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Trend: le compagnie ambientaliste sono premiate in borsa e dagli analisti

Socgen aumenta del 6% il target price di Axa e Swiss Re e del 5% quello di Generali, Allianz, Zurich e Munich Re

La Borsa tratta a premio gli assicuratori che accelerano i loro progetti ambientali e di uscita dall’economia dei combustibili fossili. Lo sottolinea un report di SocGen ( “Insurance ESG Big Picture”) facendo presente che – scrive Bloomberg – la posizione di un assicuratore sulla copertura dei rischi e gli investimenti legati ai fattori ESG può contribuire alla valutazione dei suoi titoli tra il -3% a +9%, principalmente guidata da fattori ambientali come l’uscita dal carbone. Usando questa griglia gli analisti della banca hanno aumentato del 6% il loro target price per Axa e Swiss Re e del 5% per Generali, Zurich, Allianz e Munich Re.

In ogni caso, perché il settore assicurativo adempia al suo impegno dichiarato di contrastare il cambiamento climatico, dovrebbe accelerare i suoi sforzi per uscire dall’industria del petrolio e del gas. Finora, solo un assicuratore – ha sottolineato SocGen – ha promesso di intraprendere “un’azione significativa” su questo fronte. E’ stata la compagnia australiana Suncorp che ha annunciato la fine delle coperture assicurative per tutti i nuovi progetti di produzione di petrolio e gas. Mentre i più grandi assicuratori mondiali (23 in tutto) si sono mossi per porre fine alla sottoscrizione di attività legate al carbone, sono stati lenti ad agire su petrolio e gas. Questo soprattutto perché il mercato assicurativo per quei combustibili fossili è notevolmente più grande, con premi stimati di oltre 17 miliardi di dollari nel 2018, rispetto ai 6 miliardi di dollari per l’energia da carbone, ha detto Peter Bosshard, direttore del programma al Sunrise Project e coordinatore globale di Insure Our Future (IOF).

Ridurre l’esposizione al petrolio e al gas deve essere il prossimo obiettivo ambientale per il settore assicurativo, ha detto Nick Holmes, il capo londinese del team di ricerca sulle assicurazioni di SocGen. Il petrolio e il gas rappresentano il 55% di tutte le emissioni globali di anidride carbonica non legate all’uso del suolo, come la deforestazione, rispetto al 40% del carbone, secondo un gruppo chiamato Global Carbon Atlas.

Il gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico ha detto che le operazioni di petrolio e gas devono essere ridotte per raggiungere l’obiettivo dell’accordo di Parigi di limitare il riscaldamento globale a 1,5° Celsius entro il 2050. Eppure i governi prevedono ancora di espandere la produzione di petrolio del 20% nei prossimi due decenni. Oil Change International ha detto che le emissioni di CO2 dai giacimenti e dalle miniere di petrolio, gas e carbone esistenti probabilmente spingeranno il mondo ben oltre 1,5°C a meno che non venga presa un’azione urgente per limitare la crescita di petrolio e gas.

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