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Oltre 1 italiano su 4 non ha mai sentito parlare del PNRR

Per l’80% degli italiani la digitalizzazione della PA produce benefici per cittadini e imprese. Otto su 10 hanno utilizzato i servizi digitali tramite SPID, CIE o appIO, ma il 41% avrebbe bisogno di un corso di formazione

I risultati della seconda edizione dell’Osservatorio PA di FPA in collaborazione con Istituto Piepoli, indagine demoscopica sull’opinione dei cittadini rispetto alla PA di fronte alle sfide dell’innovazione

Il 28% degli italiani non conosce il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nemmeno per sentito dire. Un fenomeno diffuso soprattutto tra le donne (35%) e i giovani nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni (35%). E per il 43% dei cittadini la comunicazione da parte delle Istituzioni è stata insufficiente e poco chiara, solo un italiano su 10 ritiene che il Piano sia stato spiegato in modo efficace, con trasparenza e chiarezza.

Sono questi alcuni dei risultati della seconda edizione dell’Osservatorio PA “La Pubblica Amministrazione di fronte alle sfide dell’innovazione”, realizzato da FPA, società del gruppo Digital360, in collaborazione con l’Istituto Piepoli attraverso un’indagine demoscopica condotta su un campione di 1.023 persone, rappresentativo della popolazione italiana.

Secondo lo studio, chi conosce i contenuti del PNRR riconosce il ruolo della Pubblica Amministrazione come soggetto attuatore e insieme destinatario degli interventi di ammodernamento.

Le priorità per la PA, secondo gli italiani sono innanzitutto la semplificazione delle procedure amministrative (soprattutto tra i meno giovani), poi nuove assunzioni e digitalizzazione della macchina pubblica. Lo smart working nella PA è considerato un’opportunità dal 49% degli italiani, un rischio solo da uno su tre, ma la fiducia è in calo di 6 punti rispetto al 2020. La spinta del Governo verso il ritorno al lavoro in presenza, secondo il 43% degli intervistati, è dovuta alla preoccupazione di non riuscire a garantire ai cittadini servizi di qualità adeguata.

Si evidenzia un vero e proprio plebiscito per il digitale: secondo l’80% degli italiani la digitalizzazione della PA produce benefici per cittadini e imprese, il 32% ritiene che la PA abbia effettivamente fatto passi in avanti nell’ultimo anno, mentre solo il 13% la vede ancora poco innovativa. Anche grazie alla spinta del green pass, nell’ultimo anno otto italiani su dieci hanno utilizzato almeno una volta i servizi digitali della PA tramite strumenti come SPID, CIE o appIO, ma la maggior parte lo fa ancora sporadicamente e il 41% dichiara che avrebbe bisogno di un corso di formazione per potervi accedere. Quel che spaventa del digitale è soprattutto il rischio frodi e il timore che un problema informatico possa impedire di ottenere un servizio.

Questa indagine conferma che dobbiamo lavorare ancora su tanti aspetti, affinché la PA sia davvero in grado di ricoprire il ruolo di motore della ripresa che il PNRR le assegna”, commenta Gianni Dominici, direttore generale di FPA. “Anche nella percezione di cittadini e imprese, infatti, la PA appare spesso come un soggetto lontano, che non comunica bene obiettivi e servizi, poco innovativo rispetto alle aspettative. Viene vista ancora, nella maggior parte dei casi, semplicemente come soggetto attuatore di indicazioni che arrivano dall’alto. Una visione che appare supportata dai fatti: restando sul PNRR, ad esempio, la sensazione è che le amministrazioni che saranno chiamate ad attuare le diverse linee di intervento non abbiano avuto modo di confrontarsi rispetto a quanto previsto dal Piano. Un approccio top-down comprensibile, date le strette scadenze poste per l’approvazione, ma che rischia di scontare ancora una volta un debito di conoscenza sullo stato reale dell’amministrazione pubblica italiana”.

Il digitale viene comunque percepito come una priorità: 8 italiani su 10 considerano fondamentali gli investimenti nelle infrastrutture di rete per innovare il Paese, l’86% afferma che il Governo dovrebbe investire nella formazione digitale dei dipendenti pubblici.

Leggi anche Digitale e PNRR: le chiavi della ripresa secondo i commercialisti

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