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9 imprese su 10 pronte ad aumentare gli investimenti sul welfare

Le nuove esigenze dei dipendenti e le politiche di sostenibilità e digitalizzazione cambiano le strategie welfare per il 2022

L’86% delle aziende sono pronte ad aumentare gli investimenti sui benefit, per un mercato che entro il 2025 supererà i 14,6 miliardi di dollari

Il mercato del lavoro sta vivendo una rapida trasformazione e i benefit aziendali rappresentano di più un punto fermo in uno scenario in continua evoluzione. Se la pandemia ha fatto emergere nuove necessità, nuovi bisogni e nuove richieste da parte dei dipendenti, l’86% delle imprese è pronta a potenziare i propri programmi di welfare aziendale nel prossimo anno per cercare di soddisfare le richieste in evoluzione dei lavoratori. È quanto emerge da una ricerca della società di consulenza americana Forrester, ripresa dalla testata HRO Today,

“Le aziende stanno recependo questo cambiamento verso sostenibilità e digitalizzazione implementando i loro programmi welfare per garantire la soddisfazione dei propri collaboratori e, quindi, la loro lealtà ed efficienza all’interno del workplace”, spiega Florent Lambert, Ceo di Sodexo Benefits & Rewards Services Italia. Questa necessità di cambiamento viene confermata anche da un recente report di Technavio che evidenzia come il mercato globale dei buoni pasto e dei benefit aziendali registrerà un incremento notevole nel corso dei prossimi anni, superando quota 14,6 miliardi di dollari entro il 2025 con un tasso annuo di crescita composto vicino al 4%. 

“Il futuro del lavoro, così come quello dei benefit aziendali, sarà sempre più ‘digital related’: è una tendenza incontrovertibile soprattutto nel mondo post Covid-19 dato che le aziende stanno ideando formule di collaborazione sempre più agili e rivolte al «work-life balance”, aggiunge Lambert.

Tra i servizi maggiormente richiesti dai singoli collaboratori non manca la possibilità di apprendere e coltivare nuove conoscenze: le aziende, sotto questo punto di vista, possono introdurre nuovi strumenti e tecnologie per avvicinarsi alle necessità dei singoli professionisti. Soddisfare la propria forza lavoro consente poi ai leader d’impresa di avere in gestione dei collaboratori maggiormente coinvolti, formati e, soprattutto, produttivi.

Infine, secondo un sondaggio del magazine americano Human Resource Executive che ha coinvolto 3.642 datori di lavoro in tutto il mondo, oltre due terzi dei leader d’impresa (il 69%) prevede di differenziare e personalizzare i propri programmi di welfare aziendale nei prossimi due anni. Questa tendenza al rinnovamento deriva dal fatto che solo il 51% dei capi d’azienda ritiene soddisfacenti i propri programmi in quest’area. Restando sulla stessa lunghezza d’onda innovativa, l’86% dei datori di lavoro cita il benessere emotivo dei dipendenti come benefit prioritario da inserire nei propri programmi entro i prossimi due anni, seguono il benessere fisico (68%) e quello finanziario (67%). “Un altro fattore che possiamo riscontrare in continuo aumento è la necessità di flessibilità. La scelta è sempre stata un fattore insostituibile nei benefit per i dipendenti ma sulla scia della pandemia quest’ultimi apprezzano ancora di più tale libertà”, conclude Florent Lambert.

Leggi anche Il welfare aziendale genera impatto sociale e cresce del 64% tra le pmi

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