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Trend: ripresa comparto assicurativo mondiale più forte dell’inflazione

A fine 2022 la dimensione del mercato globale delle polizze supererà i 7mila miliardi di dollari

Le pressioni inflazionistiche rimarranno elevate nei prossimi 2-3 anni

Le pressioni inflazionistiche mondiali rimarranno “elevate” nei prossimi 2-3 anni, sostenute dalle incertezze sull’evoluzione della pandemia e della variante D – ma le prospettive dell’industria assicurativa rimarranno ugualmente positive. Confermando quanto aveva già preannunciato il suo capo economista Thomas Holzheu (Intermedia Channel del 27 luglio) l’ultimo “Economic Insight” di Swiss Re ha ribadito la forte ripresa mondiale per l’industria delle polizze che – stima – raggiungerà una dimensione totale di oltre 7 mila miliardi di dollari entro la fine del 2022.

I premi globali aumenteranno di un 3,3% nel 2021 e del 3,9% nel 2022, un rimbalzo molto più rapido rispetto a quello che caratterizzò la ripresa dopo la crisi finanziaria globale del 2008-09.

Il recente aumento dell’inflazione – osserva Swiss Re – “è guidato dalla riapertura dei mercati e dagli effetti di base delle interruzioni legate alla pandemia. La forte ripresa economica globale dalla crisi pandemica continua, ma il picco è probabilmente passato. Per esempio, lo slancio negli Stati Uniti e in Cina si sta affievolendo, mentre la crescita in Europa si sta rafforzando grazie agli effetti delle vaccinazioni più diffuse. La ripresa nei mercati emergenti è più lenta e fragile, a causa dei pacchetti di stimolo più modesti e del ritmo più lento delle vaccinazioni nei paesi emergenti rispetto alle economie avanzate”.

La conclusione è che un ambiente di crescita in rallentamento “renderà temporanei gli attuali alti livelli di inflazione”. Tuttavia, “è probabile che l’inflazione rimanga più alta di quella pre-covid. Da un lato, le principali banche centrali hanno indicato una maggiore tolleranza per l’inflazione e, dall’altro, prevalgono le incertezze intorno alla variante delta”.

Livelli più elevati di inflazione hanno implicazioni in entrambi i lati dei bilanci degli assicuratori. Sul lato delle attività, la graduale normalizzazione della politica monetaria e fiscale spingerà i rendimenti delle obbligazioni verso l’alto; la performance azionaria, tuttavia, “potrebbe vacillare in caso di un brusco aumento dei tassi d’interesse”. Sul versante delle passività, gli assicuratori del ramo danni sono i più vulnerabili al rischio d’inflazione. Le esposizioni variano a seconda delle origini dell’inflazione dei sinistri. Ad esempio, nei sinistri di responsabilità civile, indennizzo dei lavoratori e malpractice medica, ciò che è più rilevante sono gli effetti delle lesioni personali. Negli Stati Uniti, i costi medici sono aumentati più dell’indice generale generale dei prezzi e dei salari e questo avrà un impatto sui risarcimenti. L’inflazione dei sinistri nelle passività a lungo termine avrà anche un impatto diretto sulle stime delle riserve tecniche. Nel contesto dei requisiti patrimoniali di Solvency II tutti i rischi materiali devono essere considerati nel calcolo dei requisiti patrimoniali di solvibilità e nell’Own Risk and Solvency Assessment (ORSA). Se i rischi di inflazione persistono e portano a un aumento dei sinistri superiore alle ipotesi utilizzate negli iniziali modelli finanziari gli assicuratori potrebbero dover aumentare le riserve, con un impatto anche sulla redditività.

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