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Svizzera: Credit Suisse chiede $1,7 miliardi agli assicuratori per il fallimento di Greensill

La banca non ha fornito i nomi delle compagnie citate in giudizio ma tra esse dovrebbe esserci Tokio marine che, non rinnovando le coperture assicurative, ha determinato il fallimento del gruppo australiano

Credit Suisse Asset Management (CSAM) – scrive Best’s Insurance News – ha presentato a fine 2021 cinque richieste di risarcimento assicurative per un totale di 1,17 miliardi di dollari in relazione al crollo della società finanziaria Greensill aggiungendo che altre richieste saranno presentate successivamente. “CSAM si sta attualmente preparando a presentare ulteriori reclami tramite Greensill Bank e con l’assistenza di Greensill Capital UK “, ha affermato il gruppo.

Il Credit Suisse non ha specificato quali assicuratori siano destiunatarie  delle  citazioni. E’ tuttavia probabile che tra di loro vi siano le compagnie che, non rinnovando le coperture assicurative a Greensill, ne hanno determinato il fallimento. Gli assicuratori nominati da Credit Suisse in relazione a polizze non rinnovate sono Insurance Australia Ltd. , QBE Insurance (Australia) Ltd. , Tokio Marine & Nichido Fire Insurance Co. Ltd, Tokio Marine Europe SA e Zurich Insurance plc .

“Per motivi di riservatezza, non commentiamo alcuna relazione con i clienti potenziali o esistenti”, ha detto Zurich a BestWire.

Il colosso svizzero ha subito ingenti perdite per il suo fondo da 10 miliardi di dollari specializzato nei crediti commerciali del gruppo finanziario fallito Greensill Capital. Quel fondo era stato sospeso e la banca aveva iniziato la “liquidazione ordinata” delle quote da restituire ai suoi clienti. L’impresa non si è presentata tuttavia agevole ed il colosso svizzero rischia perdite miliardarie. Per questo sta pensando di rivalersi sugli assicuratori.

Greensill, gruppo finanziario britannico-australiano, si era specializzato nel business del reverse factoring. In pratica anticipava i pagamenti ai fornitori delle imprese consentendo a quest’ultime tempi più rilassati nell’onorare le loro fatture. Questi crediti commerciali, normalmente considerati poco rischiosi in relazione al rating dei committenti, venivano successivamente cartolarizzati e collocati in fondi d’investimento gestiti dal Credit Suisse oltre che da GAM, altro gestore patrimoniale svizzero. E qui sono entrati in gioco gli assicuratori, ed in particolare Tokio Marine, che aveva fornito $ 4,6 miliardi di copertura alle note di credito Greensill attraverso un’unità australiana. E’ stata proprio la compagnia a percepire che qualcosa non andava. Ha capito che nei fondi Greensill non era finiti soltanto crediti commerciali ma anche crediti molto più a rischio concessi, tra gli altri, ad amici e conoscenti del fondatore del gruppo, Lex Greensill. La Tokyo Marine, alla fine, ha deciso di non prorogare la copertura delle note di credito dopo la scadenza del primo marzo dello scorso anno rendendo inevitabile il fallimento. . Ed ora Credit Suisse, considerando anche la compagnia responsabile del dissesto, la cita per danni.

Leggi anche Svizzera: Credit Suisse prepara richiesta risarcimento miliardaria agli assicuratori del fallito gruppo Greensill

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