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Lemonade, la stella cadente dell’insurtech

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini

E se l’intelligenza artificiale fosse…artificiale? Il bisticcio di parole potrebbe essere evitato ma il dubbio viene leggendo la lettera agli azionisti ed i resoconti dell’incontro con gli analisti di Lemonade, stella (cadente) del mondo insurtech. La società ha chiuso l’ennesimo anno con i conti in perdita per $241,3 milioni e non sarà l’ultimo perché con il 2022 si annuncia un rosso ancora più profondo ( $370 milioni). Fino a poco tempo fa la società aveva attribuito il suo deludente andamento contabile alla necessità di finanziare la sua crescita dimensionale. Ed il mercato ci aveva creduto: Lemonade aveva fatto il suo ingresso in borsa nel luglio del 2020 con un prezzo di collocamento di $29. La sua azione era subito finita sull’otto volante giungendo a quotare $170 all’inizio del 2022. Poi è iniziato il riflusso ed in questi giorni il titolo viaggia intorno a 25 euro.

Il mercato non crede più alla favola dell’insurtech destinata a cambiare il mondo delle assicurazioni con la digitalizzazione dei prodotti e la capacità di calcolare il giusto prezzo delle protezioni assicurative per i propri clienti, grazie ad algoritmi sofisticati e all’intelligenza artificiale, Ciò che è emerso nell’ultima trimestrale è un’impennata del loss ratio (rapporto tra sinistri e premi) giunto in prossimità del 100 per cento. Se a questo si aggiungono le spese di gestione della compagnia, attualmente Lemonade sta lavorando in perdita. Più acquisisce nuova clientela maggiori sono i suoi disavanzi. Per il suo fondatore e Ceo Daniel Schreiber il peggioramento degli indicatori tecnici è stato determinato da “una manciata di grandi perdite di vecchie polizze per le quali, retrospettivamente, abbiamo sotto-riservato”. Riservare – ha aggiunto – “è una scienza imprecisa. E quindi ogni tanto accadono sviluppi negativi“. Dichiarazioni così ingenue quasi commuovono per la loro disarmante semplicità ma, al tempo stesso, fanno riflettere per il dilettantismo che lasciano trasparire. Viene da chiedersi con quali basi tecniche i manager di Lemonade abbiano costruito i loro algoritmi. In effetti non ci vuole nulla a sottoscrivere una polizza in tre minuti – è la promessa fatta dall’insurtech ai propri assicurati – se poi si è disposti i a pagare i sinistri che quelle polizze generano. Drastico è stato il giudizio dell’analista di Insurtech Advisor Kaenan Hertz secondo il quale la compagnia di Schreiber ha difficoltà a “comprendere adeguatamente l’assicurazione”.

Altrettanto spietato è stato il commento di Matthew Queen comparso sul sito di analisi borsistiche Seeking Alpha. “Le tendenze attuali suggeriscono – ha spiegato – che questa società non è attraente a nessun prezzo”. Ed ha messo in evidenza un altro punto debole nel business model di Lemonade. La società riassicura buona parte dei suoi premi per alleggerire le necessità di capitale regolamentare e crescere pertanto più in fretta. Ma il gioco funziona se il business è profittevole. Ma quando invece si accumulano perdite nell’attività di sottoscrizione i riassicuratori diventano guardinghi perché non intendono condividere le perdite con chi è così sprovveduto nel modo di condurre il business. I premi della riassicurazione diventano sempre più alti e nel caso Lemonade – ha segnalato Queen – la società è stata costretta anche a costituire un collateral di 100 milioni da dare in garanzia ai riassicuratori. Con quest’onere al collo la compagnia ben difficilmente potrà risollevarsi senza una drastica inversione di marcia.

Nel 1970 un famoso articolo dell’economista George Akerlof sul “mercato dei limoni” – come venivano chiamati i “bidoni” nell’industria delle auto usate – aprì la strada agli studi sulle asimmetrie informative nei mercati e valse il premio Nobel al suo autore. A 50 anni di distanza il nome Lemonade torna ad avere un connotato sinistro: una spremuta, ma vista dal punto di vista della buccia!

a cura di Riccardo Sabbatini

Leggi anche USA: Lemonade chiude l’esercizio 2021 con perdite nette per 241 milioni

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