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EY Digital Summit 2021: Disegnare il Paese del futuro a partire dal Mezzogiorno

È iniziata a Roma la quattordicesima edizione dell’EY Digital Summit “Racconti del futuro” che ha messo a confronto opinionisti, manager e politici sulle opportunità e i modelli di rilancio del Mezzogiorno.

Massimo Antonelli, Ceo di EY in Italia, ha così aperto la prima giornata: “Siamo fieri di inaugurare l’EY Digital Summit partendo dal tema del Mezzogiorno, fondamentale per disegnare uno sviluppo e una crescita strutturale e sostenibile per il Paese. Nonostante la pandemia, il Mezzogiorno conserva un importante potenziale di innovazione anche grazie alle risorse europee in arrivo. Il PNRR infatti, con oltre gli 80 miliardi di euro dedicati al Mezzogiorno, rappresenta un’opportunità unica per accelerare e rafforzare gli ecosistemi dell’innovazione che sono una delle chiave del rilancio del sistema Paese”. Dario Bergamo, EY government and public sector leader, ha aggiunto che “In termini di digitalizzazione, innovazione, infrastrutture e ricerca, nelle regioni meridionali sono sorte e si consolidano, soprattutto in prossimità di importanti poli universitari, esperienze tecnologiche certificate a livello nazionale. I fondi del PNRR, insieme a tutte le altre risorse aggiuntive per lo sviluppo e la coesione, saranno dunque fondamentali per rafforzare questi ecosistemi. Oltre alla connettività, un sistema produttivo dinamico, una dotazione di capitale umano e sociale altamente qualificato e una Pubblica Amministrazione (PA) smart sono gli elementi funzionali al rilancio del Mezzogiorno e dall’analisi che abbiamo effettuato al Sud si rintracciano gli elementi essenziali per affrontare la sfida”.

Da un’analisi di EY, in collaborazione con Luiss Business School, è emerso che nel 2019 il Mezzogiorno rappresentava il 22% del PIL nazionale, uno scenario aggravatosi in seguito alla pandemia. L’occupazione del Mezzogiorno è inferiore in generale a quella delle altre regioni, salvo in Abruzzo che è superiore alla media nazionale, in particolare quando si parla di donne: l’occupazione femminile persa nella media dei primi tre trimestri 2020 è stata superiore a quella creata negli undici anni precedenti (–94 mila unità a fronte di +89 mila tra il 2008 ed il 2019). In aumento anche il numero di giovani tra i 15 e i 34 anni senza istruzione, occupazione o formazione (NEET): la quota di NEET tra i 25-29 anni nel Mezzogiorno nel 2020 è pari al 45,4%, mentre al Nord è pari al 21,4%.

A questo quadro generale, si affiancano però cluster territoriali con un certo dinamismo sulle tematiche dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione. Nel 2021 la Sardegna e la Campania risultano tra le regioni più attive in Italia (entrambe con score pari a 92,96, cd. middle strong performers) per investimenti in R&S nel settore pubblico. L’Abruzzo mostra un indice di occupazione in imprese innovative superiore alla media nazionale (160,2 rispetto a 138,9). La Campania è una delle regioni dove nascono più startup innovative (oltre 62mila, seconda solo alla Lombardia che ne conta oltre 67mila). Un trend positivo nello sviluppare innovazioni di prodotto e di processo è quello mostrato dalla regione Basilicata, in ascesa nel panorama nazionale, che negli ultimi anni sta dimostrando dei validi tentativi di crescita, testimoniata da alcuni casi di eccellenza che confermano la progettualità del territorio, dal punto di vista sia formativo che produttivo.

La linea di intervento tracciata da EY e Luiss Business School per il rilancio del Sud si sostanzia: nell’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo, identificando le specificità e vocazioni dei territori; nel rafforzamento degli ecosistemi per l’innovazione, attraverso misure in grado di supportare la creazione di incubatori ed acceleratori di impresa; nella valorizzazione del capitale umano, creando partnership tra Università, enti di formazione e tessuto produttivo; nel rilancio dell’attrattività del Sud, attraverso l’attrazione di investimenti duraturi, il mantenimento dei talenti sul territorio e la promozione dell’investimento in infrastrutture digitali soprattutto per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione: già propense all’innovazione in particolare Campania, Sicilia, Sardegna, Puglia e Abruzzo che sono tra le regioni più attive nel Paese nella spesa in ricerca e sviluppo nel settore pubblico.

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