
La crisi provocata dalla pandemia ha accelerato la transizione europea in direzione e-commerce, soprattutto in termini di retail alimentare.
Il ricorso all’e-commerce per i generi alimentari è salito alle stelle e dovrebbe protrarsi nei prossimi anni poiché le abitudini dei consumatori sono decisamente cambiate.
Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, ha pubblicato uno studio sull’evoluzione dell’e-commerce dei beni alimentari. Attualmente, la penetrazione dell’e-commerce dei generi alimentari nei principali cinque mercati europei oscilla tra il 3% e l’11% delle vendite.
La previsione di Euler Hermes è che ogni punto percentuale, sottratto alla vendita tradizionale, costituisca una minaccia per 13,6 miliardi di euro in termini di fatturato e fino a 1,9 miliardi di euro in termini di profitti (4% del totale).
La crescita dei pasti consumati a domicilio e il fiorire delle vendite di prodotti per la cura della casa e della persona hanno spinto le vendite annuali di prodotti alimentari a +5,3% nel 2020, circa il doppio dei tassi medi di crescita registrati nel primo decennio del 2000. Il trend positivo è proseguito nel 1° semestre 2021, con vendite in crescita del +2,4% nonostante il rallentamento registrato da marzo e la progressiva riapertura di bar e ristoranti.
La crescente penetrazione dell’e-commerce per i generi alimentari comporta due sfide principali per le aziende che operano nel retail tradizionale.
In primo luogo, altera il gioco competitivo creando una nuova opportunità per i retailer di dare più enfasi alla comodità e al servizio rispetto alla competitività dei prezzi. Le aziende lente o riluttanti ad abbracciare la transizione digitale corrono il rischio di perdere quote di mercato.
In secondo luogo, costituisce una grande minaccia in termini di redditività: nel mercato online non è raro che i prodotti alimentari possano essere venduti anche in perdita, indipendentemente dalla modalità di consegna (click-and-collect oppure delivery) tramite i metodi più comuni di evasione degli ordini.
L’e-commerce di prodotti alimentari comporta costi più elevati, in quanto parte della catena di valore del servizio (tipicamente il ritiro dei prodotti, il pagamento e la consegna) si ritrasferisce dal cliente al retailer, mentre le spese connesse non vengono completamente riversate sulle tariffe del servizio.
Leggi anche https://www.intermediachannel.it/2021/10/08/rapporto-euler-hermes-sulle-insolvenze-aziendali-nel-mondo/




