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Lo Stato non paga la polizza, il mega yacht dell’oligarca russo Melnichenko bloccato nel porto di Trieste

Il super yacht “congelato” dalla Guardia di Finanza è ancora fermo nello spazio di proprietà di Fincantieri che ha urgenza di tornare in possesso del proprio bacino per nuove commesse

È ancora fermo nel porto di Trieste lo yacht a vela più grande del mondo appartenente all’oligarca russo Andrey Igorevich Melnichenko, il “re” del carbone e dei fertilizzanti. Della contorta vicenda dell’imbarcazione di lusso sottoposta a “congelamento” dalla Guardia di Finanza se n’è già occupata Intermedia Channel lo scorso 29 marzo (Lo yacht dell’ oligarca russo Melnitchenko va spostato). Da allora, nessun passo avanti è stato fatto e il super yacht del magante russo inserito nella “black list” della UE è ancora fermo nello spazio di proprietà di Fincantieri, che aveva chiesto di spostare l’imbarcazione entro il 10 aprile e tornare in possesso del proprio bacino per nuove commesse.

Della questione si è occupato l’altro giorno il Comitato di sicurezza finanziaria senza tuttavia arrivare ad alcuna soluzione. Il Comitato non ne vuole sapere di pagare le costose polizze assicurative che vanno riattivate prima di spostare lo yacht dall’Arsenale San Marco, dove l’imbarcazione era entrata a gennaio per interventi di manutenzione.

Al momento il ministero dell’Economia si limita ad autorizzare il pagamento dello stipendio dei quasi trenta marittimi a bordo: ci vorranno 200 mila euro e così avanti per i mesi a seguire, perché da adesso è l’Agenzia del Demanio a dover provvedere alle retribuzioni dell’equipaggio e a tutto il resto: i costi sfiorano il milione di euro al mese per mantenere in buono stato l’imbarcazione.

A Trieste ci si comincia a interrogare sul nuovo ormeggio da offrire allo yacht, ma a Prefettura e Capitaneria di porto non resta altro che attendere indicazioni per il trasferimento. La palla è nelle mani dello Stato che deve decidere di spendere qualche milione per assicurare l’imbarcazione del valore di circa 530 milioni di euro e permetterne il trasferimento in modo da riconsegnare l’Arsenale San Marco a Fincantieri che deve accogliere una nave in costruzione dal cantiere di Marghera. Si tratta della Norwegian Prima, la cui consegna è fissata a fine estate e che deve venire a Trieste per le ultime lavorazioni. Il contratto prevede che, per ogni giorno di ritardo sui tempi, la Norwegian Cruise Line riceva una penale da 600 mila euro da Fincantieri. C’è ancora qualche giorno di margine, ma il tempo è agli sgoccioli.

In questa strana e inedita situazione, in nome del diritto di ritenzione, lo Stato restituirà il super yacht al suo proprietario solamente dopo che tutti i conti saranno saldati dal magnate russo, che avrà tutto l’interesse a spendere qualche milione per tornare in possesso di un patrimonio di un valore ben superiore.

A cura di Vincenzo Giudice

Leggi anche Lo yacht dell’oligarca russo Melnitchenko va spostato

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