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Irlanda: ai ferri corti l’autorità antitrust con l’associazione dei broker

Broker Ireland, sotto inchiesta per aver colluso con le compagnie, non ha sottoscritto alcun impegno per evitare simili pratiche in futuro e sostiene che l’indagine antitrust è stata “grossolanamente imprecisa”

L’autorità antitrust irlandese -scrive Irish Independent – ha lanciato un attacco senza precedenti a Brokers Ireland, l’associazione che rappresenta circa 1.200 broker assicurativi in tutto il paese.

Accusando l’associazione di collusione degli assicuratori, la Competition and Consumer Protection Commission (CCPC) ha accertato violazioni alla legge sulla concorrenza. A seguito di un’indagine quinquennale sulla presunta cooperazione anticoncorrenziale di AIG, Allianz, Axa, Aviva, FBD, Brokers Ireland e AA Ireland, l’autorità antitrust ha scoperto che le parti coinvolte si erano impegnate in una cooperazione anticoncorrenziale tra il 2015 e il 2016. I risultati preliminari, pubblicati l’anno scorso, “hanno indicato che Irish Brokers Association ha avuto un ruolo nel coordinare e facilitare la cooperazione tra le parti per un periodo di 21 mesi, ciò che può essere equivalso a una condotta anticoncorrenziale”, secondo il watchdog.

L’indagine è stata chiusa lo scorso agosto dopo che gli assicuratori si sono impegnati in accordi legalmente vincolanti con la CCPC a riformare i loro programmi interni di conformità alla legge sulla concorrenza. Brokers Ireland però ha rifiutato di sottoscrivere impegni simili. E per questo è ancora ai ferri corti con le autorità antitrust.

“La legge sulla concorrenza assicura che i mercati funzionino nell’interesse sia dei consumatori che delle imprese, guidando la qualità, la scelta dei consumatori e i prezzi competitivi”, ha detto Brian McHugh, membro della commissione responsabile dell’applicazione della concorrenza e delle fusioni. “Dobbiamo essere sicuri che le imprese fissino i loro prezzi in modo indipendente, in particolare per prodotti come l’assicurazione auto privata di cui i consumatori non possono semplicemente fare a meno”. McHugh ha aggiunto che il rapporto del CCPC nota con “rammarico”, il “rifiuto di Brokers Ireland di impegnarsi in riforme interne” per affrontare il presunto comportamento del suo predecessore.

Brokers Ireland ha respinto con forza le accuse e, nel farlo, non ha usato mezzi termini giudicando l’indagine dell’authority “grossolanamente imprecisa” e “dispettosa”.

La CCPC – ha detto l’amministratore delegato di Brokers Ireland, Diarmuid Kelly – “promuove una finzione di attivismo per coprire lo spreco di milioni di euro di denaro dei contribuenti su un’indagine di cinque anni che ora si è dimostrata essere poco convincente. L’approccio con cui questa indagine è stata condotta è stato incoerente, mancava di trasparenza e delle caratteristiche di un giusto processo”.

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