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EY, settore della mobilità elettrica in crescita nel mondo e in Italia

Il 63% dei consumatori in Italia intende acquistare un veicolo elettrico come prossima scelta secondo l’EY Electric Vehicle Country Readiness Index

Calo nel 2020 in Italia delle vendite di automobili del 28%, ma il 232% dei nuovi acquisti nazionali è stato elettrico

Logo Ey grigio e giallo su sfondo bianco

Il quadro tracciato nel nuovo EY Electric Vehicle Country Readiness Index, che classifica i 10 principali mercati automobilistici nell’ambito della mobilità elettrica a livello globale, identifica tre nazioni leader nella svolta elettrica, Cina, Svezia e Germania, che si posizionano davanti a Regno Unito, Corea del Sud e Stati Uniti. Nelle ultime posizioni si trovano, nell’ordine, il Giappone, il Canada, l’Italia in nona posizione e infine l’India.

L’Indice EY, che rappresenta il 75% del mercato globale veicoli leggeri, pone l’accento su tre principali driver di analisi, ovvero offerta, domanda e alla regolamentazione in vigore nei Paesi presi in esame, con l’obiettivo di fornire una panoramica esaustiva per ogni Paese circa l’effettiva maturità e “readiness” rispetto alla mobilità elettrica e sostenibile.

Secondo le stime previsionali, le vendite di veicoli elettrici in Cina, Europa e Stati Uniti entro il 2033 dovrebbero superare le vendite di tutti gli altri propulsori.

Analizzando i fattori abilitanti per la crescita dei veicoli elettrici e il conseguente sviluppo sul mercato, l’EY Electric Vehicle Country Readiness Index conferma che il trend mondiale si sta orientando sempre di più verso un’economia de-carbonizzata nel settore automotive ed energetico.

Giovanni Passalacqua, Partner e Automotive Consulting Leader di EY in Italia, commenta: “L’EY Electric Vehicle Country Readiness Index mostra come il processo di decarbonizzazione nei trasporti sia destinato ad essere una delle leve chiave per affrontare il cambiamento climatico. I nostri dati rilevano che nel mondo il 41% dei consumatori che intende acquistare un veicolo prediligerebbe uno elettrico come prossima auto e il 77% di chi già ne possiede uno elettrico intende riacquistarlo. Per creare un ecosistema efficiente, interconnesso, competitivo e sostenibile sarà vitale mettere a fattor comune tutti i player del settore della mobilità e non solo”.

Entrando nel dettaglio della classifica, i mercati principali stanno accelerando l’adozione della mobilità elettrica, ma ciascun Paese sta reagendo con un diverso grado di impegno e urgenza.

Dai risultati emergono alcuni fattori chiave dei Paesi più virtuosi (Cina, Svezia e Germania) dell’e-mobility: in primo luogo, il significativo impegno pubblico/privato nella predisposizione di un ecosistema produttivo e di una supply-chain il più possibile integrata e nazionale sono la base per un vantaggio competitivo e di costo.

Per quanto riguarda l’Italia, il 9° posto mostra come alcuni fattori non sono ancora maturi, rispetto a ciò che accade nei Paesi trainanti, dove è presente una filiera industriale già in stadio avanzato di conversione all’elettrico. A giocare un ruolo fondamentale è l’obiettivo fissato sull’eliminazione graduale di veicoli con motore a combustione interna (ICE) previsto entro il 2040.

Paolo Lobetti Bodoni, EY Consulting Market Leader in Italia, commenta: “È fondamentale intercettare e anticipare le trasformazioni del mercato della mobilità per rispondere alle nuove mutevoli esigenze dei consumatori. I nostri dati mostrano che i consumatori sono sempre più attenti ad integrare la sostenibilità nelle proprie abitudini come criterio di scelta: il 54% del campione preso in esame, in procinto di cambiare auto entro i prossimi tre anni, si orienterebbe verso modelli ad alimentazione ibrida (43%) o elettrica (11%). Per consolidare la crescita dell’elettrico sui mercati sarà tuttavia necessario affrontare le sfide legate al costo, alla gamma o ancora alle domande del consumatore trasformandole in opportunità per il futuro del Paese, delle aziende e delle persone”.

L’Italia, importatore di energia elettrica con un deficit di fornitura del -6,9%, deve affrontare la sfida della minore affidabilità della rete e di utility e puntare all’espansione delle infrastrutture di ricarica. Se si pensa che nel 2020 il rapporto tra caricabatterie e veicoli elettrici era di 0,13 in Italia, alla pari con la media globale di 0,1, si capisce come i caricatori veloci pubblici installati sono una percentuale esigua del totale, rappresentandone solo il 3,3%.

Nonostante il ritardo accumulato dal nostro Paese rispetto ad altre nazioni “early adopters” della e-mobility, negli ultimi mesi si è percepita a livello nazionale una grande attenzione verso le tematiche green, anche per via degli effetti della pandemia da Covid-19 che ha cambiato le abitudini di spostamento e la percezione dei consumatori. L’Indice EY, infatti, evidenzia come il consumatore italiano sia pronto per il passaggio alla mobilità elettrica dell’automobile (BEV e PHEV) come prossima scelta, motivato principalmente dagli incentivi governativi monetari e non monetari e da una crescente consapevolezza ambientale. Se infatti si parte dal dato sulle vendite di auto in Italia, queste sono diminuite del 28% su base annua nel 2020, a fronte della crescita del 232% della vendita dei veicoli elettrici, nello stesso anno (BEV e PHEV).

Leggi anche Axa Partners Italia: accordo con E-GAP per favorire la mobilità su veicoli elettrici

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