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Verti: 325 posti di lavoro a rischio su un totale di 605

Sindacati e dipendenti della sede centrale di Cologno Monzese dicono NO al piano industriale

Logo Verti 325 posti di lavoro a rischio su un totale di 605

Verti, compagnia diretta del gruppo Mapfre, ha annunciato 325 esuberi di dipendenti di età media inferiore ai 45 anni nella sede di Cologno Monzese (Milano).

Lo rendono noto i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snfia e Fna) che hanno spiegato di essere stati convocati dall’azienda per l’apertura delle procedure contrattuali per rilevante ristrutturazione aziendale e dichiarazione di esuberi. Il piano industriale di Verti prevede infatti l’esternalizzazione dell’intera struttura Contact Center-Back Office, come misura fondamentale per ridurre i costi del personale. La comunicazione degli esuberi sarebbe arrivata agli operatori via e-mail.

Dipendenti e rappresentanti sindacali di Verti, oltre a quelli territoriali e nazionali, esprimono “la propria contrarietà al progetto aziendale perché in contrasto con lo spirito e le previsioni dell’Area Contrattuale del contratto di lavoro Ania (proprio in queste settimane è stata definita la piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto, che tra i vari temi mette al centro proprio il tema del rafforzamento dell’Area Contrattuale) e perché in contrasto con le logiche del sistema assicurativo italiano”.

Oggi sono 325 i posti di lavoro messi a rischio dal contestato progetto annunciato da Verti, ex Direct Line, su una forza lavoro complessiva di 605 persone. Solamente cinque anni fa i lavoratori erano oltre 900.

Dipendenti e rappresentanti sindacali di Verti, oltre a quelli territoriali e nazionali, esprimono “la propria contrarietà al progetto aziendale perché in contrasto con lo spirito e le previsioni dell’Area Contrattuale del contratto di lavoro Ania (proprio in queste settimane è stata definita la piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto, che tra i vari temi mette al centro proprio il tema del rafforzamento dell’Area Contrattuale) e perché in contrasto con le logiche del sistema assicurativo italiano. Non è accettabile che una compagnia diretta come Verti, che fa parte di Ania e di uno dei gruppi assicurativi più importanti in Europa, scelga di mettere in campo, come unica soluzione per essere più competitiva e primeggiare nel settore, gli esuberi e le esternalizzazioni, facendo pagare ai dipendenti le proprie criticità nel raggiungimento degli obiettivi che si pone”.

Leggi anche https://www.intermediachannel.it/2021/07/30/coniugati-e-lavoratori-dipendenti-ecco-i-guidatori-piu-virtuosi-secondo-verti/

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