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Insurtech: minaccia (o opportunità) competitiva per il mondo assicurativo ?

Marco Contini

I profitti del settore assicurativo, ad oggi,  sono “quasi del tutto fermi” a causa del prolungato e  lungo periodo di difficoltà economiche.

Se andiamo ad esaminare  il settore assicurativo in questa (speriamo tutti) fase finale della pandemia di Covid-19, quasi la metà degli assicuratori a livello globale non sta realizzando guadagni dal costo del capitale e più della metà delle aziende  quotate in Borsa è al di sotto del proprio patrimonio netto.

Dopo anni di rendimenti stabili, l’assicurazione è ora diventato un settore che distrugge valore e dove la metà dei player non riesce a guadagnare il rendimento al tasso atteso.

Nel 2020 con lo scoppio del Covid la crescita dei premi ha registrato un brusco rallentamento passando da oltre il 4% annuo a solo l’1,2% con un calo degli utili  del 15%.

Il calo dei profitti è stato particolarmente pronunciato nella regione Asia Pacifico, dove gli assicuratori hanno registrato un calo del 36% soprattutto a causa delle difficoltà del business Vita.

Ma la pandemia è stato solo un infausto evento che ha accelerato  problemi già esistenti: gli assicuratori sono stati messi sotto pressione da altri fattori , alcuni di questi veri volani del repentino e veloce cambiamento che sta trasformando radicalmente  il mercato.

Il primo di questi è rappresentato dalle società Insurtech, oltre il 40% delle quali incide su un risparmio dei costi nel  marketing , nella distribuzione dei prodotti e nella gestione dei sinistri.

Grazie alla forte spinta sul digitale, le Insurtech rappresentano una minaccia competitiva, che potrebbe invece diventare una vera opportunità  per gli assicuratori tradizionali con le compagnie tese a stringere sempre più nuove partnership o a fare investimenti enormi nel settore tecnologico per mantenere il passo e non perdere o vedersi erodere quote di mercato.

Per tutto questo è molto ipotizzabile prevedere,  per chi ha Vision di mercato di lungo termine,  uno spostamento di valore verso le reti di  intermediari, ( Agenti e Broker) che continueranno a mantenere le relazioni con i clienti, con gli assicuratori che rischiano di diventare ( o rimanere) solo meri  fornitori di coperture.

E’ vero che molti assicuratori hanno intrapreso programmi di risparmio sui costi, ma analizzando meglio i nuovi modelli organizzativi si nota che sono stati apportati solo dei miglioramenti limitati alla produttività, senza netta incisione sulle principali linee dei costi.  Aumentare la produttività senza diminuire i costi di risultato non permette di vincere in competitività.

Quali sono allora alcune Aree Strategiche su cui concentrarsi  al fine di migliorare il  business del futuro?

Sara’ importante per le imprese assicurative rispondere alle sfide ESG, che avranno sempre più rilevanza, richiedendo un adeguamento dei modelli di business attraverso una vera e reale innovazione dei prodotti e la copertura di nuovi rischi ( specialty lines) , in modo da migliorare e personalizzare il coinvolgimento e l’esperienza dei clienti.

ESG è l’acronimo di Environmental, Social and Governance e si riferisce a tre fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento. Questo approccio deriva dal concetto di “Triple Bottom Line”, noto anche come “Persone, Pianeta e Profitti” (PPP), introdotto negli anni ’90 e secondo cui le aziende non dovrebbero concentrarsi solo sui “Profitti”, ma su ciascuna delle tre “P”, che sono altrettanto importanti per la sostenibilità di qualsiasi impresa commerciale. Questo concetto si è evoluto nei fattori ESG, che oggi sono il caposaldo dell’Investimento sostenibile e responsabile (Sustainable and Responsible Investing, SRI).

Oltre a ciò quindi agli assicuratori tradizionali dovranno spingersi, con decisione e coraggio, verso un maggiore coinvolgimento con il mondo insurtech, adattando i propri modelli di business ai requisiti di una società sempre più digitale, modernizzare le piattaforme tecnologiche di base e affrontare con decisione l’imperativo di una maggiore produttività.

Il Covid ha accelerato alcune tendenze che hanno cambiato definitivamente il modo in cui le assicurazioni vengono sottoscritte, distribuite e gestite. Allo stesso tempo, alcuni dei problemi che hanno messo alla prova il settore negli ultimi dieci anni non sono scomparsi ( anzi sono aumentati in qualche caso ) e la complessità dell’ambiente macroeconomico non si è modificata.

La crescita dei ricavi è limitata nella maggior parte delle regioni del mondo; gli intermediari stanno acquisendo più valore; le economie di scala si stanno rivelando non realizzabili; e la produttività è ancora stagnante.

In conseguenza di tutto ciò il profitto economico, ovvero il profitto dopo il costo del capitale, nel settore assicurativo è praticamente fermo. Gli assicuratori che saranno in grado di sviluppare un modello di business ben definito e riusciranno a cavalcare le nuove tendenze Insurtech accellerate dalla pandemia  potranno avviarsi verso un percorso di crescita, espandere le proprie prestazioni e rinnovarsi attraverso la creazione di valore ( chiesto dagli azionisti )  assicurandosi negli anni una forte e duratura posizione di leader del settore.

La strada da seguire è adesso  tracciata, serve ( solo )  il coraggio di intraprendere il viaggio.

a cura di Marco Contini


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