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Preventivatore Ivass sulla Rc auto: i tanti limiti del provvedimento

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini

Agenti, salvatevi dalla regolamentazione “amica del mercato”! L’Ivass, il regulator assicurativo, le compagnie e gli agenti assicurativi sono di nuovo ai ferri corti. Dopo l’acceso confronto sulle modalità di applicazione della direttiva sulla distribuzione assicurativa (IDD), lo scontro in questi giorni verte sul preventivatore dei contratti Rc auto, introdotto da una legge del 2012, sul quale l’Istituto guidato da Luigi Federico Signorini ha speso molte risorse e che pertanto vorrebbe far entrare in vigore in tempi accelerati. Quello strumento, in origine era stato pensato per un nobile scopo: realizzare una banca dati pubblica, affidabile e non manipolabile, alla quale i consumatori avrebbero potuto attingere per confrontare i prezzi della Rc auto, affrancandosi dagli attuali aggregatori privati (i vari facile.it, segugio.it) considerati, anche dall’industria assicurativa, strumenti parziali, utilizzati soltanto da una parte del mercato assicurativo (normalmente dalle compagnie dirette). La legge ha imposto che oggetto del confronto debba essere soltanto il contratto di base assicurativo, quello minimo che assolve l’obbligo di copertura previsto dalla legge. Ma, per così dire l’appetito vien mangiando. Nelle bozze di regolamento attuativo della legge posto in consultazione l’Ivass ha esteso l’obbligo di trasparenza anche alle clausole aggiuntive. Ad esempio quelle relative all’aumento dei massimali, all’utilizzo della scatola nera, alla limitazione dell’utilizzo della vettura soltanto a persone esperte. Già ma, in mancanza di una base giuridica il regolamento potrebbe prevedere l’allargamento solo su base volontaria e, se così fosse, il confronto tra le offerte delle diverse compagnie non catturerebbe più l’intera offerta del mercato. Se viceversa il decreto finale imporrà un obbligo, le imprese (o gli agenti) potrebbero ricorrere al tar per invalidare il provvedimento.

Ma il punto più delicato è un altro. Il preventivatore come gli aggregatori dei prezzi già in vigore da anni è, per così dire, nativo digitale. Cioè è pensato, almeno dovrebbe, per un tipo di cliente che accede ad internet e vuole conoscere rapidamente, confrontando le offerte presenti in una banca dati, quale sia il contratto che fa maggiormente al caso suo. Che c’azzeccano in questo discorso – avrebbe detto un deputato della seconda repubblica – le tradizionali reti agenziali? Invece la legge ha imposto proprio agli intermediari di fornire ai clienti l’indicazione dei premi offerti dalle imprese attraverso il preventivatore. Nell’ultima versione del regolamento, discussa con gli intermediari a gennaio, l’Ivass ha ipotizzato due modalità di collegamento. O l’agente mostra al proprio assicurato l’intero preventivatore Ivass comprese le offerte delle imprese concorrenti, con il risultato, per così dire, di lavorare per il nemico. Oppure utilizza un collegamento internet brandizzato con soltanto i preventivi della propria compagnia. Ma in questo caso, a ben vedere, gli obblighi di trasparenza sono già attualmente virtualmente assolti dall’agente quando consegna all’assicurato il preventivo del contratto assicurativo. Non si può certo immaginare che quel preventivo contenga una tariffa differente da quella inserita nel preventivatore dell’Ivass. Diversamente ci troveremmo di fronte ad una truffa da sanzionare severamente. Allora perché imporre agli intermediari inutili e costose duplicazioni? Boh! Gli agenti protestano, chiedono di essere esonerati dai vincoli contenuti nel regolamento dell’authority. I quali peraltro, verrebbero imposti soltanto a loro ma non ai broker privi di una “collaborazione stabile” con compagnie per i quali invece, operando su incarico del cliente, avrebbe senso un collegamento alla banca dati pubblica per trovare la tariffa con il premio migliore. Misteri della fede, o meglio, delle leggi scritte male ed applicate peggio. La regolamentazione “amica del mercato” è sempre in agguato!

a cura di Riccardo Sabbatini

Leggi anche Preventivatore rca: Anapa dice no all’obbligo per gli intermediari

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