnie;
Questo dato sale al 64,10% nel caso di coloro che operano prevalentemente nella RCA.
I Somware specifici, con un tasso medio di adozione del 10,42% sul campione totale risultano essere appannaggio dei Broker B, sul cui campione il dato sale al 26,47%;
Di contro, con il 16,67% i Subagenti E sono i maggiori fruitori di Comparatori e Aggregatori.
Di fatto emerge quindi come, a tutt’oggi, preventivazione e comparazione siano ancora una problematica che vede una forte dipendenza dai sistemi di Compagnia con scarse soluzioni alternative.

3) SISTEMI GESTIONALI

Il dato generale, non è incoraggiante e si cara3erizza per un 47,6% di utilizzatori delle Piattaforme di Compagnia, 30,2% che si sono dotate di un Somware a pagamento e 22,2% che non utilizza alcun gestionale. GRAFICO 5


Il livello di adozione di sistemi gestionali presenta ovviamente risultati assai eterogenei a seconda che si parli di Subagenti E, Broker B o Agenti A.
In partcolare i Subagenti E 58,9% (del totale E) e Agenti A 47,36% (del totale A) sono i principali fruitori dei Gestionali di Compagnia
I Broker B sono invece , con il 67,65% (del totale B), coloro che presentano la maggior penetrazione dei “Somware specifici a pagamento”.
I Subagent E con il 31,51% (del totale E) spiccano per essere la categoria con la maggiore frequenza di coloro che non utlizzano alcun sistema gestionale appoggiandosi evidentemente ad Agenti A e Broker B.

Alla luce di queste risultanze abbiamo voluto cercare di capire quali siano gli ostacoli che scoraggiano l’adozione di sistemi gestonali dedicati.

I principali difetti percepiti che emergono dal dato generale sono i seguenti:
• Costi eccessivi;
• Scarsa personalizzazione;
• Sono progettati per il grande intermediario.
Vi sono poi ulteriori voci che vengono citate e che descrivono un diverso concetto di complessità:
• Eccessiva complessità intesa come scarsa usability;
• Non facile utilizzo per chi non possiede competenze tecnico informatiche.

E’ piuttosto evidente come queste ultime problematiche ben si inquadrino in un contesto di forte utilizzo dei sistemi di compagnia che, in molti casi, risultano ancora basati su tecnologie superate e modalità operative troppo complesse.

CONSIDERAZIONI FINALI:

“La Transizione Digitale”, afferma Massimiliano Rosa, Amministratore Delegato di DigitalSure, “della distribuzione assicurativa non solo è fortemente desiderata dagli operatori ma anche, di fatto, resa necessaria dalla Norma0va e fondamentale per garantire al piccolo intermediario, ed in particolare al Subagente, la piena e legittima titolarità del proprio patrimonio che, lo vogliamo ricordare, non è cos0tuito né dalle Polizze né dai relativi Premi che sono appannaggio delle Compagnie, bensì dall’insieme delle relazioni costruite nel tempo con la propria clientela, acquisita e fidelizzata”.

Prosegue Rosa “Tra questi obiettivi e la loro realizzazione ancora si frappongono diverse problematiche tendenzialmente irrisolte:

  • Accessibilità ai sistemi in termini costi;
  • Mancata personalizzazione sulle esigenze del piccolo intermediario (Subagente);
  • Complessità di utilizzo;
  • Necessità di ripensare i modelli assun0vi delle Compagnie che consenta la creazione di prodotti nati per il
    digitale e per l’eCommerce”.

Se i primi tre punti potranno essere risolti; da parte dell’intermediario e delle strutture di consulenza Insurtech ad esso dedicate, attraverso al ricerca di soluzioni massificate ed accessibili dal punto di vista dei costi, ma nel contempo pensate specificatamente per il piccolo operatore e rese estremamente fruibili dal punto di vista della usabilità, il quarto punto richiede un profondo cambiamento culturale da parte delle Compagnie che, lo ribadiamo, come affermato dagli stessi organismi di controllo rappresentano oggi l’anello
debole del sistema.

In particolare non è più pensabile che la soluzione del problema sia la digitalizzazione dei prodotti esistenti nati per la distribuzione tradizionale offline.

Conclude Rosa: “Una vera transizione digitale della distribuzione assicurativa sarà possibile solo cambiando paradigma: un prodotto assicurativo potrà essere efficacemente distribuito digitalmente solo a condizione che la polizza e i rela0vi meccanismi assuntivi nascano per il digitale”.

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