ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNews

Lasciamo agli altri la convinzione di essere i migliori, per noi di ANAPA teniamo la certezza che nella vita si può sempre migliorare

Qualche giorno fa è apparsa, sulla stampa di settore, la notizia che il Sindacato Nazionale Agenti (SNA) sarebbe il promotore di una nuova, ennesima, proposta di legge. L’articolo la fa apparire come una novità assoluta a totale vantaggio della categoria, in quanto si prefigge di modificare addirittura alcuni articoli del codice civile. In realtà siamo di fronte ad una boutade estiva. Quanto fatto trapelare sulla proposta di Legge nulla ha a che vedere con le modifiche del Regolamento 45 o del Provvedimento 97 per i quali Anapa Rete ImpresAgenzia (nella quale ricopro il ruolo di vice-presidente) ha già presentato una segnalazione all’AGCM e continua per via traversa nell’opera di lobbying e confronto con le istituzioni, in particolare con IVASS con la quale ha già concordato un incontro a ROMA con il suo presidente nel mese di settembre.

La proposta, non risulta ancora agli atti del Parlamento, e pertanto, basandoci su ciò che abbiamo letto, ricalca la medesima già avanzata nel 2018 ad opera di un senatore trentino di FdI, finita poi nel dimenticatoio del Parlamento, e che noi di Anapa Rete ImpresAgenzie, già allora contestammo nel merito con dovizia di approfondimenti effettuati e portati alla conoscenza della categoria

Anche oggi non possiamo esimerci dal richiamare l’attenzione sui rischi che tale proposta, se discussa ed approvata avrebbe per la categoria e in allegato trovate le osservazioni che il noto giornalista Riccardo Sabatini ha scritto l’atro ieri sul tema  (Clicca qui per leggere le osservazioni di Riccardo Sabbatini)

Certo continua a sorprendere che molti colleghi auspichino toni più distesi e una nuova stagione di confronto e, in alcuni casi come il rinnovo dell’accordo ANA 2003 che stiamo trattando, di collaborazione per addivenire a proposte condivise, mentre per tutta risposta, il presidente del sindacato “storico” non perda occasione per attaccare Anapa, offendendo non tanto e non solo i molti colleghi che vi si riconoscono, che per inciso sono oltre 2.500 da diversi anni, ma cosa ancora più sorprendente, la sua stessa intelligenza. Il rispetto è un valore. In tutte le sue declinazioni. Chi offende è nel torto. Comunque la si pensi.

Ne è riprova l’ultimo intervento effettuato dallo stesso al congresso del Gruppo Agenti Zurich, dove si è assistito anche a un divertente teatrino sui numeri del comitato di amministrazione del Fondo Pensione Agenti che a suo dire dimostrerebbe con 21 agenti in quota SNA contro i 3 in quota Anapa, la inequivocabile proporzione di rappresentatività. Peccato che poi non dica, per onestà intellettuale, che il FPA è rimasto un feudo presidiato da SNA perché molti agenti, soprattutto i meno anziani, che si occupano di attività sindacale e quindi tra i votanti, proprio a seguito del suo commissariamento, e del fatto che è rimasto il metodo ripartitivo con la rendita definita a scadenza, abbiano scelto, dopo le gravi perdite e riduzioni di prestazioni, di trasferire la loro posizione in altri fondi pensione, che diano maggiori garanzie per il futuro, soprattutto per le nuove generazioni. Nella realtà molti agenti hanno ottenuto dal loro Gruppo, in ottica di maggior libertà personale, di poter decidere in autonomia ove destinare le somme, con la disponibilità dell’Impresa a versare le quote di loro spettanza nel fondo prescelto dall’agente. Il presidente dello SNA, dovrebbe altresì ricordare che a suo tempo proprio per ostinazione dello SNA, si sia persa l’occasione sia di una maggior contribuzione delle imprese a favore di ogni agente, sia di un versamento straordinario delle stesse di 25 milioni di euro su mediazione del sottosegretario del Ministero del Lavoro. Va da sé che se molti agenti in quota Anapa uscendo dal FPA non possono votare per l’elezione dei componenti del comitato amministratore, la rappresentatività viene compromessa. E’ sbagliato quindi far  credere che la percentuale dei componenti del comitato amministratore, sia trasferibile “sic et simpliciter” alla rappresentanza della categoria. Quando capirà che denigrare chi la pensa diversamente, non porta frutti e proverà ad accogliere i numerosi inviti fatti per individuare elementi di verifica comune per il bene della categoria degli agenti, ci troverà responsabilmente disponibili ad ascoltare ed offrire il nostro contributo, a vantaggio di tutti i colleghi. Anapa Rete ImpresAgenzie continuerà nel frattempo nella sua opera di tutela della categoria in ogni sede, sicura di essere supportata e apprezzata da numerosi colleghi che peraltro si ritrovano ben evidenziati anche nel numero di iscritti in Enbass, l’ente bilaterale che annovera oltre 10.500 dipendenti iscritti, peraltro in continua crescita nonostante la congiuntura economica sfavorevole.

Siamo certi della capacità di discernere dei colleghi e fiduciosi che ci saranno sempre persone capaci di approfondire le tematiche raccontate.

a cura di Roberto Arena, Vice Presidente di Anapa Rete ImpresAgenzia

Foto in copertina: Roberto Arena, Vice Presidente di Anapa Rete ImpresAgenzia

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