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Pillole dall’Insurance Summit: l’innovazione digitale sempre più centrale per il mercato assicurativo in crescita del 7% nel 2021 con una raccolta premi di 145 miliardi

Istituzioni, manager, esperti del mondo assicurativo al tradizionale forum annuale del Sole 24 Ore

Luigi Federico Signorini

Le assicurazioni sono davanti alla sfida dell’innovazione tecnologica e “devono essere leste ad adattarsi, innovando il menu dei prodotti e le forme dell’offerta. Gli intermediari devono prepararsi a difendere, anzi a rafforzare, il proprio ruolo, accentuando la capacità di fungere da consiglieri fidati e professionali della clientela”. E’ quanto ha dichiarato, intervenendo all’Insurance Summit organizzato dal Sole 24 Ore, il presidente dell’Ivass Luigi Federico Signorini. Una sfida, quella dell’innovazione tecnologica, che vale anche per l’Ivass stessa “su entrambi i fronti: la tutela della stabilità del sistema degli operatori e la protezione del consumatore. La digitalizzazione, accelerata dell’emergenza sanitaria, incide profondamente sulle regole che garantiscono la corretta gestione dei rapporti con la clientela. La sottoscrizione digitale dei contratti, specie nelle forme più avanzate e veloci, ha bisogno di forme di sottoscrizione sicura, nonché di regole di trasparenza nuove, adatte ai nuovi strumenti”, ha aggiunto Signorini, aggiungendo che la tutela del consumatore può funzionare davvero se aumenta la consapevolezza degli utenti. “C’è tanta strada da fare nel campo dell’educazione assicurativa, come ho cercato di argomentare in un intervento recente, rivolto soprattutto al mondo della scuola. Lavoriamo, in stretto contatto con la Banca d’Italia, insieme ad altre autorità e associazioni per rendere l’educazione finanziaria e assicurativa sempre più diffusa ed efficace. L’Ivass, nell’ambito dei suoi poteri e nei limiti delle proprie risorse, si prepara a contribuire quanto meglio potrà al governo della rapida trasformazione del mercato”.

Maria Bianca Farina

La presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina ha detto che dopo il calo registrato dal settore assicurativo nel 2020 per via dell’emergenza pandemica, “quest’anno c’è stata una ripresa che porterà, secondo le nostre stime, a una raccolta premi complessiva di 145 miliardi, con un incremento del 7%. Il risultato, ha spiegato, è frutto di un incremento dei rami vita di più dell’8% mentre il settore danni invece dovrebbe crescere solo del 2,8% (che nasce da un calo del 4,5% della Rc Auto e da una crescita del 7% negli altri rami danni)”.

La presidente dell’Ania ha poi spiegato come nel nostro Paese sia necessario attivare in diversi comparti forme di partnership pubblico-private, per la suddivisione del rischio. “Dobbiamo essere consapevoli che in risposta alla pandemia sono state prese misure straordinarie per aumentare la protezione della popolazione. Dovunque sono arrivate richieste di protezione di natura universale allo Stato ma questo è di fatto impossibile in Italia per la tassazione e il debito pubblico a livello record e per il fatto che il gap di protezione di famiglie e imprese è più ampio rispetto ad altri Paesi europei. La partnership pubblico-privata deve prendere corpo per esempio nel settore delle calamità naturali, dove il nostro paese è esposto più di molti altri: il 75% delle abitazioni è esposto a un rischio medio alto ma solo il 5% ha una tutela assicurativa”. Dunque, serve una partnership per le abitazioni private, “una strada da intraprendere prima della legge di Bilancio, visto che solo con la partecipazione massiccia dei cittadini si possono garantire prezzi bassi e mutualizzare i rischi: questo Governo non può non definire con chiarezza una strategia di questo tipo in coerenza con quanto fatto da altri Paesi”. Discorso simile anche nella sanità pubblica,sottoposta a uno stress molto grande durante la pandemia. Secondo Farina “dobbiamo essere consapevoli che le risorse da sole non saranno sufficienti per soddisfare la domanda di salute dei cittadini, il segnale evidente di tutto ciò viene dalla crescita della spesa sanitaria privata delle famiglie (40 miliardi di euro l’anno) e solo il 10% è intermediato dalla sanità integrativa in controtendenza totale con i principali paesi europei. Dunque, serve riflettere su un welfare innovativo che metta assieme risorse pubbliche e private con un ruolo più ampio della sanità integrativa che può garantire più efficienza al Servizio Sanitario Nazionale e più elevati livelli di protezione per i cittadini”.

Alberto Corinti

Il consigliere dell’Ivass, Alberto Corinti, ha parlato della proposta Eiopa su volatility adjustment, sottolineando che “le imprese assicurative italiane dovrebbero ritenersi soddisfatte delle proposte di modifiche a Solvency 2 emerse in sede Eiopa e riprese dalla Commissione Europea.

