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Australia: necessari investimenti per $ 30 miliardi nei prossimi 50 anni per proteggere le coste

Gli effetti del climate change studiati in un report dell’Insurance Council of Australia

Quando le inondazioni dipendono dalle maree e dall’erosione costiera gli assicuratori non sono generalmente in grado di offrire coperture

I governi australiani – riferisce insurance news – dovranno spendere 30 miliardi di dollari in misure di protezione costiera nei prossimi 50 anni per contrastare gli effetti del climate change. Lo sottolinea un allarmato report dell’Insurance Council of Australia (ICA), l’associazione degli assicuratori australiani.

Con l’aumento della frequenza e dell’intensità delle inondazioni e l’erosione costiera, un numero crescente di proprietà esposte a questi eventi diventerà inabitabile.”Gli assicuratori non sono generalmente in grado di coprire le azioni del mare a causa della natura del rischio – ha detto il ceo di ICA Andrew Hall – ma possiamo migliorare le protezioni per le comunità e i proprietari di immobili aumentando la consapevolezza dei rischi, migliorando i dati e la comprensione, e sostenendo gli investimenti in progetti di mitigazione e adattamento”.

Gli assicuratori generalmente non offrono copertura per le conseguenze delle azioni marine data la mancanza di dati e conoscenze. “Finché non ci sarà una migliore comprensione di questi rischi, gli assicuratori non saranno in grado di valutare adeguatamente, quantificare e considerare la sottoscrizione – affermato il report – e anche allora, non c’è garanzia che gli assicuratori saranno in grado di fornire prodotti per coprire le azioni del mare”.

L’ICA appoggia le raccomandazioni del rapporto per una collaborazione a tutti i livelli tra governo e industria assicurativa, per costruire un quadro nazionale del rischio costiero e di come dovrebbe essere affrontato. Il rapporto propone di investire in infrastrutture di protezione costiera dove ciò sia economicamente e ambientalmente fattibile e di migliorare e coordinare la raccolta dei dati da parte dei governi locali, statali e federali. La pianificazione dell’uso del territorio dovrebbe prendere in considerazione le azioni del mare, e in alcuni casi può comportare decisioni sulla viabilità a lungo termine delle comunità.

Le polizze assicurative possono coprire le conseguenze di una tempesta o di uno tsunami, ma escludono gli impatti delle inondazioni provocati dalle maree. I fenomeni marini, per giunta, sono spesso interconnessi ed infine la pioggia e il vento associati agli stessi eventi creano incertezze su quale pericolo ha causato il danno. “Il settore assicurativo e l’intera comunità hanno bisogno di avere definizioni chiare e coerenti”. Se l’industria si muove verso definizioni standard per i fenomeni marini “la formulazione presentata agli assicurati nelle informazioni contrattuali deve chiarire le inclusioni e le esclusioni presenti nelle polizze”

Leggi anche https://www.intermediachannel.it/2021/10/26/australia-rumor-su-vendita-attivita-di-zurich/

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