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Assicurazioni Generali, tra i 2 litiganti…

Marco Contini

Tempo fa avevamo già evidenziato come fosse scaduto il tempo per una svolta nell’azionariato delle Generali, svolta che avrebbe definito lo sviluppo e il destino del primo player assicurativo italiano per i prossimi 10 anni.
Il paludato, antico e rigido sistema dei veti interni, delle guerre sotterranee non giocate sul mercato ma nelle stanze degli Studi Legali ha per adesso preso piede e dettato,  colpo su colpo, gli scenari degli ultimi mesi.
Gli stessi organi di Vigilanza , Consob e Ivass sono stati presi in contropiede e comunque pur da controllori nulla possono o potranno  fare ( vedi lo scontro ai vertici di Consob ) a fronte di chi si muove sul mercato, anche se in maniera , per adesso poco chiara o meglio non definita.
Non tralasciamo in questo confuso scenario anche una evidente ” distrazione ” della politica impegnata da mesi sul fronte Quirinale,  distrazione che potrebbe essere un ulteriore elemento di debolezza a fronte di un possibile quanto potenziale terzo scenario su cui pochi dicono, pochissimi scrivono e forse ancora meno scommettono o lo hanno ipotizzato.
E quindi il ” Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur ”  potrebbe palesarsi improvvisamente spiazzando gli attuali contendenti affacendati a contrapporsi a suon di acquisti azionari , lettere di dimissioni e minacce di azioni legali,  aspetti interessanti solo per chi ne gestirà i contenziosi ma praticamente  inutili ai fini della decisione sulla contesa in atto.
Avevamo gia’ sottolineato come la richiesta di cambio dell’Ad di Generali non fosse un attacco all’attuale manager che ha realizzato quanto i suoi azionisti avevano chiesto.
Se non si capisce questo tutto il resto non sarebbe comprensibile.
Così come è chiaro che se pur non dichiarato apertamente le clamorose dimissioni di consiglieri chiave di Generali sono l’ulteriore segnale della sfiducia verso non tanto il capo azienda della compagnia assicurativa ma verso quella Mediobanca , ormai nelle mani del patron di Essilor ( lato azionario al momento ) .
In questa guerra quotidiana dobbiamo però sottolineare,  cosa che pochi stanno facendo,  come tutto questo stia danneggiando,  non solo operativamente, ma soprattutto strategicamente il colosso assicurativo.
Se la partita finale andrà a Mediobanca avremo la società che detiene un terzo del debito pubblico italiano gestita da un Cda in cui una cospicua e pesante  parte di azionisti ( i perdenti ) se rimarranno al loro posto potranno , non in linea con i vincitori, rallentare il futuro piano industriale il che si tradurrebbe in debolezza anche azionaria del titolo oltre che in mancate realizzazioni degli obiettivi e dei budget del Business Plan.
Se al contrario la partita andrà ai contendenti si verificherebbe,  all’opposto la medesima cosa.
In pratica, analizzando il contesto attuale si vede come qualsiasi cosa accadrà , così stante le cose, ci rimetterebbero tutti ,  Società ed azionisti stessi.
Da qui la mia valutazione ed ipotesi iniziale che ci possa essere un terzo piano, una terza soluzione scollegata dalle altre che se fosse ” stand alone ” approfitterebbe della debolezza dell’attuale scenario  ( anche politico) per avviarsi ed anche a breve ormai.
Chi potrebbe , per alcuni clamorosamente forse, affacciarsi in questa disputa e proporsi come alternativa ( forse )  agli attuali 2 schieramenti?
Da decenni si parla di scalata ostile alle Generali ma mai come adesso la debolezza di Mediobanca e un mutato contesto internazionale tenderebbero a favorire una scalata , sotto forma di Opa da parte di un Competitor straniero. Quello che non è ancora stato detto è che però questo potenziale competitor possa o potrebbe essere alleato del duo Caltagirone –  Del Vecchio.

Non sarà sfuggito ai più che la presentazione di una lista antagonista a quella dell’attuale Cda di Generali dovrà essere resa nota a breve . In essa dovrà essere indicato anche il futuro capo azienda oltre che esprimere fin da  ora un piano industriale alternativo e molto  convincente.
Se questo accadrà il nome del possibile futuro Ad alternativo a Donnet  sarà noto prima della Assemblea ed è anche altresì chiaro che chiunque sia , se già in carica sui mercati internazionali,  dovrà essere già in aspettativa o aver rassegnato le dimissioni dalla attuale carica ricoperta.

Questo appare molto improbabile , visto che per profili di questo genere una scommessa al buio sia improponibile  ( cosa nota anche al duo antagonista )  a meno che , ed ecco l’asso nella manica ,  non si abbia ( da parte della coppia antagonista ) già in tasca la certezza della vittoria in Assemblea ( che passerà dai Fondi internazionali ) , oppure che esista una possibile sinergia ed accordo con una entità che palesandosi attraverso un take over od offerta di acquisto,  per quanto non ostile,  sparigli del tutto lo scenario .

Siamo vicini comunque alla resa dei conti finale che speriamo faccia solo del bene alla società e che muterà, e questo ce lo auguriamo il modo di stare sul mercato e di far crescere le aziende nell’interesse di tutti che siano  azionisti o dipendenti .

a cura di Marco Contini

Leggi anche La scalata all’Italia: Tim come Generali

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