EsteroIn EvidenzaNews

Controcorrente: non è il climate change ma il comportamento umano a causare i maggiori danni agli assicuratori

Le statistiche assicurative non permettono di dimostrare che i danni causati dal maltempo stiano aumentando significativamente. È quanto emerge da un articolo che la Neue Zürcher Zeitung che riporta il punto di vista di Eduard Held, direttore del pool contro i danni causati dagli elementi naturali presso l’Associazione svizzera assicurazioni (SIA)

“Se correggiamo i dati storici dei danni in base all’aumento di valore dei beni che stiamo assicurando – ha sottolineato – non possiamo ancora identificare alcun effetto del cambiamento climatico”. A incidere sull’evoluzione dei sinistri negli ultimi decenni sono stati piuttosto altri fattori, che per la gran parte hanno a che fare con il comportamento umano.

Va detto che anche le statistiche vanno interpretate. Innanzitutto vi è una forte disparità fra un anno all’altro: le inondazioni del 2005 sono costate agli assicuratori molto più degli eventi di anni normali e anche la tempesta Lothar del 1999 si è rivelata assai onerosa. Inoltre a lungo le catastrofi naturali hanno sollevato poco interesse nell’opinione pubblica e solo dopo le inondazioni del 1987 è emersa l’importanza di una documentazione sistematica degli eventi. I dati più vecchi vanno quindi presi con le pinze, ha spiegatop al giornale Catherine Berger, esperta presso l’ufficio specializzato Geo7.

La ragione più importante per la crescita degli importi dei danni è l’aumento di valore menzionato da Held: in Svizzera, sempre più case vengono distrutte o danneggiate da tempeste e inondazioni semplicemente perché ce ne sono di più. Inoltre gli edifici stanno diventando più costosi a causa dell’inflazione e perché il loro prezzo di mercato aumenta. Le somme assicurate contro gli eventi naturali sono aumentate di più di sei volte dal 1970, con una progressione media di quasi il 4% all’anno. Se si elimina questo effetto non viene rilevata nessuna tendenza nei dati delle richieste di risarcimento che indichi un’influenza del cambiamento climatico.

Il fattore umano gioca un ruolo significativo. Per esempio, in caso di inondazione, decisivo è quanto terreno è asfaltato o altrimenti sigillato. Prati, parchi o boschi permettono infatti di assorbire acqua, specialmente nelle città densamente costruite, ma anche nei villaggi. Un esempio sono le nuove stazioni delle FFS, con i loro sottopassaggi uniformi e in cemento. “Agiscono come imbuti  – spiega Held – inoltre, sempre più valore viene raggruppato intorno a queste superfici sigillate”.

Sempre più immobili vengono poi costruiti in luoghi a rischio. Il fatto che l’assicurazione contro i rischi naturali richieda un premio standard può essere considerato solidale, ma toglie ai proprietari l’incentivo finanziario a non costruire vicino a un torrente pericoloso. La pianificazione del territorio dovrebbe essere un correttivo, ma non sempre è così. “Costruiamo sempre più spesso in luoghi dove 50 o 60 anni fa non viveva nessuno”, osserva Bruno Spicher, presidente della Piattaforma nazionale dei rischi naturali. ”La gente ha difficoltà ad affrontare i rischi che si verificano raramente: se chi decide, per esempio in un comune, non ha mai vissuto un’inondazione sottovaluta il pericolo”. Anche le piccole misure di protezione possono avere un grande effetto. Soprattutto non si dovrebbe mai conservare beni preziosi direttamente sul pavimento del seminterrato se la casa è a rischio di inondazione. Spicher cita il quartiere della Matte di Berna: lì le inondazioni si sono già verificate più volte in passato e i residenti erano abituati a conservare in cantina magari le patate, ma difficilmente qualcosa di costoso.

Articoli correlati
EsteroIn EvidenzaNews

GB: ABI presenta modello di partnership pubblico-privati per favorire investimenti green

“La partnership è essenziale se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi di zero emissioni nette…
Leggi di più
EsteroNews

USA: KKR acquista Janney Montgomery da Penn Mutual

Alla società di gestione patrimoniale fanno capo asset per $150 miliardi Il gruppo di private…
Leggi di più
EsteroIn EvidenzaNews

Trasporti marittimi: difficili i risarcimenti per navi coinvolte in collisioni con battelli assicurati dalla russa Ingosstrakh

L’avvertimento viene dall’assicuratore navale britannico West Il pagamento dei risarcimenti…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.