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GB: il governo propone maggiori poteri di regolamentazione per le authority di vigilanza

In discussione c’è la modifica del gran numero di direttive ereditate dalla Unione Europea

Le authority di vigilanza inglesi avranno maggiori poteri di regolazione. Lo propone – scrive Cover – il governo britannico che ha lanciato una consultazione sulle modifiche da introdurre perché, nel contesto post-Brexit, l’industria dei servizi finanziari nel Regno Unito possa meglio crescere e competere a livello internazionale. In Gran Bretagna vige un sistema di controlli fondato sulla divisione per finalità delle authority, introdotto all’indomani del crisi della finanza internazionali (2008-2009). La Financial Conduct Authority (FCA) si occupa di vigilare su trasparenza e correttezza degli intermediari mentre alla Prudential Regulation Authority (PRA) è affidato il compito di evitare i fallimenti per banche, assicurazioni ed altri intermediari finanziari. Nel documento che ha avviato la consultazione (“The Financial Services Future Regulatory Framework Review: Proposals for Reform”) il governo propone di affidare ai due organismi “una maggiore responsabilità per i requisiti normativi diretti che si applicano alle imprese”, affermando che questo approccio è supportato dalla letteratura accademica sulla regolamentazione finanziaria del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Allo stesso tempo verrebbero aumentati i poteri di controllo del Parlamento.

“Con l’assunzione da parte dei regolatori di queste nuove e significative responsabilità di definizione delle politiche di regolamentazione, è importante che siano rafforzati sia i meccanismi con cui il Parlamento chiede ai regolatori di rendere conto del loro operato, sia i meccanismi che definiscono il rapporto dei regolatori con il Tesoro”.

Il governo, in particolare propone di lasciare che i regolatori decidano come sostituire le regole della Unione Europea (UE) con quelle del Regno Unito. Il processo – sottolinea ancora il documento – richiederà probabilmente diversi anni. Sul tappeto vi è la revisione del gran numero di direttive ereditate dalla UE – ad esempio le direttive Mifid 1 e 2 sui servizi di investimento, le direttive in materia di assicurazione e di vigilanza sugli intermediari – che sono tuttora in vigore. Il compito di adattarle agli interessi dell’industria britannica dei servizi finanziari verrebbe appunto svolto – è la sostanza della proposta governativa – dalle authority piuttosto che dal parlamento.

Leggi anche https://www.intermediachannel.it/2021/01/27/in-gran-bretagna-la-nuova-ondata-nuova-blocca-la-ripresa-del-turismo-e-delle-polizze-viaggi/

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