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Europa: la direttiva sulla risoluzioni delle crisi assicurative non deve seguire il modello bancario, dice Insurance Europe

Le compagnie continentali sul piede di guerra nei confronti delle proposte avanzate dalla Commissione europea

Gli assicuratori europei criticano la proposta della commissione europea per una direttiva sulle risoluzione delle crisi nel settore assicurativo e l’istituzione di una rete di protezione (IRRD). Secondo Insurance Europe, la lobby delle compagnie in Europa, la proposta va “al di là di quanto necessario, date le ampie tutele già in atto per tutelare gli assicurati. In considerazione delle caratteristiche specifiche dell’attività assicurativa e degli strumenti esistenti nell’ambito di Solvency II, non è necessario un IRRD così ampio”.

Inoltre, replicare al settore assicurativo lo schema adottato in quello bancario “è altamente inappropriato e minerebbe i diversi processi di risoluzione di un assicuratore in dissesto. Piuttosto la commissione europea “dovrebbe adoperarsi per realizzare un quadro che sia allineato con gli standard concordati a livello internazionale e dovrebbe fare attenzione a non sovraccaricare gli assicuratori con requisiti inutili e costosi.

In particolare l’obbligo per qualsiasi impresa di (ri)assicurazione di predisporre piani di risanamento preventivo dovrebbe essere collegato agli obiettivi della risoluzione “dovrebbe essere determinato tramite un insieme di criteri basati sul rischio”. In ogni caso l’intenzione della commissione europea di coinvolgere nell’obbligo di redigere piani di risanamento e di risoluzione preventiva una copertura minima, rispettivamente, dell’80% e del 70% del mercato nazionale “non è correlata agli obiettivi di risoluzione o alla fornitura di funzioni critiche e non è supportata dal settore”.

Gli assicuratori europea non sono neppure d’accordo sull’intenzione del legislatore europeo di estendere i poteri delle autorità nazionali di sorveglianza assicurativa e dell’Eiopa (il regulator europeo delle polizze), ciò che attribuirebbe loro “poteri molto invadenti e arbitrari”. Riguardo soprattutto all’Eiopa le proposte si tradurrebbero in un ruolo “significativamente accresciuto” dell’authority con uno “spostamento indesiderato dell’equilibrio di potere tra essa e le autorità nazionali di risoluzione”.

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