Il cyber risk è una preoccupazione crescente per l’industria assicurativa. I riassicuratori sono cauti nell’assumere rischio aggiuntivo mentre le compagnie primarie cercano di cedere fino al 50% o più della loro esposizione, a giudizio degli osservatori di mercato. Secondo BestWeek ciò che sta avvenendo indica una riduzione della capacità nel mercato relativamente poco testata. Una sorta di credit crunch del settore assicurativo.
“È brutto là fuori in questo momento per la riassicurazione informatica – ha detto Thomas Johansmeyer, capo di PCS Verisk – ci sono molte incognite riguardo all’assunzione della riassicurazione informatica”. Nel 2020 vettori primari – ha detto – hanno ceduto 40% del cyber risk in portafoglio e nell’anno in corso la stessa percentuale è arrivata al 50 per cento.
Lo scarso appetito al rischio cyber è soltanto in parte mitigato dall’andamento dei premi aumentati in media di oltre il 90%, ha detto John Q. Doyle, amministratore delegato del gruppo di brokeraggio assicurativo Marsh. Il cyber è “impegnativo” per gli assicuratori – ha spiegato – per la significativa crescita dei risarcimenti ransomware (attacchi cyber che includono la richiesta di riscatto per riattivare i sistemi informatici bloccati) e le preoccupazioni per le conseguenze sistemiche di eventuali aggressioni di particolare rilevanza.




