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Cyber, business interruption e disastri naturali sono i primi tre rischi globali secondo l’11° Allianz Barometer

In crescita i rischi legati al cambiamento climatico mentre scende la percezione di allarme causata dalla pandemia

La classifica dei rischi frutto di un sondaggio al quale hanno preso parte 2.650 manager e esperti assicurativi di 86 paesi

Cyber, interruzione dell’attività e disastri naturali sono i primi tre rischi aziendali a livello globale nel 2022. Lo afferma l’11° edizione dell’Allianz Barometer pubblicato dal Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) e frutto di un sondaggio che ha coinvolto 2.650 manager ed esperti assicurativi in 89 paesi. L’epidemia scende dalla seconda alla quarta posizione perché la maggior parte delle aziende è meno preoccupata e si sente adeguatamente preparata per future emergenze. Le catastrofi naturali e il cambiamento climatico salgono significativamente nella classifica annuale a causa di un progressivo aumento degli eventi meteorologici estremi e dei rischi di transizione.

“La business interruption (BI) – ha sottolineato Joachim Mueller, CEO di AGCS rimarrà probabilmente il tema chiave del rischio di fondo per quest’anno. Costruire la resilienza sta diventando un vantaggio competitivo per le aziende”.

Gli incidenti informatici sono in cima al Barometro dei rischi Allianz per la seconda volta nella storia del sondaggio (44% delle risposte) . Il driver principale è la recente impennata degli attacchi ransomware, che sono confermati come la principale minaccia informatica per l’anno a venire dagli intervistati (57%). I recenti attacchi hanno mostrato tendenze preoccupanti come: le tattiche di “doppia estorsione” che combinano la crittografia dei sistemi con la violazione dei dati; lo sfruttamento di vulnerabilità del software che potenzialmente colpiscono migliaia di aziende (per esempio, Log4J, Kaseya) o che prendono di mira le infrastrutture critiche fisiche (l’oleodotto Colonial negli Stati Uniti).

La BI è il secondo rischio più preoccupante. In un anno contrassegnato da interruzioni diffuse, la portata delle vulnerabilità nelle moderne catene di approvvigionamento e reti di produzione è più evidente che mai. Secondo l’indagine, la causa più temuta di BI è quella degli incidenti informatici; riflettendo l’aumento degli attacchi ransomware ma anche l’impatto della crescente dipendenza delle aziende dalla digitalizzazione e il passaggio al lavoro remoto. Le catastrofi naturali e leImmagine pandemie sono gli altri due importanti fattori scatenanti della BI secondo gli intervistati.

L’anno scorso le impennate della domanda si sono combinate con l’interruzione della produzione e della logistica, poiché le epidemie di Covid-19 in Asia hanno determinato la  chiusura di molte  fabbriche causando livelli record di congestione nei porti di spedizione dei container. I ritardi legati alla pandemia hanno aggravato altri problemi della catena di approvvigionamento, come il blocco del canale di Suez o la carenza globale di semiconduttori dopo la chiusura degli impianti a Taiwan, in Giappone e in Texas a causa di eventi meteorologici e incendi.

“La pandemia ha messo in luce la portata dell’interconnettività delle moderne catene di approvvigionamento e come più eventi non correlati possano unirsi per creare una perturbazione diffusa. Per la prima volta la resilienza delle catene di approvvigionamento è stata messa alla prova fino al punto di rottura su scala globale”, dice Philip Beblo, Property Industry Lead, Technology, Media and Telecoms, presso AGCS.

Per quanto riguarda i singoli paesi è da segnalare, per l’Italia, la rilevanza dei rischi di regolamentazione che sopravanza quelli legati alla pandemia ed al climate change.

Leggi anche AGCS: crescita robusta e rischi post covid per le imprese di costruzione

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