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Usa: il climate change spinge alle stelle i premi assicurativi per proteggere le abitazioni

Allarmante analisi del New York Times: nel 2021 costi delle coperture all’insù dell’8,4 per cento

Un report dell’III segnala che il combined ratio delle compagnie nel 2021 è arrivato al 110 per cento

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Assicurare la propria casa sta diventando proibitivo per gli americani che vivono in aree soggette a catastrofi ambientali. Lo scrive il New York Times in un lungo articolo dove sottolinea come le compagnie, dopo aver subito negli ultimi anni perdite crescenti per uragani, inondazioni ed incendi, stanno incrementando significativamente i prezzi delle coperture. Le aree più a rischio sono la Luisiana e gli altri stati del Golfo del Messico e, per gli incendi, la California.

Secondo l’agenzia di rating AM Best l’importo totale dei premi assicurativi pagati dai proprietari di casa Usa è aumentato dell’8,4 per cento tra il terzo trimestre del 2020 e il terzo trimestre dello scorso anno. E’ il terzo anno consecutivo in cui aumentano i costi delle coperture e molti residenti in Florida, ad esempio, stanno vendendo le loro case per trasferirsi altrove. Quello che un tempo era un sogno per i pensionati Usa ora sta diventando un incubo.

Mentre le regioni costiere dovrebbero probabilmente affrontare nuove sfide a causa di tempeste più intense, l’aumento delle precipitazioni significa che anche le case situate vicino o all’interno delle pianure alluvionali potrebbero diventare più vulnerabili.

Il costo crescente dei danni causati dal climate change viene da una confluenza di diversi fattori che sta spingendo all’insù il costo dell’assicurazione dei proprietari di casa. Le strozzature della catena di approvvigionamento e la carenza di manodopera rendono più costoso riparare o ricostruire le case dopo un disastro, mentre le nuove modalità di costruzione degli immobili e del design delle case sono anch’essi fattori di rischio. Nei quartieri con abitazioni più vecchie, la ricostruzione dopo un disastro naturale potrebbe essere più costosa a causa delle misure per adeguare gli immobili agli attuali più elevati standard del codice edilizio.

“Gli stessi materiali da costruzione contribuiscono alle perdite catastrofiche”, ha detto Jared Carillo, un broker assicurativo nel Connecticut. Oggi – ha spiegato – includono più materiali sintetici che bruciano più velocemente, come il truciolato, la schiuma spray e l’isolamento del filo.

Alcuni effetti del cambiamento climatico – sottolinea ancora l’articolo del NYT – stanno avvenendo gradualmente ma per altri, ad esempio gli incendi nelle regioni occidentali del paese, il “punto di rottura” è stato raggiunto molto rapidamente. Negli anni ’80, le perdite medie annuali assicurate negli Stati Uniti per gli incendi selvaggi andavano da 1 a 3 miliardi di dollari.

Tutto questo è cambiato in un attimo, ha sottolineato Ernst Rauch, chief climate e geoscientist di Munich Re. Nel 2017, per la prima volta – ha detto- le perdite assicurate hanno raggiunto i 16 miliardi di dollari. “È stato un salto enorme, e il 2018 è stato praticamente lo stesso”. Dopo una moderata stagione degli incendi nelle regioni occidentali nel 2019, il 2020 ha portato altre perdite da capogiro, circa 11 miliardi di dollari.

È la prova che anche la più previdente delle compagnie può essere colta di sorpresa per la velocità con cui le condizioni possono cambiare.

L’analisi del giornale ha confermato le conclusioni di un report sul vertiginoso aumento dei costi di ricostruzione pubblicato nei giorni precedenti dall’Insurance Information Institute (III), fondazione che fa capo all’industria assicurativa Usa.

Secondo Aon Catastrophe Insight – sottolinea lo studio – i pagamenti dei sinistri assicurati da tornado, uragani, incendi, inondazioni e altri disastri naturali del 2021, come la tempesta di freddo in Texas del febbraio scorso, hanno causato danni per $ 92 miliardi. Negli ultimi cinque anni (2017-2021) ( 2017-2021 ) le perdite assicurative derivanti da disastri naturali hanno superato nel totale i 400 miliardi di dollari per gli assicuratori statunitensi (2017-2021) .

“Quando un disastro colpisce una vasta area, la domanda di materiali e manodopera mette sotto pressione i prezzi”, ha affermato Dale Porfilio, Chief Insurance Officer di III. “Sebbene ciò sia esacerbato dalla catena di approvvigionamento legata alla pandemia e dalle interruzioni del mercato del lavoro, questi problemi dovrebbero diminuire man mano che covid -19 diventa più gestibile. Tuttavia, è probabile che la tendenza a lungo termine – aumento dei danni assicurati legati a disastri naturali e spostamenti della popolazione in aree soggette a disastri – continui”.

Sulla base dei risultati di sottoscrizione del settore, gli assicuratori proprietari di case statunitensi stanno lottando per raccogliere più premi di quanto non paghino in sinistri. Ma non ci riescono. Il combined ratio – l’indicatore gestionale che misura il rapporto tra spese totali e premi incassati – è stato del 107,3% nel 2020 e si stima che abbia raggiunto il 110,4% nel 2021, è sottolineato nel report. Le compagnie, insomma, stanno perdendo soldi. Il recente aumento dei costi del legname – una componente chiave nel calcolo del costo di ricostruzione di una casa – ha ulteriormente complicato le stime e pone una pressione ulteriore al rialzo dei premi assicurativi, ha aggiunto Porfilio. Il collo di bottiglia della catena di approvvigionamento della nazione ha anche reso gli elettrodomestici più scarsi e più costosi. Una polizza assicurativa standard per i proprietari di abitazione fornisce copertura per la struttura della casa così come per gli effetti personali dell’assicurato (ad es. mobili, elettronica, abbigliamento). E’ quest’ultimo un aspetto che pesa anche perché – ha sottolineato ancora Porfilio –“anche prima della pandemia e della crisi nelle forniture di materiali e manodopera i fattori di costo associati alla costruzione stavano aumentando più rapidamente sia dell’indice dei prezzi al consumo che dei premi assicurativi”.

Leggi anche UK: i comparti auto e casa potrebbero andare in rosso nel 2022

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