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Intesa Sanpaolo Rbm e Previmedical sanzionate da Antitrust per pratica commerciale scorretta

Cirasola: “Un danno per l’immagine di tutto il settore a causa di vendita tramite compagnie dirette o canale bancario, senza avvalersi della necessaria consulenza e assistenza post-vendita dell’agente professionista”

Una sanzione da 5 milioni di euro a per Intesa Sanpaolo Rbm e da 1 milione a carico di Previmedical, provider di servizi utilizzato dal gruppo assicurativo, operativo nel ramo salute, per la gestione e la liquidazione delle pratiche di sinistro. È quanto ha sancito la scorsa settimana l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ritenendo che le due società abbiano violato gli articoli 20, comma 2, 24 e 25, comma i, Lett d), del Codice del Consumo, rendendo onerosa e difficile per i consumatori la fruizione delle prestazioni assicurative.

Per la già non troppo brillante immagine del mondo assicurativo un ulteriore danno, proprio nel momento in cui la salute è diventata la prima fonte di preoccupazione per gli italiani alle prese con la pandemia. Non va poi dimenticata la recente notizia della vendita degli asset assicurativi europei, Italia compresa di Amtrust che nel tempo ha sottoscritto rischi di enti ospedalieri che a scadenza del contratto soggetto potrebbero trovarsi in grande difficoltà a sottoscrivere il rischio, se non a premi molto più elevati non sempre sostenibili dall’azienda ospedaliera.

“Ci sarebbe da chiedersi come mai sia giunta solo ora la decisione dell’AGCM”, afferma Vincenzo Cirasola, Presidente di Anapa. “I problemi degli assicurati alle prese con eccessive richieste di documentazione probatoria erano note da tempo, così come l’alto numero di reclami. Già nell’indagine Ivass del 2017 sul numero dei contenziosi era emerso l’alto numero di reclami di Rbm Salute, allora non ancora parte del Gruppo Intesa Sanpaolo. Le assicurazioni, più di ogni altro settore si basano sulla fiducia. Se viene a mancare, è molto improbabile che si decida di acquistare una polizza. E questo caso rappresenta un danno di immagine per tutto il settore che sconta la vendita tramite compagnie dirette o canale bancario. Questa è l’ennesima conferma dell’importanza per il cliente della consulenza e assistenza post- vendita dell’agente professionista”.

Ma se le tabelle sui contenziosi sono da sempre dominate dal comparto auto, qui siamo al cospetto della salute, il bene primario di tutti. Le indagini di AGCM sono partite in seguito a una segnalazione di Altroconsumo, che ha ricevuto circa 1.000 reclami tra gennaio 2018 e ottobre 2020, numeri peraltro simili a quelli riscontrati da Ivass. Secondo Altroconsumo i reclami evidenziano una grande confusione sulle prestazioni a cui hanno diritto i lavoratori e alle modalità di accesso. Ad esempio, le richieste di prestazioni odontoiatriche restano sospese per mesi, non permettendo all’assicurato di accedere alle cure in tempi ragionevoli. Inoltre, le procedure sono alquanto ostiche, con il paziente costretto a compilare volta per volta la scheda con i dettagli di diagnosi e trattamento previsti, dove è molto facile commettere errori e vedersi rifiutare l’assistenza.

La conseguenza di tutto ciò? “Si allungano i tempi fino a indurre l’assicurato a rinunciare alla prestazione economica cui ha diritto”, risponde Cirasola. Che aggiunge: “Tutto questo produce non solo un evidente danno alla salute, ma anche un danno economico all’assicurato e, dall’altra parte, al professionista. È un fatto grave nel momento in cui la pandemia ha acceso i riflettori degli italiani sulla tutela della propria salute e la sanità è diventata un importante fattore di crescita per gli agenti. Pensiamo solamente al fatto che lo scorso sanno sono stati spesi 155 miliardi per la sanità pubblica, di cui 44 miliardi a carico dei cittadini privati e di questi solamente 4,4 miliardi intercettati dalle assicurazioni. Cioè, parliamo del 90% dei cittadini che utilizzano strutture sanitarie private senza copertura assicurativa. Tutelare i clienti fa parte del dna dell’agente, a maggior ragione quando si parla di salute. È curioso come in tempi di digitalizzazione, tra le motivazioni dell’AGCM spunti la “difficoltà/impossibilità di accedere al call center delle società per chiedere informazioni”. Pensavamo di esserci messi per sempre alle spalle certe pratiche, ma è evidente che nulla potrà mai sostituire la professionalità dell’agente, diventato un consulente che si occupa della gestione del risparmio, dei rischi delle imprese e delle famiglie, e quindi anche della salute. Su questo segmento di mercato le prospettive di crescita sono enormi, a fronte della forte sottoassicurazione del Paese. Servono però prodotti più attraenti che possano, ad esempio, accompagnare la vita intera dei nostri assicurati. Come agenti, viviamo la quotidianità sul campo e siamo il termometro più credibile delle esigenze del mercato e pensiamo di poter dare alle Compagnie il nostro contributo, nel rispetto dei reciproci ruoli, alla costruzione di soluzioni assicurative adeguate alle necessità emergenti dei cittadini”.

Foto in copertina: Vincenzo Cirasola, Presidente di Anapa

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