Corinti ha poi spiegato che Solvency 2 è un sistema che sia in termini di requisiti di capitale che di capitale disponibile “è basato sul mercato. Ha funzionato bene in questi anni, è stato uno strumento importante e ha facilitato il risk management nelle imprese”, aggiungendo che “il volatility adjustement era stato introdotto, stante questo quadro, per ridurre le oscillazioni non permanenti dello spread e la volatilità che mal si concilia con i bilanci delle imprese assicurative impostati sul lungo termine. Questo meccanismo non ha funzionato bene, ha dato troppi vantaggi a mercati e imprese che non meritavano certe compensazioni, per le imprese italiane è entrato in funzione in maniera tardiva e insufficiente nella maggior parte dei casi”.

Corinti ha ricordato che per questo motivo quando si è trattato di modificarlo in sede Eiopa “abbiamo provato a concentrarci su questo e abbiamo avuto successo perché la proposta di Eiopa è molto migliorativa: l’allargamento dello spread verrebbe compensato in maniera molto più importante rispetto al passato”. Insomma, “le compagnie non dovrebbero essere scontente, anche se nella negoziazione si può migliorare ancora, mi sembra un buon compromesso considerato che anche i requisiti di capitale vengono diminuiti in maniera abbastanza importante. Noi, come regolatore, valuteremo le evidenze tecniche ma non posso negare che è una fonte di preoccupazione per i supervisori laddove questo allentamento dei requisiti non è accompagnato da una riduzione dei rischi”.

Marco Sesana

Chiusa con successo l’Opa su Cattolica raggiungendo una quota pari all’84,5% della compagnia veronese, “Generali procederà’ con la fusione nei prossimi mesi in base alle tempistiche regolamentari”, ha dichiarato Marco Sesana, Ceo di Generali Italia. “”Questa operazione è coerente con le linee guida del Piano Strategico di Generali 2021. Con l’acquisizione di Cattolica, Generali diventerà il primo gruppo nel mercato danni e rafforzera la propria presenza nel mercato vita, perseguendo il consolidamento del mercato e il potenziamento della massa critica e della potenza di fuoco necessarie per governare le importanti sfide che il settore assicurativo, italiano ed europeo, si trova oggi ad affrontare in termini di innovazione tecnologica di prodotto e processo, qualità, tipologia e livello di servizio alla clientela. In tale contesto, gli operatori di grandi dimensioni come Generali ricopriranno un ruolo sempre più rilevante, con benefici diretti per la clientela in termini di prodotti e servizi, grazie anche alla capacità di sostenere importanti investimenti in digitalizzazione e nuove tecnologie, e per tutti gli stakeholder, inclusi dipendenti e azionisti”.

Carlo Cimbri

In merito all’imminente sorpasso di Generali nel ramo Danni, Carlo Cimbri, Ceo del gruppo Unipol ha detto che “Le classifiche di settore non mi hanno mai appassionato particolarmente, soprattutto quando si parla di qualche centesimo di punto di quota di mercato. Generali era già un nostro competitor così come lo era Allianz, credo che sul mercato non cambierà nulla”.

Cimbri ha voluto puntualizzare che l’obiettivo di Unipol non sono le classifiche “ma avere una capacità e una massa di clienti abbastanza ampia da servire con prodotti di qualità e margini adeguati per remunerare il capitale che i nostri soci hanno investito. Qualità e redditività rimangono le nostre stelle polari. Siamo contenti delle dimensioni che abbiamo in Italia: ci permettono di fare investimenti per restare al passo con l’evoluzione tecnologica, vediamo ampi spazi di crescita e miglioramento dei nostri risultati già con le nostre dimensioni e non perseguiremo logiche di classifica perché nel nostro mestiere di assicuratori la classifica dei volumi e della raccolta premi non sempre va di pari passo con la qualità dei risultati e la redditività di quello che si produce”.

Cimbri ha poi aggiunto: “Siamo soddisfatti dei risultati che stiamo conseguendo che sono in linea con i nostri programmi nonostante la straordinarietà legata al Covid degli ultimi due anni. Chiudiamo tra due mesi un piano che supera gli obiettivi sia in termini di sviluppo che in termini di risultati operativi e di remunerazione degli azionisti”.

Il numero uno di Unipol ha anche rivelato che il bancassurance sarà uno dei punti centrali del prossimo piano perché presenta “ampi margini di crescita” visto che “per il mondo bancario è prioritario aumentare la base dei ricavi che derivano dalle commissioni senza impiegare capitale destinato invece al credito. I numeri dei prossimi anni saranno molto più importanti di quelli a cui siamo stati abituati nel bancassurance, mi sto riferendo al mondo del danni ma anche a quello del vita. La competizione resta molto elevata ed estremamente forte per l’Rc Auto che ritengo troverà nel prossimo futuro un nuovo equilibrio tecnico visto che i prezzi sono scesi negli ultimi 5-6 anni. Credo ci sarà un forte sviluppo dei danni non auto e malattia e noi lo cavalcheremo”.

Leggi anche https://www.intermediachannel.it/2021/11/03/giovedi-11-novembre-a-milano-insurance-summit-del-sole-24-ore/

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