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La nuova riforma Eu della Rc auto non impedisce la sospensione delle polizze

Riccardo Sabbatini

Un fantasma si aggira nell’Italia della rc auto. Quello secondo cui la nuova direttiva europea dell’assicurazione obbligatoria – è stata approvata nei giorni scorsi dal Parlamento di Strasburgo – impedirebbe agli automobilisti di poter sospendere i contratti assicurativi a loro richiesta, un’opportunità di cui hanno significativamente approfittato nel corso della pandemia. Ciò che avrebbe come conseguenza ulteriore quella di far salire alle stelle i costi del servizio assicurativo. Ma è proprio così? A dispetto di quanto diversi giornali hanno sostenuto in questi giorni la risposta è: “no”. La direttiva europea, anche prendendo atto di alcune sentenze della Corte di Giustizia comunitaria, si limita a prevedere che va sottoposto ad obbligo di assicurazione l’uso di un veicolo che sia “coerente con la sua funzione come mezzo di trasporto al momento dell’incidente, indipendentemente dalle caratteristiche del veicolo e dal terreno su cui l’autoveicolo è utilizzato e se è fermo o in movimento”. Si deve essere, insomma, assicurati non soltanto nelle strade pubbliche ma anche in spazi privati o non predisposti per la circolazione. Una vettura che, in uno spazio sterrato investe e ferisca un contadino è chiaramente obbligata ad avere una copertura assicurativa perché quel danneggiato possa essere risarcito. Ma questo non ha nulla a che vedere con un automobilista che decida autonomamente di “spogliare” quella funzione di trasporto del proprio veicolo tenendolo in garage e sospendendo la polizza. Non c’è bisogno, per dimostrarlo, di smontare le gomme, togliere lo spinterogeno o mettere i cavalli di frisia davanti al veicolo come sostengono alcune interpretazioni estemporanee di questi giorni. Se la macchina fosse rubata dal garage ed il ladro investisse qualcuno sarebbe il fondo delle vittime della strada a rispondere dei danni o non certo il proprietario del veicolo con la sua polizza. E’ quello che avviene oggi e continuerebbe ad avvenire anche all’indomani della riforma comunitaria. Se poi lo stesso veicolo custodito in garage si dovesse incendiare e causare danni, meglio sarebbe affrontare una simile problematica con una polizza di responsabilità civile generale poiché quella fattispecie non avrebbe nulla a che fare con la Rc auto.

A conferma che il legislatore europeo non intende frenare le libere scelte degli automobilisti vi sono anche le deroghe dall’obbligo assicurative inserite nel corpo della riforma. Gli stati possono disporle per “i veicoli ritirati temporaneamente o permanentemente e di cui è vietato l’uso, a condizione che sia stata avviata una procedura amministrativa formale o altra misura verificabile”. Oppure per “i veicoli utilizzati esclusivamente in aree ad accesso limitato, conformemente alla propria legislazione nazionale”. O, ancora per “i veicoli non ammessi alla circolazione su strade pubbliche conformemente alla propria legislazione nazionale”. Ciò che importa al legislatore comunitario è che in questi casi intervenga comunque il fondo vittime della strada.

L’Europa della sostenibilità sta vivendo un delicato momento di passaggio verso nuove forme di mobilità green. Anche grazie alla pandemia si stanno diffondendo nuove forme di contratti assicurativi pay per use. Un numero sempre maggiore di compagnie le prestano con contratti in cui il “consumo” dell’assicurazione è correlato al numero di Km percorsi. Oppure prevedendo robuste franchigie, anche per migliaia di euro, in caso di incidente se un automobilista utilizza la macchina il cui contratto è sospeso. Nel passaggio verso una mobilità sostenibile la sospensione dei contratti assicurativi rappresenta un tassello fondamentale per favorire la transizione verso un minore utilizzo dei mezzi privati inquinanti a favore di mezzi pubblici o di strumenti di mobilità ecologici. Non è un caso che lo stesso progetto di riforma comunitaria sulla rc auto si sia ben guardato dall’estendere l’obbligo assicurativo anche ai monopattini elettrici oggetto in Italia di una vivace campagna per imporre proprio quel vincolo. Il legislatore italiano dovrebbe prendere in attenta considerazione le vere indicazioni che vengono da Bruxelles senza tener conto delle interpretazioni fantasiose. E gli assicuratori dovrebbero favorire questo processo sostituendo i premi di rc auto che vengono a mancare con quelli relativi a coperture di cui il paese è gravemente carente e che appaiono più adatte ai tempi.

a cura di Riccardo Sabbatini

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