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Philippe Donnet: cambiare subito rotta per contrastare il climate change

Il Ceo di Generali al Festival State of Europe

Il Ceo di Generali Philippe Donnet ha partecipato al Festival State of Europe al fianco di Gert-Jan Koopman, direttore generale DG Budget, Johannes Hahn, Commissario europeo per la programmazione finanziaria e il bilancio, Amina J. Mohammed, Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite e Anna Ascani, Sottosegretario di Stato al Ministero dello sviluppo economico. Il Ceo di Generali ha sottolineato come la crescente frequenza di alcuni eventi catastrofali dipenda dai cambiamenti climatici. Un trend che secondo Donnet andrebbe interrotto grazie anche a un impegno forte e immediato dell’industria assicurativa “per raggiungere le emissioni zero nel 2050 e non sono sicuro che quanto fatto finora sia sufficiente”. Se non si interviene subito aumenteranno i prezzi, soprattutto dei contratti riassicurativi, “e alla fine potremmo anche non essere più in grado di assicurare nulla”.

Il Ceo di Generali ha inoltre ricordato come ci si debba attenere agli impegni dell’Unione Europea “perché non ci sarà ripartenza se non sarà sostenibile”. E per quanto riguarda gli investimenti in questo senso, il numero uno di Generali è convinto che siano necessari investitori privati, capitali e una partnership pubblico-privato. “Il settore in Europa ha 11.000 miliardi di euro da investire, che possono essere dedicati alla ripresa green e digitale. Ci sono due condizioni per farlo: dobbiamo investire insieme e disporre di un quadro normativo adeguato. I Green bond, per Generali, sono una buona risorsa in cui investire, a patto che ci sia un framework regolatorio. “Abbiamo bisogno di green bond e come compagnie assicurative vogliamo investirvi”, ha aggiunto Donnet che poi ha detto che “il quadro normativo, Solvency II, deve essere coerente con questo. Come Generali, abbiamo chiesto al regolatore europeo di rendere i green bond una specifica asset class per ridurne il costo del capitale. I partenariati pubblico-privato possono permetterci di investire sempre più velocemente e di regolamentare in linea con questo obiettivo”.

A sfide globali, serve dare risposte globali ma soprattutto coordinate. Per Donnet “non ci sarà ripresa senza cooperazione a tutti i livelli. Quando guardiamo alle sfide che stiamo affrontando, vediamo che sono tutte globali. La pandemia, il rischio informatico, il cambiamento climatico e il terrorismo: non esistono soluzioni locali al rischio e alle sfide globali e i partenariati pubblico-privato faranno parte della soluzione”. Se in Europa si stanno creando le condizioni per la ripartenza “ci sono tuttavia alcuni rischi come l’inflazione, i prezzi delle materie prime, l’interruzione della catena di approvvigionamento globale, la carenza di materiali e di forza lavoro in alcuni settori. Per questi motivi abbiamo bisogno di investire risorse a basse o zero emissioni di carbonio, in idrogeno verde, bioenergia sostenibile, cattura e stoccaggio del carbonio, istruzione, digitalizzazione, innovazione e assistenza sanitaria. Dobbiamo investire in infrastrutture. Il mondo ne ha bisogno e noi come assicuratori ne abbiamo bisogno per fornire ai nostri clienti una migliore redditività”.

Foto in copertina: Philippe Donnet, CEO di Generali

Leggi anche https://www.intermediachannel.it/2021/10/11/philippe-donnet-generali-investira-3-miliardi-di-euro-in-obbligazioni-green-e-sostenibili-entro-il-2022/

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